Francesco Gabbani a Domenica In: il percorso dietro il successo e le firme per Mina e Ornella Vanoni
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Dietro il sorriso e l’energia espressa sui palchi più importanti d’Italia, Francesco Gabbani nasconde una personalità complessa e riflessiva. Ospite di Mara Venier a Domenica In, il cantautore toscano ha ripercorso le tappe principali della sua carriera, parlando apertamente del lungo lavoro di gavetta, dei momenti in cui ha pensato di ritirarsi dalla musica e della grande emozione di suonare all’Arena di Verona. Spazio anche al suo ruolo di autore, che lo ha portato a collaborare con alcune delle figure più importanti della discografia italiana, come Mina, Adriano Celentano e Ornella Vanoni.
La scelta della positività e il ruolo della malinconia
Il punto di partenza del dialogo nello studio di Domenica In è stato proprio il volto sempre sorridente del cantautore. Gabbani ha spiegato che la solarità non è un dato di fatto o una condizione di perenne beatitudine, ma il risultato di una scelta consapevole.
L’artista ha dichiarato di avere un’importante componente intimista e di vivere spesso una forte malinconia.
L’estetica della malinconia, per il musicista, non ha una sfumatura negativa, ma rappresenta un momento personale e inaccessibile agli altri, utile per esplorare a fondo i propri ricordi e le proprie emozioni.
La positività diventa quindi una decisione quotidiana sul modo di affrontare il proprio percorso di vita, senza per questo cancellare la parte più riflessiva di sé.
Gli anni difficili della gavetta e i sogni d’infanzia
Gabbani ha ricordato come il successo non sia arrivato in modo causale o improvviso, ma dopo un periodo duro in cui l’idea di abbandonare i progetti musicali era diventata concreta. In quel momento di crisi, la prospettiva era quella di stabilirsi definitivamente nel negozio di strumenti musicali del padre a Carrara.
L’ambiente familiare ha avuto un peso decisivo nella sua formazione: cresciuto respirando musica fin da piccolo grazie all’attività paterna, Gabbani ha spiegato che il suo obiettivo professionale era già chiaro fin dall’infanzia.
Rispetto ai classici desideri dei bambini di fare i pompieri o gli astronauti, la sua unica aspirazione in quinta elementare era già quella di vivere di musica.
Riuscire a superare quella fase di stallo e arrivare al palco del Festival di Sanremo ha rappresentato il superamento di una vera e propria sfida personale.
Il valore simbolico dell’Arena di Verona
Tra i traguardi più significativi della sua attività live spicca il concerto tenuto all’Arena di Verona. Per chi fa il musicista, calcare un palco storico che ha ospitato la lirica, l’arte e i più grandi spettacoli internazionali ha un valore simbolico ed emblematico che incute una forte soggezione.
Per Gabbani, l’Arena ha anche un legame personale che risale proprio agli anni della scuola elementare a Carrara, quando frequentava l’istituto delle suore Figlie di Gesù.
Durante una gita scolastica a Verona, guardando l’anfiteatro, il cantautore ha raccontato di aver sperato e immaginato, per la prima volta, di poter fare un giorno un concerto in quel posto così importante.
Ritornarci da protagonista ha segnato il compimento di quel pensiero espresso da bambino.
L’attività di autore per Mina, Celentano e Ornella Vanoni
L’intervista ha toccato anche la produzione di Gabbani come autore per altri interpreti, un’attività che nasce da dinamiche spontanee e mai da pianificazioni fatte a tavolino.
Le sue canzoni sono nate spesso da flussi creativi improvvisi al pianoforte, rivelando solo in un secondo momento la loro perfetta destinazione.
Tra i progetti più rilevanti c’è la firma di un brano inserito all’interno di “Le Migliori”, l’album collaborativo di Mina e Adriano Celentano.
A questo si aggiunge il profondo legame artistico e personale con Ornella Vanoni, per la quale Gabbani ha scritto una canzone nata proprio da una melodia al pianoforte che ha richiamato subito lo stile dell’interprete.
Il cantautore ha descritto la possibilità di collaborare con queste figure storiche della musica italiana come una grande fortuna che ha influenzato e arricchito la sua evoluzione professionale.
