Guerra del Rosé: Brad Pitt mette all’angolo Angelina Jolie nella battaglia da 164 milioni per Château Miraval
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Il divorzio più lungo e velenoso di Hollywood non accenna a placarsi. Quella che una volta era la cornice idilliaca del loro “Sì” nel 2014, la splendida tenuta vinicola di Château Miraval in Provenza, è oggi il terreno di una guerriglia legale senza esclusione di colpi. Al centro della disputa? Un impero del vino rosato da 164 milioni di dollari e un intreccio di accuse che spaziano dal tradimento commerciale al controllo psicologico.
Brad Pitt non vuole più aspettare: la battaglia sul calendario
Mentre Brad Pitt sembra voler premere l’acceleratore per chiudere definitivamente questo capitolo doloroso, Angelina Jolie pare intenzionata a prendere tempo. I legali dell’attore sono stati chiari: Pitt desidera che il processo inizi il prima possibile, idealmente fissato per il 1° febbraio 2027.
La Jolie, d’altro canto, ha richiesto un rinvio a novembre 2027, citando la complessità del caso e la necessità di reperire testimoni all’estero.
Ma Pitt non ci sta. Per la star di Fight Club, ogni mese di ritardo è un colpo inferto alla gestione della proprietà e alla sua serenità personale.
Nei documenti ottenuti dal Daily Mail, Pitt lamenta come questa situazione gli impedisca di “godersi tranquillamente la sua casa in Francia” e come l’attività di Miraval sia letteralmente ostacolata dal limbo giuridico.

Il “regalo” di compleanno: la vittoria legale di Pitt
Il 17 dicembre 2025, alla vigilia del suo 62° compleanno, Pitt ha incassato una vittoria significativa. Il giudice della Corte Superiore, Lia Martin, ha ordinato ad Angelina Jolie di consegnare 22 documenti riservati, tra cui email e messaggi scambiati con i suoi collaboratori più stretti riguardo alla vendita della sua quota nel 2021.
La Jolie aveva tentato di proteggere queste comunicazioni appellandosi al privilegio legale, ma il team di Pitt ha sostenuto con successo che si trattasse di semplici “consulenti d’immagine” e non di figure protette dal segreto professionale.
Tra i nomi coinvolti spiccano Lady Arminka Helic e Chloe Dalton, ex assistenti della Jolie che avrebbero avuto un ruolo chiave nella strategia di vendita.
Secondo Pitt, queste email dimostrerebbero che l’attrice è stata “disonesta fin dall’inizio”, agendo con l’unico scopo di danneggiarlo.
L’ombra dell’oligarca russo e il “colpo basso”
La scintilla che ha fatto esplodere il caso risale al 2021, quando la Jolie ha venduto la sua quota del 50% per 67 milioni di dollari alla Tenute del Mondo, controllata dall’oligarca russo Yuri Shefler (proprietario del gruppo Stoli).
Pitt sostiene che tra i due esistesse un accordo verbale e scritto: nessuno avrebbe venduto senza il consenso dell’altro.
L’attore accusa Shefler di aver tentato una “acquisizione ostile” della cantina e sta cercando di obbligare l’imprenditore a testimoniare.
Nonostante la residenza in Svizzera di Shefler complichi le cose, Pitt insiste: ci sono prove di contatti diretti tra lui e la Jolie che confermerebbero una vendita orchestrata per estromettere l’attore dal controllo del suo amato vigneto.

Traumi passati e un futuro incerto
Angelina Jolie non resta a guardare. La sua difesa è intrisa di riferimenti ai “dolorosi eventi” che portarono al divorzio nel 2016, alludendo al traumatico volo privato in cui Pitt fu accusato di aggressione.
L’attrice sostiene di non aver più messo piede a Miraval da allora e accusa l’ex marito di usare la causa legale come uno strumento per continuare a “molestarla e controllarla”.
Tuttavia, la posizione della Jolie si fa difficile. Oltre alla consegna dei documenti, deve ora produrre tutti gli accordi di riservatezza (NDA) firmati con terze parti tra il 2014 e il 2022.
Una mossa che potrebbe rivelare molto sulla sua gestione dei rapporti professionali e personali durante gli anni della separazione.
Mentre i figli della coppia sembrano aver preso definitivamente le distanze dal padre (molti hanno già rimosso il cognome Pitt), la guerra per il castello provenzale si sposta verso la mediazione fissata per il 28 ottobre 2026.
Se non si troverà un accordo, il 2027 sarà l’anno della verità davanti a un giudice.
Riusciranno mai i Brangelina a trovare la pace, o il loro lascito più duraturo sarà una delle battaglie legali più costose e pubbliche della storia di Hollywood?
