Garlasco, Alberto Stasi esce dal carcere, ottenuto l’affidamento in prova
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Alberto Stasi, condannato in via definitiva quale unico esecutore dell’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali e dopo dieci anni e mezzo di detenzione potrà lasciare il carcere di Bollate. La decisione è stata presa oggi, 12 giugno, dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, al quale i legali di Stasi avevano presentato istanza.
L’uomo, ora quarantaduenne, era attualmente in regime di semilibertà, lasciava il penitenziario per recarsi al lavoro e vi faceva ritorno in serata. La disposizione odierna è un procedimento a se stante e non ha nulla a che vedere con una eventuale istanza di revisione del processo di Stasi, che i difensori De Rensis e Bocellari prevedono di depositare nei prossimi giorni, alla luce dei nuovi elementi sopraggiunti dopo la riapertura delle indagini sull’omicidio della ventiseienne studentessa di Garlasco.
Per il caso Garlasco, infatti, è attualmente aperto un nuovo filone di inchiesta che vede Andrea Sempio come unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
Alberto Stasi non tornerà a vivere a Garlasco
Alberto Stasi a quanto si apprende dall’Ansa non tornerà a vivere a Garlasco, il quarantaduenne andrà a vivere in una casa che prenderà in affitto in una località nei pressi di Milano. Stasi in tutti questi anni si è sempre professato innocente e dopo essere stato assolto per insufficienza di prove nei primi due gradi di giudizio, è stato condannato in Cassazione in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione, senza la prova regina, senza l’oltre ragionevole dubbio e senza che l’arma del delitto sia mai stata trovata.
Con la ritrovata libertà l’ipotesi più probabile è che Stasi continui a lavorare come responsabile dell’amministrazione presso l’azienda in cui ha prestato servizio in questi anni durante il percorso di reinserimento. Un lavoro che già sa fare e che potrebbe consentirgli di ricostruire gradualmente una propria quotidianità lontana possibilmente dall’attenzione costante dei media.

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