Eredità Agnelli, John Elkann, chiesto il rinvio a giudizio per truffa ai danni dello Stato e evasione fiscale fraudolenta
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Il contenzioso sull’eredità Agnelli ritorna ad occupare le colonne dei quotidiani, la procura di Torino titolare del caso ha notificato nei giorni scorsi la richiesta di rinvio a giudizio per truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta nei confronti di John Elkann, presidente di Stellantis ed Exor nonché nipote prediletto dell’avvocato Gianni Agnelli. L’inchiesta penale è scaturita da un esposto della madre di John e Lapo Elkann, Margherita Agnelli, che si è rivolta mesi scorsi al Tribunale Civile di Torino per rivendicare l’eredità dei suoi genitori: l’Avvocato e sua moglie Marella Caracciolo.
Secondo la procura di Torino, Marella Agnelli non risiedeva in Svizzera, come fatto credere dagli eredi attraverso “artifizi e raggiri” come scrivono i giudici, Elkann la scorsa estate sostenendo la tesi della residenza della nonna fuori dall’Italia, aveva versato all’Agenzia delle Entrate 183 milioni di euro relativi a imposte non pagate e alle tasse di successione per la morte della vedova di Gianni Agnelli.
Stessi reati contestati al commercialista di famiglia Gian Luca Ferrero
I giudici hanno contestato gli stessi reati a Gian Luca Ferrero, storico commercialista di fiducia della famiglia Elkann nonché presidente della Juventus, al professionista i pm torinesi hanno inoltre contestato il reato di falso ideologico in atto pubblico, in concorso con il notaio torinese Ettore Maria Morone. Commercialista e notaio sempre secondo i giudici, si sarebbero resi responsabili della presunta falsificazione delle date di due documenti per l’iscrizione alla Camera di Commercio di Torino della Dicembre Società Semplice, la cassaforte di famiglia fondata nel 1984, che assicura a John Elkann il controllo di tutti gli asset dell’impero Agnelli-Elkann.
La richiesta di rinvio a giudizio di John Elkann è stata divulgata questa mattina, 13 aprile, dopo l’udienza preliminare che doveva decidere in merito al reato di evasione fiscale fraudolenta per il quale nei mesi scorsi il giudice per le indagini preliminari aveva richiesto l’imputazione forzata del presidente di Stellantis e del commercialista di famiglia. L’udienza è stata rinviata al prossimo 22 giugno, data in cui il procedimento di oggi sarà riunificato in quello principale.

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