Harry e Meghan, polemiche sul viaggio in Australia, in una petizione web la richiesta che non vi siano finanziamenti pubblici
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Non c’è che dire, nonostante gli sforzi i duchi di Sussex, Harry e Meghan, non sono amatissimi da coloro che dovrebbero essere i loro sudditi. La disputa del secondogenito di Re Carlo con la sua famiglia lo ha allontanato dal suo popolo, come anche Meghan. La questione dei soldi per la sicurezza che il sovrano britannico ha levato ai duchi di Sussex è tornato prepotentemente sotto i riflettori in occasione del viaggio in Oceania che i duchi si apprestano a fare. Nelle ultime ore sul web è addirittura spuntata una raccolta firme, oltre 30mila, promossa da una associazione australiana, dal titolo “Nessun finanziamento pubblico o sostegno per la visita ufficiale di Harry e Meghan Markle in Australia”.
A quanto si apprende dal Daily Mail, l’iniziativa è nata dalla poca informazione su chi avrebbe sostenuto i costi del viaggio dei duchi, a quanto pare le stesse autorità federali si sarebbero mostrate vaghe sulla questione, alimentando supposizioni su presunti costi accollati ai contribuenti australiani. Polemiche a quanto pare senza fondamento in quanto il viaggio di Harry e Meghan sarà finanziato privatamente.

Il viaggio in Australia dei duchi di Sussex
Harry e Meghan a quanto è stato reso noto, torneranno in Australia per la prima volta dopo il viaggio reale ufficiale del 2018, ma questa volta non solo lo faranno da privati cittadini, ma all’arrivo percorreranno strade separate partecipando ad impegni distinti.
Meghan parteciperà a un retreat di yoga e meditazione che avrà luogo a Sidney dal 17 al 19 aprile, Harry invece interverrà a un summit di due giorni a Melbourne, l’InterEdge Psychosocial Safety Summit, dedicato alla sicurezza psicologica e al benessere mentale nei luoghi di lavoro, nel quale sarà il relatore principale. Ciò denota quanto la coppia abbia deciso di dedicarsi a impegni che rispecchiano i propri impegni e le proprie competenze.
Un viaggio quindi dai connotati individuali e privati e alla luce del quale la petizione sulle spese per la sicurezza è apparsa fuori luogo così come ha tenuto a sottolineare la corrispondente reale del Mirror, Jannie Bond: “Per quanto ne so, si tratta principalmente di un viaggio di affari, pensato per espandere il marchio di Meghan a livello global, la petizione ha ottenuto un solo risultato: rovinare l’atmosfera prima dell’arrivo della coppia”.
La corrispondente ha anche fatto una precisazione sulla questione della sicurezza dato l’approssimarsi degli Invictus Games 2027: “Avvicinandoci agli Invictus Games 2027 in programma a Birmingham, diventerà sempre più una priorità assoluta”. A tal proposito sarebbe in fase di riesame la posizione del principe a seguito di una lettera inviata alla Segretaria di Stato per gli Affari Interni Shabana Mahmood. Secondo Jannie Bond una decisione a favore di Harry “potrebbe contribuire a sanare almeno un aspetto della frattura con la sua famiglia”.
Il dolore di Harry per la chiusura del padre nei suoi confronti
Sulla questione quasi un anno fa il principe Harry aveva rivelato in una intervista alla BBC il suo dolore per la rottura con il padre, Re Carlo, dovuta anche alla disputa sulla sicurezza: “Mio papà non mi parla più per via della disputa sulla questione sicurezza – aveva affermato il duca di Sussex – è davvero triste non poter mostrare ai miei figli il Paese dove sono nato”.
Harry davanti al verdetto della Corte d’Appello, che gli negava la scorta anche volendola pagare di tasca sua, si era detto addolorato e impossibilitato a portare i suoi figli e Meghan per non esporli ad attentati. Perdendo lo status di working royal, Harry aveva aggiunto: “Posso venire nel Regno Unito in sicurezza solo se invitato, è molto triste”

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