Gene Gnocchi: “Mi ha intristito vedere Simona Ventura al GF, era una scommessa persa in partenza”
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Conosciuto per la sua schiettezza, la sua comicità sottile e leziosa, ma anche come uno dei più preparati autori televisivi, Gene Gnocchi intervistato da FanPage ha parlato della televisione di oggi sottolineandone quelle che a suo avviso ne sono le criticità. Il comico emiliano frequenta il piccolo schermo da quarant’anni, ne conosce pregi, difetti e potenzialità, nella TV di oggi non si riconosce soprattutto trova che l’abuso di quello che lui definisce l’opinionismo televisivo, sia uno dei mali più grandi della televisione moderna.
Secondo Gene Gnocchi uno dei limiti della televisione di oggi è la mancanza di coraggio, la paura di rischiare nel tentare nuovi progetti per paura di fare un buco nell’acqua: “Il problema sono i reality, il trionfo dell’uomo comune e il brulicare di opinionisti, che per me sono un cancro della televisione. L’ultima proposta che ho fatto è allestire una scuola per opinionismo, perché se non sei un opinionista oggi non ti vuole nessuno”.
Gene Gnocchi: “Tra gli opinionisti salvo solo Selvaggia Lucarelli”
Tra gli opinionisti salva solo Selvaggia Lucarelli, l’unica secondo il comico che ha dimostrato che esprimere opinioni su tutto può diventare un mestiere, tutti gli altri li reputa personaggi che sfruttano ciò che avviene per trasformarsi in esperti e andare in televisione: “Ci sono gli opinionisti a tempo, quelli che per l’occasione sono virologi, quelli che parlano solo di politica e gli ultimi, che fanno un po’ impressione, sulla cronaca nera. Se mi chiedessero un’opinione su Garlasco non riuscirei a darla entrando in un consesso dove è pieno di personaggi perché hanno un’opinione. Invece dovrebbe farla chi conosce la tv e sviluppa delle idee, anche nuove”.
Secondo il comico la deriva della televisione parte da lontano, dagli anni ’90, da quando la televisione ha cominciato a raccontare “paturnie, peripezie e malesseri” della gente comune, una abitudine che ha trovato la sua massima espressione nel Grande Fratello e i suoi confessionali.
La frecciata a Simona Ventura
Gene Gnocchi non ha risparmiato una frecciata neanche alla storica amica Simona Ventura della quale è stato autore per un decennio a Quelli che il Calcio e nell’edizione 2004 del Festival di Sanremo, un anno della kermesse molto particolare in cui le tre major discografiche non mandarono cantanti per protesta contro la direzione artistica di Tony Renis. Un’edizione che fece perno più su ospiti e interventi comici che sulle canzoni.
“Sono convinto che Simona sia un animale televisivo – ha spiegato Gnocchi a FanPage – Abbiamo lavorato insieme per anni e mi sono reso conto di quanto è brava. Ma il Grande Fratello era una scommessa persa in partenza, non era neanche Vip ma di persone normali”
Una decisione presa con grande generosità dalla conduttrice, ma che a Gnocchi ha intristito: “Lei si butta perché è generosa. Quando abbiamo preso l’eredità di Fazio a Quelli che il calcio non era semplice ma l’ha portato avanti alla grande e mi ha dato fiducia dicendomi di fare solo quello che mi sentivo di fare. Un attestato di grande stima. Vederla in quelle baracconate mi intristiscono”.
Il pensiero su TeleMeloni
Gnocchi ha lavorato sia in Mediaset che in Rai, pur ammettendo che nella Tv di Stato l’influenza della politica c’è sempre stata, ha trovato l’endorsement del direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci nei confronti di Giorgia Meloni un po’ esagerato: “Un direttore dell’informazione che dice una cosa del genere ti fa sorgere qualche domanda, la cui risposta è naturale che porti a TeleMeloni. Ma io ho lavorato anche con direttori di rete che non erano di sinistra. Penso ad Antonio Marano, ma la televisione la conosceva e la sapeva fare. Adesso mi pare che ci siano dei dirigenti che conoscono meno la tv e avallano la creazione di programmi non disegnati bene e che era meglio non fare”.
Il pensiero sulla decisione di Pucci di non andare a Sanremo e la risposta alle frecciatine di Teo Teocoli
Infine due domande su due colleghi, il primo è Andrea Pucci, sulla cui decisione di non partecipare al Festival di Sanremo si è a lungo discusso nelle settimane precedenti la kermesse. Secondo Gene Gnocchi il comico milanese avrebbe dovuto partecipare: “Sappiamo benissimo, noi che facciamo questo mestiere, che dobbiamo mettere in preventivo le offese dai social. È una costante e non si può cambiare, ma non va usata neanche per dire che sei stato impossibilitato a partecipare o che ti hanno discriminato. Non è così, ha deciso di non andare. Magari aumenterà il pubblico a teatro, ma per me ha perso un’opportunità di andare al Festival di Sanremo anche per far vedere a tutti quanto è bravo”.
Il pensiero finale è sulle frecciatine che gli ha riservato Teo Teocoli, da sempre suo grande amico. Gnocchi ha precisato di non avere avuto dissapori con lui: “Probabilmente se l’è presa perché io ho rinunciato a Mai dire gol. Ma io di Teo non posso che parlare benissimo, perché è stato un compagno di lavoro meraviglioso e un genio della comicità con un talento smisurato. Poi che lui dica che io sono inaffidabile mi fa sorridere. E mi fa piacere, almeno si ricorda di quello che abbiamo fatto insieme. Sono stati anni stupendi. Ogni tanto mi capita di rivedere degli spezzoni delle nostre gag a Mai dire gol e mi fanno ancora morire dal ridere”.

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