“Estranei”, nella scomparsa di due giovani un crime che ha per sfondo l’integrazione. Le dichiarazioni dei protagonisti
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“Estranei” – La bassa Padana, due ragazzi che scompaiono, un’indagine che riporta allo stile crime e l’integrazione a fare neanche tanto da sfondo visto che a Correggio dove è stato girato il film, vive una delle più grandi comunità sikh d’Italia. “Estranei” debutterà su Rai2 in prima serata venerdì prossimo 9 ottobre con un cast pieno di volti noti e amati dal pubblico.
Accanto alla protagonista Elena Radonicich che è il perno intorno al quale ruotano i vari personaggi, ci sono Ricky Memphis, Marco Cocci, Kelum Giordano, Valentina Carnelutti, Sebastian Herrera, Maurizio Donadoni ed Eleonora Giovanardi, con la partecipazione di Giulio Scarpati e Isabella Ferrari. La regia è di Cosimo Alemà e la sceneggiatura è firmata da Francesco Baucia, Davide Cogni, Ruben Marciano, Nicola Peirano e Andrea Valagussa.
I due ragazzi spariti di due etnie diverse sono il motore di tutto il racconto, ma dietro l’indagine per scoprire che fine abbiano fatto, c’è una domanda ancora più scomoda: quanto conosciamo davvero le persone con cui viviamo ogni giorno prima che qualcosa ci costringa a guardarle da vicino?
La trama
Correggio, un paesino tra i campi e la nebbia di pianura, nasconde una realtà che lo rende unico: è la casa di una delle più grandi comunità sikh d’Italia. Uomini dalle lunghe barbe e dai vestiti tradizionali, un tempo estranei, sono diventati parte integrante del tessuto sociale. Due comunità – quella italiana e quella sikh – che si scontrano e collaborano, che si comprendono e si respingono, ma soprattutto che si trovano a dover scendere a compromessi quando due giovani ragazzi innamorati, Camilla e Manraj, scompaiono nel nulla.
Tocca a Laura, carabiniera negoziatrice per il comando provinciale tornata a Correggio per prendersi cura del padre malato, coordinare le indagini e riportare la tranquillità in paese. Ad aiutarla nel districarsi tra segreti, pregiudizi e rivalità c’è Bisan, cugino del ragazzo scomparso, tornato a casa dopo anni trascorsi nella legione straniera. La sparizione di questi Romeo e Giulietta di provincia segna l’inizio di una serie di eventi drammatici che riportano a galla tensioni e che culminano in una scia di morti misteriose, spingendo le due comunità sull’orlo di una rottura irreparabile.
Le parole dei protagonisti
Nel junket organizzato per presentare il film alcuni artisti del cast e il regista hanno risposto alle domande dei giornalisti: “Quello che mi è piaciuto di più in questa serie è questa idea del coraggio che serve ad avvicinarsi anche a qualcosa che ci fa paura e avere il coraggio di andarci molto vicino – ha detto Elena Radonicih- perché molto spesso quando ci andiamo troppo vicino scopriamo che questa estraneità da cui siamo terrorizzati in realtà è il riflesso di una paura nostra interna”.
Kel Giordano co-protagonista del film ha definito il suo personaggio coraggioso ma nello stesso tempo fragile: “A me ciò che mi ha lasciato Bisan è che è un personaggio molto coraggioso su tutte le situazioni che lo possono mettere in vero pericolo ed invece è più titubante, più fragile per quanto riguarda la parte emotiva. Trovo questo binomio molto umano e molto condivisibile e quindi diventa uno dei temi fondamentali della serie ed è il vero motivo per cui tante persone possono riconoscersi”
Ricky Memphis interpreta un uomo che ha una evoluzione in positivo: “Per quello che riguarda il mio personaggio non è assolutamente ironico, si tratta di un uomo problematico con i suoi problemi, con le sue paure, ma che un lato positivo lo ha, riesce a rimettersi sulla retta via e a sistemare le incomprensioni e ad avere un suo riscatto”
Infine Marco Cocci, il suo è il ruolo di un imprenditore che sente tutto il peso di responsabilità quando al padre alla guida dell’azienda: “La determinazione di arrivare dove vuole arrivare, è un personaggio avvolto nell’ipocrisia della società dell’apparenza. Ha una famiglia perfetta un lavoro che gli dà soddisfazione, ma ha i suoi momenti di cupezza, il senso della responsabilità, il peso della responsabilità che porta sulle spalle non lo fanno stare tranquillo”
Il regista Cosimo Alemà ha descritto la bassa Padana come la protagonista principale del film: “Noi siamo andati a girare dove veramente esiste questa comunità, la abbiamo raccontata anche attraverso un coefficiente di verità e di realtà, per me la comunità sikh era fondamentale nel racconto delle scene. La bassa Padana ripresa e fotografata in una certa maniera può essere l’arena speciale e unica di un racconto di crime e di mistero perché i luoghi si prestano allo scopo perfettamente. Ho fatto in modo che quell’ambientazione potesse diventare uno dei personaggi principali del film”
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