Gloria Guida: i set pieni di gente nelle scene sotto la doccia, l’amore con Johnny Dorelli e la voglia di tornare a recitare
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Gloria Guida, attrice, cantante, icona di un’epoca cinematografica che ha ammaliato diverse generazioni, ha ricevuto il Premio Speciale della Pellicola d’Oro per l’attività artistica, ambito riconoscimento per chiunque lavori nel mondo del cinema. In una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, l’attrice ha ripercorso le tappe di una carriera che continua a rimanere nell’immaginario di chiunque abbia amato e continui ad amare il cinema italiano.
Una carriera iniziata da giovanissima con suo padre a farle da talent scout. L’attrice ha ricordato la prima volta che ha cantato in pubblico, neanche quindicenne: “Accadde a Rimini, mio padre mi spinse sul palcoscenico e mi disse: canta. Aveva già distribuito gli spartiti ai musicisti. Il pezzo era “A chi”. Avevo 14 o 15 anni. Me lo ricordo ancora un po’ come un trauma e un po’ come un momento di incredulità: cavolo, ero lì, ce l’ho fatta”.
Una passione per il canto che non si è mai sopita, canta tuttora nel privato, l’attrice ha rivelato di improvvisare dei duetti con Johnny Dorelli, con cui forma tra le coppie più longeve dello spettacolo italiano da quasi 50 anni: “Quando capita l’occasione canto volentieri. Ho cantato nelle colonne sonore dei miei film, in teatro, in televisione. Adesso canto per passione. Canto sotto la doccia, canto con Johnny. Ci divertiamo a fare duetti. Cantiamo “Con il nastro rosa” di Lucio Battisti. Abbiamo incrociato le voci in un certo modo ed è molto carino. Ogni tanto, ridendo e scherzando, ce la godiamo ancora”.
L’ingresso nel mondo del cinema
L’ingresso nel mondo del cinema è avvenuto proprio grazie alla passione per il canto: “Sì, perché io cantavo. Ero stata scritturata dalla CGD, quella che oggi è Sugar, e cominciavo a fare i primi provini, le prime fotografie. Quelle fotografie finirono in una produzione cinematografica a Roma. Mi chiamarono per un provino e da lì è cominciata tutta la mia carriera. Ricordo che all’inizio ero molto imbarazzata, molto tesa, ma anche divertita, perché il ruolo era carino”.
Dei film che sono diventati dei cult che resistono da oltre 50 anni: “Ho cominciato a girare i film che ero ancora minorenne, ricordo che mio padre era sempre con me perché doveva essere presente. Mi piace molto che questi film siano diventati quasi dei cult. Mi fermano ragazzi giovani e mi dicono di aver visto “La casa stregata” o “La liceale”. È bello che li conoscano ancora”.
Il film preferito uno per la regia di Dino Risi, con Johnny Dorelli e Laura Antonelli come interpreti: “Poter dire di aver lavorato con Dino Risi è bellissimo. Era ironico, spiritoso, anche un po’ burbero. Con me però era fantastico. Voleva la perfezione e mi spiegava tutto con grande attenzione”.
Le critiche ricevute per i film dell’epoca
I film anni Settanta di cui Guida è diventata una icona, adesso sono dei cult, ma all’epoca furono giudicati duramente dai critici, nonostante tutto l’attrice reputa che adesso il cinema sia più volgare di allora: “Allora facevo le docce, sì, ma era tutto lì. Erano commedie leggere, pulite. Oggi vedo volgarità molto più forti”.
E a proposito di docce, Gloria Guida ha rivelato un aneddoto divertente: “Quando c’erano quelle scene il set si riempiva di gente. Nelle altre scene c’erano solo gli indispensabili. Per la doccia, invece, spuntavano tutti: sopra le luci, sugli spalti, dappertutto. Sembrava un’invasione”.
Insieme a lei icone di quei film sono state Edwige Fenech e Barbara Bouchet, si è spesso parlato di girare un film tutte e tre insieme, ma non si è mai concretizzato nulla: “L’ho sempre proposto. Anche Lino Banfi diceva che sarebbe stato un successo enorme. Non hanno capito niente. Sarebbe stato fantastico”.
Oltre Lino Banfi che Gloria reputa come un papà artistico, uno degli attori con cui si è divertita di più è Renato Pozzetto: “Lino (Banfi ndr) per me è sempre stato un po’ un secondo papà. Mi dava un senso di protezione. Aveva una grande umanità. Renato Pozzetto l’ho sempre adorato. Pensava al bene del film, ti dava spazio, inventava gag insieme a te. Sul set si stava benissimo”.
La storia d’amore con Johnny Dorelli
Gloria Guida è legata sentimentalmente a Johnny Dorelli da quasi 50 anni, un amore nato sulle tavole del palcoscenico durante le repliche di “Accendiamo la lampada”, commedia musicale di Garinei e Giovannini: “Il segnale è stato che all’inizio non mi stava particolarmente simpatico. Quando succede così, almeno nel mio caso, vuol dire che qualcosa sta per accadere”.
Ha baciato Dorelli in scena, un bacio attoriale è diventato reale, lo ha preso alla sprovvista: “Sì, da quel momento non ci siamo più lasciati”.
Quarantotto anni insieme, la nascita di una figlia, Guendalina, che li ha resi nonni, un rapporto di coppia normale con liti e riappacificazioni: “Non credo esista una ricetta. Noi abbiamo vissuto una vita vera, con litigate, porte sbattute e riappacificazioni. Oggi vedo tante coppie giovani che alla prima crisi si lasciano. Invece bisogna anche saper lottare per le persone che si amano”.
La voglia di recitare e il sogno personale
La fine dell’intervista ha affrontato il tema dei sogni e degli eventuali rimpianti: “No, rimpianti veri non ne ho. Ho avuto la fortuna di lavorare con persone straordinarie e di ricevere ancora oggi l’affetto del pubblico. Se trovassi un bel ruolo mi piacerebbe tornare a recitare, anche un cammeo, ma scritto bene, con un bravo regista. Penso anche a una bella serie”.
Per concludere, un sogno personale: “Continuare a vivere con serenità. Conservare la salute, godermi la famiglia e le persone che amo. A una certa età si capisce che la serenità vale più di tante altre cose”.

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