I Cesaroni, Federico Russo: “Ancora oggi faccio il commesso part-time nel negozio di un amico”
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Il ritorno in tv dei Cesaroni ha portato con sé i ricordi di quella che a tutti gli effetti è stata una serie cult che per quasi un decennio ha accompagnato i telespettatori italiani. Abbiamo spesse volte parlato da queste colonne della scelta opinabile di realizzarne un sequel a più di dieci anni dall’ultima stagione, ma soprattutto dopo vent’anni dal debutto.
Dei personaggi storici ne sono rimasti ben pochi e di quelli che sono rimasti solo Claudio Amendola (Giulio) e Elda Alvigini (Stefania) sembrano aver mantenuto le caratteristiche a cui gli affezionati della serie erano abituati, per il resto si sono ritrovati davanti a degli ex adolescenti ormai uomini, privi della spensieratezza e forse della goffaggine di un tempo e alle prese con i dubbi e i problemi dei quarantenni.
D’altronde il tempo passa per tutti, e una serie cult o non la si profana congelando i personaggi così come sono rimasti nella mente dei telespettatori oppure come è stato fatto si realizza un opinabile sequel, dimostrando che quei personaggi a cui ci si era affezionati sono stati scalfiti dal tempo proprio come succede ai comuni mortali.
Il tempo è passato anche per il piccolo Mimmo Cesaroni
Anche l’allora piccolo Mimmo Cesaroni, la voce narrante che introduceva nelle storie della famiglia più conosciuta della Garbatella, adesso è un giovane uomo di 28 anni, con la testa sulle spalle ed altre esperienze recitative alle spalle. Mimmo, al secolo Federico Russo, è uno dei pochi che dopo la serie tv di successo che lo ha reso famoso, ha avuto altre esperienze sul set, da Don Matteo 11 passando per la serie di Disney Channel Alex & Co, fino a L’isola di Pietro e Adorazione.
Mimmo, il bambino di cui i fan dei Cesaroni erano innamorati è nella stagione adesso in onda un insegnante di sostegno alla sua prima esperienza, un ruolo che ha colto di sorpresa coloro che ormai avevano cristallizzato il personaggio a un eterno bambino, forse perché fermando il suo tempo è come se fermassero un po’ il loro. In una intervista rilasciata al settimanale Oggi, in occasione del Festival On Air di Palermo, Federico Russo ha raccontato di aver vissuto una adolescenza normalissima nonostante sia praticamente cresciuto davanti al pubblico.
Federico Russo: “Ho avuto un’adolescenza semplice e tranquilla”
Federico ha fatto una disamina della sua adolescenza, vissuta come quella di un ragazzo comune con grande serenità: “Ho fatto un’adolescenza normalissima. Sono andato a ballare, uscivo, essendo di Roma vivevo Trastevere, Ponte Milvio… l’ho sempre vissuta in modo molto sereno e tranquillo. Anche perché, ricordiamoci, non sono Justin Bieber, quindi non c’è mai stata questa attenzione tale da stravolgerti la vita. Ho avuto un’adolescenza davvero semplice e tranquilla”
Il ritorno sul set
Per quanto riguarda il ritorno sul set de I Cesaroni, Federico Russo ha incluso Claudio Amendola tra coloro che più hanno segnato il suo percorso, da lui ha imparato il mestiere: “Non ci vedevamo da anni, ritrovarlo è stato fortissimo. Ci siamo abbracciati, è stato bellissimo, anche perché questa volta sono stato trattato da uomo e non più da bambino. Quello che mi ha lasciato all’epoca, più di tutto, è stata una grande scuola di set: luci, camere, posizioni, il segno da rispettare. E poi il suo modo di recitare, sempre molto naturale, molto terra terra, per dirla in modo un po’ romano”.
Il personaggio di Mimmo Cesaroni è rimasto tra i più amati dai fan della serie, Russo ha dichiarato di aver sempre dato una centralità al pubblico e di essere rispettoso con tutti: “Forse la cosa che porto con me di più è proprio il calore: il cercare di mantenere sempre quel senso di famiglia anche con i fan. Dopo la serie e altri progetti, ho sempre cercato di essere rispettoso e caloroso con tutti, perché è una fortuna ricevere questo affetto”.
La precarietà del mestiere dell’attore
Sulla fine dell’intervista Federico Russo si è soffermato anche sulla precarietà del mestiere dell’attore, rivelando di fare tuttora il commesso part-time nel negozio di un amico: “Una scelta pratica ma anche personale e di cui non mi vergogno. Faccio il commesso part-time non perché ci siano problemi particolari, ma perché volevo fare questa esperienza e anche perché credo sia importante non sperperare quello che si è messo da parte, anche per rispetto dell’educazione economica che mi ha dato mia madre”.
L’importanza di avere un paracadute tra un set e l’altro: “Certo, questo lavoro è precario, ma se scegli di fare l’attore lo sai. È come per un cantante, un calciatore o un ballerino: non sono mestieri lineari. Devi accettarlo e viverlo così. In realtà tantissimi colleghi, tra un progetto e l’altro, fanno lavori normalissimi e nessuno se lo aspetta”.

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