Grazia a Minetti, salta fuori la sentenza che ribalta tutto, il bambino non fu strappato ai genitori, adozione regolare
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La discussa vicenda della grazia a Nicole Minetti sta riempiendo le pagine dei giornali ed è uno dei temi più commentati in questo periodo. Superficialità nel gestire la situazione o piano strategico per liberare la ex consigliera della Lombardia, divenuta popolare per il caso Ruby-Berlusconi, dal fardello di una condanna definitiva?
Parliamoci chiaro, Minetti di quei quasi 3 anni di condanna non avrebbe trascorso in carcere neanche un giorno, probabilmente sarebbe stata impiegata in servizi socialmente utili, per quale motivo quindi il ministro della Giustizia, Nordio e i giudici che hanno relazionato sulla grazia, avrebbero portato avanti la richiesta, facendo fare una figuraccia a Mattarella?
Una inchiesta de Il Fatto Quotidiano avrebbe portato alla luce diverse opacità sulla pratica di adozione parlando di un bambino strappato a una famiglia uruguaiana poco abbiente, di un viaggio a Boston di Minetti ed il suo compagno Giuseppe Cipriani, un ricco imprenditore, insieme al bambino per farlo curare senza che la donna fosse ancora la madre adottiva.
Nell’inchiesta condotta dal Fatto si parla anche di festini nel ranch uruguaiano del compagno di Minetti, nel quale stando a quanto riferisce il quotidiano, la ex consigliera si sarebbe occupata di selezionare ragazze e consigliarne il look prima di farle prostituire con gli ospiti di Cipriani.
Ovviamente si tratta di indiscrezioni ancora tutte da appurare, ciò che è certo è che Minetti dal 2023 è madre adottiva del bambino, restano i dubbi sull’iter con il quale sia stata ottenuta e soprattutto se in effetti il minore abbia bisogno della presenza di un adulto in quanto malato, elemento centrale della grazia a Minetti, senza quest’ultimo presupposto il provvedimento di Mattarella potrebbe decadere.

La sentenza del Tribunale di Maldonado in Uruguay che ribalterebbe tutto
A fronte dell’inchiesta condotta da Il Fatto Quotidiano, un altro quotidiano, Domani, attraverso delle ricerche presso il tribunale di Maldonado in Uruguay, ha recuperato e pubblicato sulle proprie colonne una sentenza del medesimo tribunale che ribalterebbe quanto affermato dal quotidiano diretto da Travaglio e darebbe ragione a Minetti.
A quanto si apprende da Domani, nel 2023 il tribunale di Maldonato ha emesso una sentenza dalla quale si evince che il bambino “non è stato strappato ai genitori” come ha riportato Il Fatto Quotidiano, ma “è stato abbandonato alla nascita”.
“Dagli atti – scrive Domani – si legge a pagina 1 “risulta che i genitori di F. (che con la sentenza perderanno definitivamente la patria potestà, ndr) hanno abbandonato il bambino al momento della sua nascita a dicembre 2017, secondo il fascicolo IUE 285-13/2018. Senza altri parenti responsabili e con il padre provato della libertà (era in galera, ndr) si è deciso di collocarlo provvisoriamente presso l’Inau in attesa di una famiglia’“.
L’Inau in Uruguay sono centri per bambini con problemi di salute, quello in cui è stato allocato il bambino che Minetti e il compagno avrebbero poi adottato, sarebbe stato anche aiutato finanziariamente dalla coppia. Ma torniamo alla sentenza pubblicata da Domani, nella medesima si legge tra l’altro che i genitori biologici del bambino non hanno mai mostrato interesse per il minore.
” I genitori (biologici, ndr) non hanno mai mostrato interesse per lui, non lo hanno mai visitato e non si sono mai interessati alla sua salute” si legge nella sentenza. Non solo, all’interno degli atti ci sono cinque testimonianze giurate a supporto della sentenza della giudice Grecia Gonzalvez: Juliana De Armas Valentin, Carla Bianco, Valter Vicente, Viviana Riera, Amalia Muriel Lucas.

Le testimonianze
Nella sentenza la giudice scrive che “I testimoni confermano che il bambino è affidato alla parte attrice (Minetti e marito), che è felice, e che i suoi bisogni sono soddisfatti, oltre alle cure e al sostegno emotivo. Che sono riconosciuti dal bambino come i suoi genitori. È stato accertato che il bambino non ha contatti con la sua famiglia d’origine (…); riceve un trattamento psicologico e un’assistenza sanitaria completa”.
Nelle deposizioni la testimone Marilela Sanchez, direttrice al tempo del dipartimento di sorveglianza dell’orfanotrofio, riferisce di conoscere Nicole Minetti e il bambino e di non aver mai visto i genitori naturali di quest’ultimo, precisando che “non si sono mai presentati alla direzione di adozioni”. In un altro passaggio della sentenza è riportato: “Il bimbo è consapevole di avere una famiglia d’origine e il processo su cui si sta lavorando è a lui favorevole perché è consapevole della sua identità adottiva”.
Nel resto della sentenza viene chiarito che i genitori naturali del bambino non hanno mai cercato come stesse quest’ultimo dopo averlo abbandonato: “Non si sono presentati all’Inau per avere notizie su di lui (…) – si legge nella sentenza- è opportuno in questo procedimento concedere la separazione definitiva richiesta, il legame con i genitori è inesistente (…) non è possibile mantenere il minore nella sua famiglia di origine, visto che fa già parte della famiglia Cipriani – Minetti”.
Nessun contenzioso legale con la famiglia naturale del bimbo
Il quotidiano Domani chiarisce anche i motivi per cui nei giorni scorsi era stata ipotizzata una causa tra Nicole Minetti e i genitori naturali del bambino. Si tratterebbe di una procedura obbligatoria in Uruguay in materia di abbandono di minore e successiva richiesta di adozione. Il codice uruguaiano prevede che vengano emessi una serie di “editti pubblici” come atto di citazione dei genitori naturali con i quali si chiede di presentarsi alle autorità per rivendicare la potestà sul minore.
In questo caso, hanno spiegato i giudici uruguaiani ai giornalisti di Domani, al tribunale era sconosciuto anche l’indirizzo dei genitori, spariti subito dopo aver abbandonato il bambino. A quanto si legge nella sentenza “nessuno si è mai presentato”.
Nessun collegamento tra la morte dell’avvocata Nieto e l’adozione del bambino
Il quotidiano chiarisce anche un altro punto chiave: quello della morte carbonizzata insieme al marito in un incidente domestico dell’avvocata Mercedes Nieto, che le prime ricostruzioni avevano indicato come legale dei genitori biologici del bambino nel presunto contenzioso contro Minetti per l’adozione. Attraverso la sentenza si evince che Nieto, ha avuto un ruolo determinante nella vicenda dell’adozione, ma in qualità di avvocato d’ufficio del bambino, non c’è quindi alcun collegamento diretto tra Nieto e la madre biologica del bambino, quest’ultima risulta tuttora scomparsa e non ha mai conosciuto la defunta avvocata.
I precedenti di Giuseppe Cipriani
Per quanto riguarda Cipriani, compagno di Minetti, e i trascorsi di quest’ultimo di evasione fiscale, frequentazioni con soggetti della malavita tra il 2000 e il 2010 nonché la presunta amicizia col magnate pedofilo Epstein, avvalorata dallo scambio di una corrispondenza e-mail e di un soggiorno nella villa del magnate, non sono elementi di revisione del provvedimento di grazia che riguarda esclusivamente la sua compagna
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