Fiorella Mannoia “a ruota libera”: il commosso ricordo di Ornella Vanoni, la passione civile e la nuova avventura nel nome di De André
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Canzoni che raccontano storie, battaglie civili portate avanti in prima linea e un profondo, innato senso di giustizia. Fiorella Mannoia si racconta senza filtri nel salotto di Francesca Fialdini a Da noi… a ruota libera, regalando al pubblico un’intervista densa di emozioni, riflessioni e sguardi sul presente.
L’artista romana, da sempre considerata una delle voci più autorevoli e impegnate del panorama musicale italiano, ha ripercorso le tappe fondamentali della sua formazione umana e artistica, svelando i dettagli dei suoi prossimi progetti e lasciandosi andare a confessioni intime sul valore dell’amicizia, della solidarietà e del ricordo.
Trent’anni di “Anime Salve”: il viaggio nel nome di Fabrizio De André
Il pretesto per questa nuova partenza è un anniversario importante per la cultura musicale del nostro Paese: i trent’anni dall’uscita di Anime Salve, l’ultimo capolavoro discografico di Fabrizio De André scritto a quattro mani con Ivano Fossati.
Fiorella Mannoia si dice pronta a tuffarsi in questa avventura estiva e teatrale, che prenderà il via il 27 e 28 giugno proprio da Genova, la città natale di Faber, per poi proseguire in autunno nei principali teatri italiani.
Un ritorno a un “mare conosciuto”, data la storica amicizia e collaborazione che la lega a Fossati, ma soprattutto un atto di devozione verso De André, una figura che ha letteralmente plasmato la sua giovinezza.
Mannoia ha ricordato con straordinaria nitidezza il suo primo impatto con la musica di Faber, avvenuto a soli 14 anni a casa di amici più grandi, quando sul piatto del giradischi girava l’LP Tutti morimmo a stento.
Quella voce autorevole, capace di penetrare nell’anima parlando di prostitute, guerra, drogati e degli ultimi della Terra, le mostrò per la prima volta “l’altra faccia della luna”, segnando per sempre la sua crescita.
Un’eredità spirituale condivisa con un’intera generazione, benedetta anche da Dori Ghezzi, che in un videomessaggio ha ribadito la sua vicinanza e la stima profonda per la capacità di Fiorella di reinterpretare e far vivere un’opera così monumentale.
Il valore della sorellanza e l’addio a Ornella Vanoni
Attraverso il gioco dei petali colorati, l’intervista ha toccato corde calde e attuali. Davanti alla parola “Sorellanza”, l’artista ha espresso il suo viscerale amore e senso di complicità verso le donne, un sentimento che l’ha spinta a fondare la fondazione Una Nessuna Centomila a sostegno dei centri antiviolenza.
Mannoia ci tiene però a specificare che la lotta alla violenza di genere non è una guerra contro gli uomini, ma una battaglia culturale millenaria che richiede necessariamente la loro collaborazione e complicità per scardinare vecchie mentalità.
Questo legame solidale si riflette anche sul palco, dove la cantante ha condiviso e continua a condividere lo spazio con amiche e colleghe come Paola Turci, Noemi e Sabrina Ferilli, definita una donna di grandissima umanità.
Ma il momento più toccante è stato il ricordo di Ornella Vanoni, recentemente scomparsa.
Mannoia, visibilmente commossa, ha definito la Vanoni un punto di riferimento eterno e ha dichiarato che il complimento più bello mai ricevuto in vita sua è stato proprio quello di essere considerata la sua erede artistica.
Coraggio, impegno per l’Africa e l’ironia romana
Abbinata al colore rosso non poteva che esserci la parola “Coraggio”. Per Fiorella Mannoia il coraggio è sinonimo di passione e si manifesta nel non tirarsi mai indietro, anche quando si tratta di appoggiare cause complesse e scomode, come quella palestinese.
Questa spinta etica si traduce da anni nel suo ruolo di storica testimonial per Amref, l’organizzazione che si occupa di salute, nutrizione e infrastrutture in Africa.
Mannoia ha voluto lanciare un appello accorato per la campagna di raccolta fondi tramite il numero solidale 45587, ricordando l’importanza vitale della costruzione di pozzi d’acqua, fondamentali soprattutto per la vita e l’emancipazione delle donne africane.
Con lucidità e fermezza, l’artista ha criticato il dimezzamento degli aiuti occidentali alla cooperazione internazionale, evidenziando come il tema dell’immigrazione vada affrontato garantendo dignità, diritti e sviluppo nei territori d’origine.
Infine, non è mancato lo spazio per la leggerezza e l’ironia. Punzecchiata sul petalo dedicato alla sua città natale, Roma, la cantante ha sorriso rivedendo i vecchi stornelli romani cantati in televisione proprio insieme a Sabrina Ferilli e scritti da Luca Barbarossa.
Un momento di pura comicità e complicità che dimostra come, dietro alla grande interprete impegnata, ci sia una donna capace di non prendersi troppo sul serio, legata alle proprie radici e sempre pronta a sorridere alla vita.
