Il ritorno degli U2: tutto su “Days of Ash”, l’EP che sfida i potenti e anticipa il nuovo album 2026
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Gli U2 sono tornati, e lo hanno fatto con il peso di un proiettile e la solennità di una preghiera. Dopo sette anni di attesa dall’ultimo lavoro di inediti (Songs of Experience, 2017), la band irlandese ha sorpreso il mondo pubblicando nel Mercoledì delle Ceneri Days of Ash, un EP di sei tracce che riafferma Bono e compagni come la voce politica più vitale e discussa del rock mondiale.
Non si tratta di un semplice riempitivo, ma di un manifesto di “sfida e sgomento”. L’EP affronta i temi caldi dell’attualità internazionale: dalle violenze dell’ICE negli Stati Uniti alla resistenza ucraina, passando per le proteste in Iran e il conflitto in Medio Oriente.

“American Obituary”: il grido per Renee Good
Il brano di apertura, American Obituary, è un pezzo hard rock viscerale dominato dai riff taglienti di The Edge. La canzone è dedicata a Renee Good, madre di tre figli uccisa dagli agenti dell’ICE il 7 gennaio scorso mentre protestava a Minneapolis.
Bono attacca duramente la narrazione ufficiale che ha tentato di dipingere la donna come una “terrorista interna”.
“Questo è un tentativo di assassinare il significato della verità”, ha dichiarato il frontman in un’intervista esclusiva pubblicata su Propaganda, la storica fanzine della band tornata per l’occasione in una nuova veste da 54 pagine.
Bono chiede a gran voce un’inchiesta indipendente, definendo la Good un simbolo di disobbedienza civile non violenta.
Da Teheran a Gaza: la geografia del dolore di Bono
L’EP prosegue il suo viaggio globale con Song of the Future, un tributo al movimento “Donna, Vita, Libertà” in Iran. Il testo onora la memoria di Sarina Esmailzadeh, la sedicenne uccisa dalle forze di sicurezza iraniane nel 2022.
Bono descrive la classe dirigente iraniana come “una classe sacerdotale che usa i testi sacri come clava“, celebrando invece il coraggio delle studentesse che sfidano il regime.
Non manca il riferimento al conflitto in Medio Oriente con One Life at a Time, dedicata all’attivista palestinese Awdah Hathaleen, e una riflessione profonda sull’antisemitismo e la politica israeliana.
Se da un lato Bono celebra la forza morale dell’ebraismo che ha plasmato l’Occidente, dall’altro non risparmia critiche feroci a Netanyahu, definendo la sua risposta militare a Gaza come una “brutalità travolgente” che non può essere giustificata dall’autodifesa.
La collaborazione con Ed Sheeran e il fronte ucraino
A chiudere l’EP è Yours Eternally, un brano scritto a quattro mani con Ed Sheeran che vede la partecipazione di Taras Topolia, il musicista ucraino che ha imbracciato le armi contro l’invasione russa.
Il brano, nato dopo lo storico concerto degli U2 nella metropolitana di Kiev nel 2022, è una lettera dal fronte.
Bono lancia un monito durissimo contro Vladimir Putin: “Pensate che si fermerà all’Ucraina? Troverebbe una scusa per invadere anche l’Irlanda se servisse ai suoi scopi”.
Il ritorno di Larry Mullen Jr. e il futuro “gioioso”
Una delle notizie più liete per i fan è il ritorno in studio di Larry Mullen Jr. Il batterista, assente durante la residency allo Sphere di Las Vegas per problemi di salute, ha confermato di aver dovuto cambiare postura e approccio tecnico dopo un delicato intervento al collo.
“È un grande piacere essere tornato”, ha dichiarato, sottolineando come la band sentisse l’urgenza di prendere posizione in questi tempi oscuri.
Verso il nuovo album 2026
Nonostante le atmosfere cupe di Days of Ash, gli U2 hanno confermato che questo EP è solo un’anticipazione. Un nuovo album completo uscirà entro la fine del 2026. Secondo Bono, il disco avrà un’anima completamente diversa: “Sarà un lavoro provocatoriamente gioioso, con un’atmosfera carnevalesca e celebrativa”.
Prima della festa, però, la band ha ritenuto necessario affrontare le “lamentazioni” di questo presente esasperante. “Dobbiamo razionare le cattive notizie”, conclude Bono, “ma non possiamo ignorarle se vogliamo tornare ad avere fiducia l’uno nell’altro”.
