Giuliana De Sio contro Francesca Fagnani: “Basta con le battute su una mia frase, trovatene un’altra”
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Giuliana De Sio è tornata a graffiare e in una intervista rilasciata a Il Corriere della Sera ha parlato sia dell’intenzione di smettere di recitare, sia degli anni sprecati con la psicanalisi, non lesinando una dura bordata a Francesca Fagnani. L’attrice, ospite diversi anni fa di Belve, si è soffermata sull’ormai nota e spesso ripetuta frase sugli “amici del circoletto”. Durante il suo intervento, all’epoca, l’attrice dichiarò che nell’ambiente del cinema lavoravano sempre le stesse persone che facevano parte dello stesso giro, per l’appunto “un circoletto”.
Al giornalista del Corriere che la ha intervistata, Giuliana De Sio ha invitato, con la schiettezza che la contraddistingue, Francesca Fagnani a cambiare frase: “Fagnani ha fatto della domanda sul ‘circoletto della De Sio’, una cosa detta forse 15 anni fa, una liturgia. Vado al bar e mi chiedono del circoletto. Un appello alla Fagnani: basta con questa frase, trovatene un’altra”.

Giuliana De Sio: “La psicanalisi non mi è servita”
Ma non solo Belve e Fagnani, facendo una analisi della sua vita, l’attrice ha affermato che 40 anni di psicanalisi non le sono serviti: “Ho fatto 40 anni di psicanalisi: con i primi soldi, a 19 anni, ho cercato un terapeuta. Ma alla fine, come dice Woody Allen, non ho capito niente. Non so come sarei stata senza: forse uguale, forse solo più ricca. Non mi sono mai chiesta ‘chi sono io’, non sono una feticista della mia biografia, non l’ho mai voluta scrivere anche se tutti me l’hanno chiesto. Ma non ho un messaggio importante da comunicare all’umanità, sono noiosa, d’estate studio ossessivamente i copioni e chiedo ai bagnini di sentirmi la parte”.
Il pensiero di lasciare le scene
Continuando a parlare di sé stessa, Giuliana De Sio ha rivelato di pensare spesso a ritirarsi dalle scene: “Penso continuamente a ritirarmi dalle scene. Fisicamente e psicologicamente, recitare è diventato devastante. L’ansia cresce con gli anni e mi rende sempre più fragile, è un continuo rischio di attacchi di panico. Non so se sarò più coraggiosa a lasciare o a restare, ma sono troppo riconoscibile: se volessi cambiare mestiere, dovrei passare la vita a spiegare perché non faccio più l’attrice”.

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