Flottiglia per Gaza: anche i Subsonica in prima linea
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Anche i Subsonica sostengono la Global Sumud Flotilla: a fine agosto parte la più grande missione civile per Gaza. Aiuti, solidarietà e resistenza non violenta.
A fine agosto prenderà il largo la Global Sumud Flotilla, la più grande missione umanitaria civile della storia recente, con un obiettivo chiaro e coraggioso: rompere l’assedio israeliano su Gaza e portare aiuti umanitari, solidarietà e un messaggio politico inequivocabile.
Decine e decine di imbarcazioni provenienti da oltre 80 Paesi si stanno preparando a salpare, unite da una volontà comune: sostenere il popolo palestinese con azioni concrete e visibili.
A fianco della missione si schierano anche numerosi artisti, attivisti e personalità pubbliche.
Tra questi, i Subsonica, che hanno deciso di utilizzare i propri canali per amplificare il messaggio della Flottiglia.
In un video pubblicato sui social, la band torinese ha espresso il proprio sostegno al progetto, invitando il pubblico a diffondere l’informazione, partecipare alla raccolta fondi e mantenere alta l’attenzione su ciò che sta accadendo a Gaza. “Restiamo umani”, il loro messaggio forte e chiaro, risuona come un invito alla mobilitazione collettiva.
Promossa da una rete internazionale di organizzazioni della società civile, la Global Sumud Flotilla – dove “sumud” significa resistenza in arabo – rappresenta una risposta non violenta a una crisi umanitaria che da anni devasta la Striscia di Gaza.
In una terra martoriata da guerre, embarghi e blocchi militari, questa missione vuole rompere il silenzio e portare beni di prima necessità, speranza e dignità.
Mentre molti governi continuano a supportare attivamente Israele, sono sempre di più i cittadini del mondo che scelgono di dire “Non in nostro nome!”.
La flottiglia si fa portavoce di questa indignazione globale, di questo bisogno urgente di giustizia e umanità.
La missione è tutt’altro che semplice. Precedenti tentativi simili sono stati spesso ostacolati con la forza dalla marina israeliana. Ma il rischio non ferma i partecipanti: la determinazione è forte, e cresce il sostegno internazionale.
Migliaia di persone stanno convergendo da tutto il mondo, a dimostrazione che l’impegno civile non ha confini.
Chi non può salpare, può comunque fare molto. Condividere le informazioni, partecipare alla raccolta fondi, parlarne, sostenere chi ci mette la faccia — come i Subsonica — è già un atto di resistenza.
Gaza ha bisogno del nostro sguardo. Non possiamo voltare la testa. Ogni parola conta. Ogni gesto è necessario.
