Francesco Guccini, due i testamenti redatti dall’artista, nel secondo la moglie è erede universale
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Purtroppo anche il grande Francesco Guccini non ha potuto evitare le possibili discussioni tra eredi dopo la sua morte. Il testamento del cantautore scomparso lo scorso 6 agosto, è stato aperto davanti al notaio Lorenzo Luca, si tratta di un documento pubblico datato 17 dicembre 2015 redatto davanti al notaio alla presenza di due testimoni.
Tale testamento a quanto pare non sarebbe l’ultimo in ordine di tempo, l’artista nel 2022 avrebbe stilato e depositato un altro testamento presso un altro notaio bolognese e già pubblicato il 7 settembre per volontà della moglie di Guccini, Raffaella Zuccari. Tale documento, più recente, contiene disposizioni differenti rispetto al primo.
Nel primo testamento, quello del 2015, l’artista avrebbe destinato diversi suoi beni all’unica figlia, Teresa, la donna era presente all’apertura del documento, nel quale però non sarebbe stata citata come erede né della casa di Pavana, tantomeno di quella bolognese di via Paolo Fabbri, quest’ultima sarebbe stata destinata alla moglie Raffaella.
Guccini nel 2015 lasciava a Teresa le quote societarie della Limentra Srl al momento dell’apertura della successione, unipersonale e posseduta dall’artista al 100%. Sempre a Teresa come detto venivano destinati diversi beni immobili siti in Bologna, tra i quali una parte del fabbricato in piazza Azzarita 6 e un immobile in Via Reno 65.
A sua figlia l’artista aveva previsto andasse il 50% dei saldi dei conti correnti e il 50% di azioni, obbligazioni, fondi comuni, gestioni patrimoniali, polizze assicurative presenti al momento della successione, compresi l’orologio Leonardo da Vinci e la chitarra Martin, quanto al restante 50% era destinataria la moglie Raffaella.
Francesco Guccini, nel testamento del 2022 la moglie Raffaella Zuccari erede universale
Nel testamento del 2022 Guccini ha revocato le precedenti disposizioni e nominato la moglie erede universale: “Revoco ogni mio precedente testamento. Istituisco erede universale di tutti i miei beni mia moglie Raffaella Zuccari”. Alla figlia Teresa sono stati attribuiti il 50% dei diritti d’autore relativi all’attività di cantautore e scrittore.
Nel nuovo testamento l’artista ha estromesso la figlia dall’elenco degli immobili attribuitagli nel primo testamento tantomeno il 50% della liquidità e degli investimenti finanziari che comparivano nelle disposizioni del 2015. In compenso l’artista nel nuovo testamento ha aggiunto per Teresa la chitarra Trameluc, l’arredo in legno da Varese e l’anello d’oro con le iniziali “F” e “G”.
Due documenti che letti in successione raccontano una diversa architettura dei rapporti tra la moglie e la figlia principali destinatarie dell’eredità.
Il notaio Lorenza Luca: “Guccini voleva dividere tutto al 50% tra moglie e figlia”
Il notaio Lorenzo Luca ha spiegato quale fosse l’impianto del primo testamento, redatto davanti a lui da Guccini in persona nel 2015: “Quando fu scritto il testamento, il testatore ha voluto lasciare i beni per un valore al 50% fra la moglie e la figlia. Questa era la sua volontà”.
Secondo il notaio la divisione iniziale oltre alla divisione del patrimonio delineava quasi una ripartizione di quelli che erano diversi ambiti dell’eredità culturale di Guccini: “Aveva previsto che la parte musicale fosse più di competenza della figlia, mentre la letteraria alla coniuge – ha commentato il notaio – Inoltre aveva previsto che anche le decisioni sulla gestione delle sue opere fossero sempre condivise”.
Una ricostruzione che rende ancora più significativa la lettura del secondo testamento. Nel testamento del 2015 Guccini aveva scritto: “Il mio auspicio è che riusciate a collaborare utilmente per la gestione comune dei miei diritti artistici” stabilendo anche un meccanismo per superare eventuali contrasti tra le due.
Nel secondo testamento la gestione comune e l’eventuale meccanismo in caso di dissidi scompaiono e la gestione e l’amministrazione dei diritti vengono attribuiti alla moglie, fermo restando il 50% dei proventi a Teresa.
C’è chi riferisce che quest’ultima sia uscita poco contenta dallo studio del notaio, ma che comunque non intenda impugnare il testamento ma rispettare le ultime volontà del padre.

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