Il ritorno dei Backstreet Boys: dal pop per PAW Patrol ai segreti della Sphere di Las Vegas fino agli stadi europei
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Nessuno, nemmeno i diretti interessati, avrebbe mai scommesso su una longevità del genere quando tutto è cominciato trentatré anni fa. Eppure, Nick Carter, Howie Dorough, AJ McLean, Brian Littrell e Kevin Richardson sono ancora qui, pronti a cavalcare l’onda del pop internazionale con la stessa energia degli esordi. In una recente e approfondita intervista concessa a Jarrod Millican per Billboard News, la leggendaria boy band statunitense, i Backstreet Boys, ha aperto il libro dei ricordi, svelando non solo i dettagli dietro la nascita del loro nuovissimo singolo “Bottle Up” per il franchise cinematografico di PAW Patrol, ma anche i retroscena tecnologici ed emotivi della loro colossale residency alla Sphere di Las Vegas e del loro imminente ritorno negli stadi tedeschi.

Il retroscena di Bottle Up e l’effetto Drake sulle nuove generazioni
Il nuovo capitolo discografico dei Backstreet Boys si intitola “Bottle Up”, un brano nato sotto una stella decisamente fortunata.
La band ha raccontato a Billboard News come il loro management si sia presentato con una traccia scritta nientemeno che da Ed Sheeran insieme a Savan Kotecha, direttamente dall’entourage creativo del leggendario produttore Max Martin.
Il quintetto ha accolto la proposta con un’unanimità immediata, complice una demo provvisoria in cui era lo stesso Ed Sheeran a cantare le linee melodiche.
Per gli artisti si è trattato di una sfida stimolante: l’obiettivo iniziale era capire come avvicinarsi a una performance così pulita o come provare a superarla.
La soluzione è arrivata grazie all’alchimia unica delle loro cinque voci orchestrate insieme, un processo che la band ha descritto poeticamente come l’atto di imbottigliare la magia per infonderla nella traccia definitiva, arricchita nel finale da un trascinante coro di bambini costruito con una struttura di botta e risposta.
Essendo tutti padri, per i membri del gruppo accettare un progetto legato a PAW Patrol ha assunto un valore profondamente intimo e familiare.
Oggi il pubblico dei loro concerti è composto da ben tre o quattro generazioni diverse, con i fan storici della prima ora che portano i propri figli ad ascoltare la musica che ha segnato la loro giovinezza.
Nonostante la fama planetaria dei genitori, i figli dei Backstreet Boys utilizzano oggi piattaforme come YouTube e TikTok per riscoprire il passato del gruppo, esplorando ogni singola sfaccettatura della loro carriera prima che loro stessi nascessero.
A tal proposito, Brian Littrell, padre del figlio più grande che oggi ha 23 anni, e gli altri membri hanno ricordato come la reale percezione del successo dei padri sia scattata nei ragazzi in momenti storici differenti.
L’aneddoto più emblematico risale al DNA Tour, durante una tappa a Toronto. Trovandosi a cena in un ristorante semivuoto frequentato abitualmente dal rapper Drake, la band è stata avvicinata dal maître, il quale ha riferito che la superstar canadese desiderava ardentemente salutarli a fine cena.

Drake non solo ha confessato ai cantanti che il suo primissimo abbraccio romantico era legato a un loro brano, ma ha chiesto di poter partecipare al loro show, salendo sul palco per cantare insieme a loro la sera successiva.
È stato in quel preciso istante che i figli dei Backstreet Boys hanno guardato i propri padri esclamando stupiti che i loro papà avevano fatto davvero qualcosa di grande nel mondo della musica.
La rivoluzione Millennium 2.0 alla Sphere di Las Vegas e i segreti del 1999
Un’ampia porzione dell’intervista è stata dedicata allo straordinario show Millennium 2.0 presso la celeberrima Sphere di Las Vegas, definita dalla band come la struttura d’intrattenimento più incredibile e statica del pianeta, un luogo in cui qualunque regista o artista può dare forma visiva a ogni sogno immaginabile portando lo spettatore esattamente dove desidera.
Lo show nasce per celebrare il venticinquennale del loro album di maggior successo, Millennium, ma porta con sé il sapore di una rivincita storica.
AJ McLean ha infatti svelato che all’epoca del tour originale, tra il 1999 e il 2000, la band non riuscì a portare in scena lo spettacolo che avrebbe desiderato a causa di rigide scadenze contrattuali che la costringevano a tagliare le date per correre in studio e consegnare il disco successivo alla casa discografica.
L’impeto per l’attuale show alla Sphere è arrivato proprio dalla moglie di AJ, Rochelle, la quale ha fatto notare al marito come nessun’altra pop band del loro calibro avesse mai tentato di ricreare filologicamente il proprio tour più importante, citando l’esempio degli U2 con il progetto legato a The Joshua Tree.
Inizialmente, l’idea del tour celebrativo aveva gettato nello sconforto Brian Littrell, triste all’idea di dover saltare l’intera stagione calcistica del figlio minore e la sua imminente cerimonia di diploma.

