Eredità D’Orazio, parla Tiziana Giardoni: “Michelon chiamava Stefano solo per soldi, lui ha lasciato i Pooh anche per causa sua”
La vicenda dell’eredità di Stefano D’Orazio continua ad avere posto sui mezzi di informazione. Si tratta ormai di un vero e proprio braccio di ferro tra Tiziana Giardoni, vedova del compianto batterista dei Pooh e Francesca Michelon, figlia segreta dell’artista, riconosciuta tale dopo una battaglia legale lunga dieci anni. Per quanto riguarda l’effettiva paternità di D’Orazio, l’esame del Dna ha accertato che Michelon è figlia dell’artista e ha annullato il testamento di D’Orazio redatto nel 2016 condannando Giardoni a versare alla figlia del batterista, 60mila euro.
Nel processo di Appello cominciato la scorsa settimana, la vedova del batterista ha ribadito la richiesta di 100mila euro già formulata in primo grado nei confronti di Michelon. Tiziana Giardoni sostiene che la figlia segreta di D’Orazio, in realtà non ha mai voluto intrattenere qualsiasi tipo di rapporto con il padre nonostante lui avesse cercato di stabilire un contatto.

Le dichiarazioni di Michelon e la risposta di Giardoni
Una richiesta che ha sorpreso Michelon che si è sfogata rilasciando una dichiarazione a Il Corriere della Sera nella quale si è detta basita sottolineando di non aver capito quale sia la colpa che le si imputa: “Non ho capito quale sia la mia colpa. Ho inseguito per anni una sola verità, vedere riconosciuto il mio diritto di figlia”.
“La cosa che mi infastidisce più di tutte è vedere buttare fango sulla memoria di mio marito Stefano, un uomo buono e generoso che ha fatto tanto del bene. Se le persone attaccano me non importa: ma non accetto che si metta in dubbio la lealtà di Stefano”.
La vedova dello storico batterista dei Pooh ha aggiunto che il marito avrebbe voluto “con tutte le sue forze” un rapporto con la figlia, ma che quest’ultima ha sempre rifiutato: “Il suo legame con il padre per lei passava solo per il denaro – ha dichiarato Giardoni – Stefano con molta tristezza si autodefiniva “un bancomat”. Veniva cercato solo come mero sostenitore economico: le richieste di denaro erano puntuali e insistenti. Questo portò Stefano a uno stato di prostrazione tale da doversi sottoporre a visite specialistiche e ricoveri, fino alla prescrizione di antidepressivi”.
La vedova ha anche negato di aver interferito nel rapporto padre -figlia, respingendo le accuse di essere venale: “Io rispettavo la volontà di mio marito, che voleva a un certo punto minimizzare gli incontri per la sofferenza che gli procuravano. Se mai otterrò un risarcimento lo darò in beneficienza”
Il patrimonio di Stefano D’Orazio
Tiziana Giardoni ha anche smentito quanto affermano i legali di Michelon circa l’esistenza di un patrimonio milionario: “Non c’è alcun patrimonio milionario, come sostengono gli avvocati della Michelon – ha precisato Giardoni- parlano di due attici a Roma, in realtà è un normalissimo appartamento al 7° piano in cui vivo io” Giardoni ha anche aggiunto che deriva anche per la frustrazione interiore che la vicenda gli aveva procurato, la decisione di D’Orazio di lasciare i Pooh: “In quegli anni aridi ho visto mio marito diventare un’altra persona: era così spaventato che nel 2009 decise di lasciare i Pooh. Le richieste erano diventate insistenti e lui non voleva trascinare il gruppo in uno scandalo morale. Non credo di esagerare nel dire che si sentiva con le spalle al muro”.
Giardoni infine ha ricordato il momento più brutto di tutta la vicenda: “Il 6 novembre del 2020, giorno della morte di Stefano. Gli avvocati della Michelon mandarono una pec all’ospedale Columbus chiedendo l’esame del Dna sul corpo di mio marito appena deceduto”, ha detto Giardoni rivelando chi le sta vicino nella sua battaglia: “Sempre e solo la mia famiglia. E spero nel sostegno dei Pooh”.

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