Frank Matano al Poretcast: dagli scherzi surreali alla bisnonna al sogno del teatro, passando per i miti della comicità
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Nel salotto del Poretcast, lo show digital condotto da Giacomo Poretti, l’atmosfera si fa subito scoppiettante. Ospite d’eccezione è Frank Matano, uno dei volti più amati e poliedrici della comicità italiana contemporanea, pronto a mettersi a nudo tra aneddoti familiari incredibili, riflessioni sulla natura della risata e sogni nel cassetto ancora da realizzare.
Radici italo-americane e una casa trasformata in RSA
Frank racconta le sue origini uniche, essendo figlio di madre statunitense e padre carabiniere italiano. Cresciuto a Carinola, in provincia di Caserta, ricorda con ironia le difficoltà dei primi anni scolastici, come quando in prima elementare usò la parola inglese chin al posto di mento, scatenando le risate dei compagni e spingendolo a evitare l’argomento per anni.
La sua adolescenza è stata segnata da una casa trasformatasi col tempo quasi in una struttura per anziani. I nonni paterni, che inizialmente non avevano accettato di buon grado il matrimonio dei genitori perché la nuora americana non sapeva cucinare, si sono infatti trasferiti da loro nella vecchiaia, insieme alla bisnonna Teresa che viveva al piano di sotto.
Quest’ultima soffriva di problemi alle ossa che la tenevano sempre piegata, tanto da farle dire con spirito che sembrava stesse sempre a cogliere le olive.
Proprio per gestire i ritmi di tutti i nonni, la madre di Frank aveva persino escogitato il trucco di spostare gli orologi della stanza tre ore indietro per metterli a dormire prima.
Lo scherzo vietato ai minori e i “miracoli” in paese
La vena comica e dissacrante di Matano è nata proprio tra le mura domestiche, spesso a spese dei suoi stessi parenti. Davanti a un Giacomo Poretti divertito, Frank ha confessato uno degli scherzi più audaci della sua giovinezza, realizzato insieme all’amico d’infanzia Salvatore.
Ha preso un dildo molto realistico, lo ha lasciato in congelatore per una notte e il giorno dopo lo ha portato alla bisnonna spacciandolo per un gelato. La donna ha iniziato a mangiarlo commentando che era da tanto tempo che non ne gustava uno, finché non è entrata la madre di Frank interrompendo il surreale momento.
Non è stato l’unico colpo della coppia, dato che Frank e Salvatore erano soliti anche “rubare” le piante dai giardini del paese per posizionarle di notte davanti alla statua di Padre Pio, lasciando le anziane del posto convinte di trovarsi di fronte a un vero e proprio miracolo botanico.

La paura del palcoscenico e la sindrome dell’impostore
Nonostante il grande successo tra web e televisione, Matano ha confessato di non aver mai fatto un vero spettacolo teatrale a causa di un profondo senso di timore e rispetto per il palcoscenico.
Non aver affrontato la classica gavetta nei locali o nei piccoli teatri gli provoca una sorta di inadeguatezza, tanto da convivere con una voce interiore che gli ricorda costantemente di essere solo uno scemo che ha iniziato caricando video su internet.
Sebbene oggi spettacoli basati sull’interazione con il pubblico vadano molto di moda a teatro anche per chi viene dai social, Frank ritiene che il vero live richieda spalle larghe e la capacità di portare in scena una narrazione strutturata.
Giacomo lo ha incoraggiato calorosamente, spiegando che la presenza della platea è uno scambio fisiologico necessario per chi fa questo mestiere.
Frank ha così rivelato il desiderio di voler raccontare in futuro la storia dei suoi nonni emigrati negli Stati Uniti negli anni Sessanta, che oggi si trovano nella bizzarra condizione di non parlare correttamente né l’italiano né l’inglese.
I grandi miti della commedia tra Italia e America
Il radar comico di Frank è perennemente acceso e, sebbene sia un grande appassionato della stand-up comedy americana e di autori come Jerry Seinfeld o Garry Shandling, il suo bagaglio culturale include giganti della commedia classica.
Durante la chiacchierata, Matano e Poretti hanno condiviso i loro grandi miti di riferimento, a partire dai film di Don Camillo e Peppone, che Frank guardava da bambino insieme alla sorella prima di andare a dormire.
A questi si aggiungono la comicità fisica di Stanlio e Ollio, la genialità di Woody Allen nella celebre scena degli spermatozoi e l’intramontabile accoppiata formata da Totò e Fabrizi.
In particolare, Frank ha ricordato la straordinaria sequenza della puntata in ospedale nel film I tartassati, che vede anche la partecipazione di Louis de Funès e che fu interamente improvvisata per ben venti minuti.
Questo incontro generazionale dimostra come la comicità, a prescindere dal mezzo utilizzato per esprimerla, risponda sempre alla stessa identica urgenza umana di trovare un codice comune per alleggerire il peso della vita.
