Eredità D’Orazio, tensioni tra Tiziana Giardoni e la figlia dell’artista. Lo sfogo di Michelon: “Non ho capito quale sia la mia colpa”
La battaglia legale sull’eredità di Stefano D’Orazio sembra non poter trovare una soluzione. Nonostante l’impegno dei legali di entrambe le parti in causa nel cercare un accordo per evitare la prosecuzione del processo, la richiesta di 100mila euro per danni esistenziali, avanzata da Tiziana Giardoni, vedova del compianto batterista dei Pooh, nei confronti di Francesca Michelon, figlia dell’artista, riconosciuta dopo dieci anni di battaglia legale, sembra essere un ostacolo insormontabile. Il Tribunale dopo aver accertato tramite il test del Dna la reale paternità di D’Orazio, ha anche annullato il testamento dell’artista redatto nel 2016 e condannato Giardoni a risarcire a Michelon 60mila euro.
Il processo d’Appello cominciato pochi giorni fa, vede Giardoni ribadire la richiesta di 100mila euro già avanzata nel primo grado di giudizio, in quanto la vedova del batterista asserisce che Michelon non avrebbe mai avuto rapporto alcuno con il padre e che sarebbero questi i motivi per cui D’Orazio non la abbia mai voluta riconoscere. Per questi motivi Giardoni sarebbe disposta a riconoscere a Francesca una quota legittima dell’eredità pari a un terzo del patrimonio di D’Orazio e non del 50%.

La reazione di Francesca Michelon
A fronte della richiesta di Tiziana Giardoni, Francesca Michelon ha affidato il suo sfogo a Il Corriere della Sera: “Sono rimasta basita, trovo tutto questo incomprensibile – ha dichiarato la figlia di D’Orazio – devo dire che vivo con estrema fatica l’intera situazione. La vicenda giudiziaria dura da molti anni e a ogni passo si riaprono ferite che procurano sofferenza. Nel leggere le motivazioni ho provato sconcerto, è una versione mai sentita prima”
La figlia dell’artista, ora quarantunenne ha anche affermato di soffrire molto nel vedere che qualcuno vuole calpestare la realtà: “Non ho capito quale sia la mia colpa. Ho inseguito per anni una sola verità, vedere riconosciuto il mio diritto di figlia. E quando un tribunale, dopo un’attesa lunga e dolorosa, ha stabilito ciò che sognavo, qualcuno vuole calpestare questa realtà. Io so come sono andate le cose e non ho mai cambiato la versione dei fatti. Ho raccontato tutto quello che è accaduto, senza nascondere nulla. Ho sofferto moltissimo per quel rapporto così limitato con mio padre”
Affermazioni che cozzano con quanto proposto da Giardoni, disposta a riconoscere legittima e un terzo di eredità dell’artista scomparso. La vedova pertanto non sembra voler calpestare la realtà, ma riequilibrare la vicenda in quelli che a suo dire sono i giusti binari e l’esatta chiave di lettura.
Michelon: “Non sto facendo tutto questo per soldi”
Nel corso dell’intervista a Il Corriere della Sera, Francesca Michelon ha anche rigettato le accuse mossale sui social di essersi fatta viva con il padre solo per una questione economica: “I fatti smentiscono queste cattiverie. La vicenda giudiziaria che ho intrapreso dura da undici anni, è iniziata nel 2014. I tempi della giustizia purtroppo sono lentissimi, e non è colpa mia se la storia è diventata pubblica solo ora, dopo la sentenza”.
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