Francesca Michielin al BSMT: “Ho spento i social per ritrovare me stessa e la mia musica”
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C’è sempre stata una cosa che ha reso Francesca Michielin diversa dagli altri artisti della sua generazione: la capacità di cambiare continuamente senza mai sembrare costruita.
Dalla vittoria fulminea a X Factor a soli sedici anni fino ai palchi più prestigiosi d’Italia e d’Europa, Francesca ha costruito un percorso unico nella scena musicale italiana, fatto di scrittura, ricerca e continua trasformazione.
Oggi, a trent’anni appena compiuti, l’artista si trova in una fase completamente nuova della sua vita, inaugurata dal lancio del suo ultimo album: “Magia Bianca”.
Un progetto denso, nato all’interno di una vera e propria “caverna” creativa, lontano dal rumore di fondo del web.
Ospite di Gianluca Gazzoli al podcast Passa dal BSMT, Francesca ha condiviso una chiacchierata autentica, delicata e ricca di sfumature, affrontando temi cruciali come la salute mentale, il rapporto con il proprio corpo, il peso del giudizio pubblico e il coraggio di rivoluzionare tutto quando la felicità viene meno.
Il digiuno digitale: “Disinstallare i social mi ha salvato la testa”
Una delle rivelazioni più forti dell’intervista riguarda la scelta radicale di abbandonare totalmente le piattaforme digitali per diversi mesi. “Da novembre ho disinstallato Instagram e tutti i social volutamente per scrivere il disco”, ha confessato la cantautrice.
Una decisione maturata dopo il concerto all’Arena di Verona, mossa dal bisogno di proteggere la propria salute mentale e il focus creativo.

Scrollare continuamente le bacheche, spiega Francesca, innesca meccanismi tossici di confronto con gli altri, alimentando insicurezze e Trip mentali che danneggiano le performance e la serenità quotidiana.
“Mi sono resa conto di quanto tempo sprecavo a inquinarmi la testa”, ha dichiarato.
Durante questo periodo di “detox”, la Michielin ha riscoperto il piacere della lettura, rifugiandosi nelle sue grandi passioni nerd, come i manga Naruto e One Piece, che l’hanno aiutata a canalizzare l’adrenalina post-concerto e a ritrovare la concentrazione.
Il crollo dopo Sanremo 2025 e la rinascita attraverso la terapia
Crescere sotto i riflettori non è facile, e Francesca non nasconde i momenti bui. Con straordinaria autoironia e onestà, ha definito la sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo nel 2025 come “un mezzo disastro”.
Tra una caviglia fratturata tre giorni prima del debutto, l’essersi dimenticata gli in-ear monitor prima di salire sul palco, esibizioni a notte fonda, problemi di look e un ventunesimo posto in classifica, l’esperienza sanremese l’aveva trascinata in un periodo di profonda depressione.
“Dopo Sanremo sono stata male, sono rimasta a letto per settimane”, ha confessato.
A salvarla è stato il ritorno alla terapia psicologica, in particolare attraverso l’EMDR (un approccio terapeutico basato sui movimenti oculari) e tecniche di rielaborazione del trauma come il tapping e l’abbraccio a farfalla.
Questo percorso le ha permesso di rimboccarsi le maniche e riprendere in mano la propria vita, affrontando anche le scorie emotive di un delicatissimo intervento chirurgico subito nell’agosto del 2023, durante il quale le è stato asportato un rene a causa di una grave idronefrosi.
La ribellione contro la “dittatura dei numeri” nella musica
In un mercato discografico dominato dall’ansia da prestazione, dalle classifiche di Spotify e dall’algoritmo dello streaming, Francesca Michielin ha deciso di dire basta.
Consigliata anche da suo padre, ha capito che per essere felice doveva riprendersi la totale autonomia della sua visione artistica, senza inseguire le tendenze pop a tutti i costi.

“Non ho Spotify for Artists sul telefono, non voglio sapere i numeri”, ha svelato.
“A trent’anni ho voluto cambiare tutto nella mia vita perché ho bisogno di vivermi la musica in modo diverso. Preferisco fare una cazzata pazzesca o una cosa bellissima, ma sapendo che l’ho scelta io”.
Per l’arrangiamento e la scrittura del nuovo album “Magia Bianca”, l’artista ha persino collaborato con un filologo, Davide Melchiorri, per approfondire dal punto di vista storico e letterario la figura della strega e la caccia alle streghe, tematica che sente vicina anche per il modo in cui i corpi e gli errori delle donne vengono costantemente messi al rogo sui media moderni.
La Michielin si conferma così una polistrumentista d’eccezione (attualmente impegnata nello studio degli strumenti ad arco dopo aver approfondito clavicembalo, basso e sintetizzatori) guidata non dalla pura tecnica accademica, ma dalla pura musicalità e dal desiderio di comunicare qualcosa di denso e autentico.
Una “strega” buona che, nel suo antro creativo, continua a fare magie musicali restando fieramente sé stessa.
