Fazio e Littizzetto contro la prima serata alle 22,00: “E’ l’anno più difficile, è irrispettoso per i telespettatori”
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Per Fabio Fazio e Luciana Littizzetto l’inizio alle 22,00 della prima serata televisiva non è un danno solo per i telespettatori, ma anche per l’intera programmazione televisiva, tanto da suscitare nel conduttore ligure la domanda se sia ancora il caso di calcolare gli ascolti nel modo attuale. La serrata guerra degli ascolti in access time tra Affari Tuoi e La Ruota della Fortuna, ha portato i due programmi a dilatarsi fino a ridosso delle dieci di sera con conseguente fine oltre la mezzanotte della maggior parte dei programmi di prima serata.
Abbiamo più volte detto da queste colonne quanto sarebbe opportuno il computo sugli spettatori seduti davanti al teleschermo a guardare un determinato programma piuttosto che la media share sulla totalità della platea televisiva, si eviterebbero quantomeno programmi lunghi oltremisura per aumentare la media o rilevamenti “spezzatino” divisi in anteprime che durano due ore e spazi “night” che durano 30/40 minuti.
Senza volersi intrufolare in ulteriori tecnicismi, nonostante il malcontento di telespettatori e addetti ai lavori, il sistema non sembra essere prossimo a cambiare, l’access è lo slot orario in cui gli investitori pubblicitari sono più propensi ad investire e fino a quando saranno i soldi a comandare si andrà avanti così.

Le dichiarazioni di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto
Tornando a Fazio e Littizzetto i due sono stati tra gli ospiti del Festival dello Spettacolo, l’evento organizzato da TV Sorrisi e Canzoni che per tutto il fine settimana vedrà transitare personaggi dello spettacolo, un modo per parlare di televisione, cinema, teatro e web e confrontarsi. Fabio Fazio ha parlato di varietà di offerta e accanita controprogrammazione la domenica sera, la giornata che lo riguarda direttamente e in cui va in onda per circa sei ore con Che Tempo che Fa: “Adesso la domenica c’è un accanimento che non c’era mai stato prima e poi siamo di fronte ad una variabile non di poco conto, ossia la prima serata che parte alle 22. È un dato di fatto. Non ha più senso misurare gli ascolti come una volta. Questa è una ripartenza, è l’anno più difficile”
Luciana Littizzetto, seduta accanto al conduttore, ci ha messo il carico parlando di mancanza di rispetto per i telespettatori: “C’è della cecità. La gente il mattino dopo va a lavorare e far cominciare la prima serata alle 22,00 vuol dire non rispettare lo spettatore”
Il successo sul Nove di “Che Tempo che fa”
Dopo l’analisi senza mezzi termini sull’inizio della prima serata televisiva, i due conduttori hanno parlato dei buoni ascolti di “Che Tempo che fa” sul Nove, un successo non del tutto prevedibile con il passaggio del programma dalla Rai a Discovery: “Era impensabile, nessuno poteva prevedere di mantenere quasi intatto tutto il pubblico che ci seguiva”. Soprattutto parlando delle circa sei ore di diretta si è soffermato sull’ampio spazio dedicato al Tavolo: “Il tavolo era il mio sogno da sempre, farei solo quello. È figlio della scuola di Arbore, mi diverto come un pazzo. Ci sono delle tracce, ma si aggiunge una quantità enorme di improvvisazione”.

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