Il management ha così pensato di convertire l’idea itinerante in un progetto stabile per la Sphere, trasformando i Backstreet Boys nel primo gruppo prettamente pop a ottenere una residency in quella struttura prima occupata da leggende del rock come gli U2 e gli Eagles.
Howie Dorough, che risiede stabilmente a Las Vegas da dieci anni, ha raccontato l’emozione di aver visto sorgere l’Allegiant Stadium e la Sphere giorno dopo giorno mentre accompagnava i figli a scuola e allenava la squadra di Little League, senza mai immaginare che la sua band sarebbe un giorno entrata in quella categoria di leggende.
Il processo creativo per adattare Millennium alla tecnologia odierna ha richiesto ben nove mesi di sviluppo a partire da un’idea nata nel settembre del 2024, concretizzatasi sul palco nel giugno del 2025 grazie al lavoro sinergico di 13 compagnie di produzione visiva.
Nel 1999 la tecnologia non offriva supporti video avanzati e il massimo dell’innovazione, ispirato da contemporanei come Garth Brooks e i Bon Jovi, consisteva nel volare sopra il pubblico agganciati a delle tavole da surf spaziali.
I costumi dell’epoca, come ricordato dai cantanti, erano una copia in blu elettrico reale degli abiti scuri sfoggiati da Wesley Snipes nel film Blade, uniti a suggestioni provenienti da Star Wars e dalla versione cinematografica di Batman interpretata da George Clooney.
Oggi la Sphere permette di sdoppiare l’esperienza: il pubblico assiste a un normale concerto nell’arena e, contemporaneamente, a un monumentale lungometraggio che si muove in sincrono dietro la band, avvolgendo gli spettatori che continuano a presentarsi rigorosamente vestiti di bianco, proprio come venticinque anni fa, trasformando le 53 tappe complessive previste entro la fine dell’estate in un rito collettivo a cui è impossibile rinunciare.
Il ritorno in Germania e il gioco delle preferenze con Billboard
L’enorme successo della residency americana si sposterà presto in Europa, nello specifico in Germania, dove la band terrà ben dieci date all’interno dei grandi stadi nazionali.
Questa decisione è nata su suggerimento di un promoter tedesco, il quale ha fatto notare al management come i dati di vendita della Sphere dimostrassero che una fetta imponente di spettatori viaggiasse direttamente dall’Europa pur di assistere allo show.
Per i Backstreet Boys la Germania rappresenta una seconda casa e un perfetto cerchio che si chiude, essendo il territorio europeo che per primo li ha accolti e lanciati commercialmente agli albori della loro carriera.
L’obiettivo a lungo termine confessato dal gruppo è quello di dare vita a delle vere e proprie mini-residency stabili dislocate in ogni singolo continente del pianeta.
A coronamento dell’intervista per Billboard News, il quintetto si è prestato a un frenetico gioco di scelte secche intitolato “I Want It That Way”:
Sulla scelta tra l’iconica ballad “I Want It That Way” e la ritmica “Everybody (Backstreet’s Back)”, AJ McLean ha scelto senza esitazioni la seconda, associandola alla massima energia live.
Il dualismo tra supporto fisico in CD e il fascino del Vinile ha visto la band spaccarsi a metà tra modernità e collezionismo nostalgico. Il quesito legato alla preferenza tra Las Vegas e la Germania ha messo in difficoltà gli artisti: Howie Dorough ha optato per Las Vegas poiché è la città in cui vive e dove sono nate le sue figlie, mentre Nick Carter e altri membri hanno scelto la Germania per l’incomparabile valore sentimentale e storico legato ai primi passi del gruppo.
Interrogati sulla storica rivalità tra le boy band degli anni ’90, nello specifico tra gli NSYNC e gli O-Town, i Backstreet Boys si sono divisi, mostrando una forte vicinanza affettiva e di repertorio con gli O-Town ma spendendo parole di grande amicizia per gli NSYNC, ricordando anche come alcuni di loro avessero frequentato la stessa scuola di Chris Kirkpatrick.
Sul fronte tecnologico d’annata, i cantanti hanno ricordato con divertimento l’epoca dei cellulari Motorola StarTAC, dei cercapersone bidirezionali neri e gialli, dei vecchi walkie-talkie e delle schede telefoniche internazionali T-Mobile necessarie per chiamare a casa quando si trovavano in tour all’estero.
Infine, messi alle strette tra la classifica Billboard Hot 100 e lo storico programma televisivo Total Request Live (TRL), i Backstreet Boys hanno ricordato con calore l’incredibile impatto visivo degli studi di TRL affacciati su Times Square a New York.
La presenza della band nella piazza era solita radunare una tale folla oceanica da paralizzare completamente il traffico automobilistico e pedonale della metropoli, spingendo la polizia locale a intervenire d’emergenza e a vietare ufficialmente al gruppo di fare ritorno negli studi per evidenti problemi di ordine pubblico e sicurezza.
Un aneddoto che, a distanza di decenni, conferma come la febbre per i Backstreet Boys non sia mai passata, ma abbia semplicemente trovato nuove forme e nuove immense arene tecnologiche per continuare a splendere.
