Gianmarco Tamberi compie 34 anni e rompe il silenzio: il dramma della malattia, la depressione e la rinascita verso gli Europei
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Con un toccante e doloroso sfogo social nel giorno del suo trentaquattresimo compleanno, l’oro olimpico Gianmarco Tamberi ha rivelato i motivi della sua prolungata assenza, confessando il calvario fisico e mentale superato grazie all’amore della moglie Chiara.
Trentatré erano gli anni di qualcun altro, forse per questo non sono piaciuti molto a Gimbo Tamberi. Da oggi, primo giugno, inizia ufficialmente tutta un’altra storia.
Il campione olimpico di salto in alto ha scelto il giorno del suo compleanno per rompere un silenzio che durava ormai da diversi mesi, aprendo il suo cuore ai tantissimi tifosi che si domandavano dove fosse finito il leader indiscusso dell’atletica leggera italiana.
Dietro quella prolungata assenza dai riflettori e dai campi di allenamento non c’era una semplice scelta strategica o un periodo di riposo prolungato, bensì un vero e proprio calvario fisico e psicologico che ha messo a dura prova la tenuta mentale di uno degli atleti più forti di sempre.
Il calvario della fascite plantare e il viaggio a Monaco
Tutto ha avuto inizio alla fine dello scorso gennaio, quando a Tamberi è stata diagnosticata una fastidiosa e invalidante fascite plantare al piede destro, proprio quello di stacco. Quello che inizialmente sembrava un intoppo di percorso si è trasformato rapidamente in un incubo sportivo.
L’atleta ha iniziato immediatamente le cure seguendo alla lettera i protocolli medici tradizionali, ma le risposte del corpo sono state drammaticamente negative.
Giorno dopo giorno il dolore non faceva che aumentare, costringendolo a tentare terapie decisamente più invasive, che purtroppo non hanno dato alcun esito positivo.
La disperata ricerca di una soluzione ha spinto il campione fino a Monaco di Baviera, con la concreta speranza di trovare la chiave per risolvere il problema, ma il viaggio si è concluso con l’ennesima serie di cattive notizie.
Ogni volta che provava un nuovo approccio terapeutico e riponeva fiducia in una possibile guarigione, il destino lo rimandava a casa con uno schiaffone psicologico ancora più pesante del precedente.
Nel frattempo i giorni scorrevano inesorabili sul calendario, le sessioni di allenamento saltavano una dopo l’altra e gli obiettivi stagionali apparivano progressivamente più sfocati e distanti.
Il ritorno del grande nemico: il dramma dei calcoli renali
In una situazione già estremamente complessa da gestire sul piano psicologico, la sfortuna si è accanita ulteriormente riportando a galla il suo incubo peggiore.
All’improvviso, un dolore lancinante e improvviso ha tolto nuovamente il respiro al saltatore marchigiano, riproducendo esattamente le stesse drammatiche sensazioni vissute la notte del dieci agosto duemilaventiquattro.
La corsa d’urgenza in ospedale e la somministrazione di Toradol per via endovenosa hanno confermato la diagnosi più temuta: la presenza di un nuovo calcolo renale, localizzato questa volta sul lato destro, a differenza di quello che aveva pesantemente compromesso la sua finale alle Olimpiadi di Parigi sul lato sinistro.
Per un’intera settimana Tamberi ha vissuto un doloroso e logorante viavai tra la propria abitazione e le corsie ospedaliere. La gravità della situazione ha spinto l’équipe medica a pianificare e fissare una data per un intervento chirurgico in sala operatoria per rimuovere l’ostruzione che stava creando serie complicazioni all’organismo.
Il baratro psicologico e la trappola del cibo come rifugio
Questo secondo e imprevisto ostacolo ha spinto la mente del campione in un baratro ancora più profondo. Stava accadendo sistematicamente tutto il contrario di ciò che avrebbe desiderato, e per la prima volta nella sua straordinaria carriera agonistica Gianmarco Tamberi ha iniziato a cedere visibilmente alle avversità, riscontrando un’enorme difficoltà a reagire.
Fortunatamente, a sole quarantotto ore dalla data stabilita per l’operazione, l’atleta è riuscito a espellere naturalmente il calcolo. Tuttavia, il sollievo fisico non ha cancellato le profonde ferite psicologiche complicate. La combinazione della fascite plantare cronica e del problema renale lo ha letteralmente buttato a terra.
Ha iniziato a manifestarsi la paura concreta che l’intera stagione agonistica potesse rivelarsi un totale fallimento, accompagnata dal timore opprimente di deludere il pubblico, i tifosi e gli sponsor che avevano investito e creduto fermamente nelle sue capacità.
Schiacciato da questa immensa pressione emotiva, Gimbo ha confessato di aver cercato rifugio nel cibo, utilizzandolo come una sorta di anestetico per non pensare alla realtà circostante.
Nel giro di un solo mese l’atleta ha accumulato quattro chilogrammi sulla bilancia. Si trattava di un circolo vizioso distruttivo: più mangiava e più nell’immediato pensava di trovare un temporaneo benessere, salvo poi svegliarsi la mattina successiva oppresso da fortissimi sensi di colpa.
La consapevolezza di non poter seguire una dieta ferrea ed equilibrata mentre non era nemmeno in grado di compiere un singolo passo di corsa da intere settimane alimentava la frustrazione, mentre il peso continuava a lievitare e i risultati delle terapie quotidiane rimanevano invisibili.

La svolta, lo spiraglio di luce e l’amore di Chiara
La vera grandezza di un campione si misura però nella capacità di mettere un punto definitivo alla sofferenza e ritrovare la forza di ricominciare a crederci, esattamente come quando tutto funziona alla perfezione.
Tamberi ha capito che cambiare atteggiamento mentale era l’unico modo reale per concedersi una concreta possibilità di riscatto. Molto lentamente, i frutti di questa determinazione hanno iniziato a manifestarsi.
Il saltatore ha ripreso inizialmente a corricchiare, è passato poi all’esecuzione di esercizi mirati e infine ha eseguito i primi timidi saltini sul campo.
Pur ammettendo di essere ancora lontanissimo dalla condizione fisica in cui avrebbe immaginato di trovarsi oggi, primo giugno, l’atleta si dichiara orgoglioso di aver reagito a un momento così buio e complicato.
Quello spiraglio di luce tanto cercato ora è finalmente visibile e, per quanto la strada per raggiungerlo si preannunci estremamente in salita, Tamberi promette di fare tutto il possibile per conquistarlo.
Agli attesi Europei di atletica leggera di agosto mancano ancora due mesi e mezzo, un tempo che il campione intende sfruttare fino all’ultimo secondo.
Un ringraziamento speciale e colmo di gratitudine è stato infine dedicato alla moglie Chiara, definita fondamentale per la sua capacità di stargli accanto nel migliore dei modi in questo periodo buio, prendendosi cura di lui e aiutandolo a trovare la forza interiore per rialzarsi.
L’idea di renderla orgogliosa ancora una volta rappresenta oggi una delle motivazioni più grandi per tornare a volare alto e trasformare questi trentaquattro anni in un radioso e vincente nuovo inizio.
