Ghali a Baggio: Il ritorno a casa tra ricordi, riscatto e futuro
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Nel cuore di Baggio (Milano), un quartiere che lo ha visto crescere, l’artista Ghali è tornato a casa. Non per un concerto, ma per un incontro intimo e profondo nel cortile dell’Istituto Comprensivo Iqbal Masih, la sua ex scuola media.
Al suo fianco, lo scrittore Jonathan Bazzi, anche lui figlio di queste strade, ha condiviso un momento speciale con centinaia di studenti, trasformando un semplice evento in una testimonianza vivente dell’importanza di non dimenticare le proprie radici.

Ghali ha parlato ai ragazzi con la schiettezza di chi ha vissuto in prima persona le loro stesse sfide. “A volte la vivi come uno sbattimento, ma è una fortuna”, ha detto, ricordando le sue giornate passate sui banchi.
Un’affermazione che suona come un monito potente, specialmente da chi è riuscito a trasformare le difficoltà in un trampolino di lancio.
Ha sottolineato che la scuola è un privilegio che non tutti i bambini nel mondo hanno e che è un luogo dove si impara a fare sacrifici, a relazionarsi con gli altri e a sviluppare le proprie capacità, tutte lezioni che rimangono per la vita.
Uno dei passaggi più toccanti è stato il confronto tra il passato e il presente del quartiere.
“Quando ero alunno qui, eravamo in pochi arabi. Vedere oggi così tante origini diverse è veramente bello. E non è scontato”. Parole che risuonano come un inno all’inclusione e che dimostrano come Baggio, spesso descritto in modo stereotipato, sia in realtà un crocevia di culture e un esempio di integrazione riuscita.
Ma l’incontro non è stato solo un viaggio nella memoria. Ghali ha anche offerto uno sguardo sul futuro, svelando alcune importanti novità.
Ha annunciato che il concerto “Gran Teatro”, in programma il 20 settembre alla Fiera Milano Live, sarà il suo ultimo per l’anno in corso, una vera e propria “conclusione di un ciclo” e l’inizio di una nuova fase.
La grande notizia, che ha scatenato l’entusiasmo dei presenti, è stata la conferma di un nuovo album in uscita nei primi mesi del 2026. Il concerto di Milano, ha spiegato, sarà un’anteprima, “il primo passo verso un nuovo immaginario” con alcuni “spoiler di nuova musica”.
La presenza di Ghali, con la sua storia di riscatto e successo, è un messaggio di speranza per tutti i ragazzi. Ha raccontato delle difficoltà e dei “disagi” che ha affrontato da bambino, ma ha anche mostrato come la musica sia stata la sua via di fuga, un modo per trasformare il dolore in arte.
Il suo percorso dimostra che la scuola può essere il punto di partenza per sognare in grande e costruire un futuro migliore, e che le radici, anche se lontane, rimangono un’eredità preziosa.
