Il trionfo di “Together For Palestine” a Wembley: emozioni, musica e solidarietà
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“Together For Palestine” non è stato solo un concerto, ma una vera e propria dimostrazione di solidarietà globale. Mercoledì sera, la OVO Arena di Wembley a Londra ha ospitato un evento di beneficenza storico, radunando oltre 150 tra artisti, attori e personalità della cultura per una causa comune: raccogliere fondi e mostrare supporto al popolo di Gaza.
L’iniziativa, promossa da Brian Eno, ha superato ogni aspettativa, raccogliendo quasi 1,5 milioni di sterline per il “Together For Palestine Fund”.
I fondi saranno destinati a organizzazioni palestinesi fondamentali come Taawon, Palestine Children’s Relief Fund e Palestine Medical Relief Service.
Un palco di voci e impegno
Lo show, presentato da figure del calibro di Eric Cantona, PinkPantheress, Richard Gere, Benedict Cumberbatch e Florence Pugh, ha alternato performance musicali toccanti a discorsi carichi di significato.
L’apertura, affidata all’attore Riz Ahmed e al presentatore Guz Khan, ha subito chiarito lo spirito della serata: una celebrazione di “voci locali, ma di solidarietà globale”.
Il cast musicale era stellare. Damon Albarn ha incantato il pubblico con un medley di canzoni tradizionali palestinesi, accompagnato dalla London Arab Orchestra, e ha presentato in anteprima, insieme a Yasiin Bey, il nuovo brano Damascus tratto dal prossimo album dei Gorillaz.

Sul palco si sono succeduti grandi nomi come Paul Weller, Jamie xx in un set B2B con la DJ palestinese Sama’ Abdulhadi, James Blake, Paloma Faith e una sentita esibizione di Cat Burns e Rachel Chinouriri. Queste ultime hanno sottolineato il potere della musica come strumento di rivoluzione e cambiamento.
Non solo musica: discorsi che lasciano il segno
L’evento ha dato ampio spazio a interventi che hanno scosso le coscienze. L’attrice Florence Pugh ha lanciato un messaggio potente e diretto, affermando che “il silenzio di fronte a tanta sofferenza non è neutralità, è complicità. L’empatia non dovrebbe essere così difficile”.
Nicola Coughlan, star di Bridgerton, ha invitato gli artisti a usare le proprie piattaforme, criticando il silenzio di molti con milioni di follower. Anche PinkPantheress ha ribadito l’importanza di prendere una posizione, invitando a “dare voce alla Palestina”.
L’attivismo si è esteso anche al mondo dello sport. L’icona del calcio Eric Cantona ha denunciato apertamente la disparità di trattamento, chiedendo alla FIFA e alla UEFA perché Israele non sia stato sospeso dalle competizioni come invece accaduto alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.

Uno dei momenti più intensi è stato il discorso di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite, che ha denunciato l’orrore delle 65.000 vite perdute a Gaza, sottolineando come “il popolo palestinese continua a soffrire mentre i nostri governi chiudono un occhio”.
Le voci di solidarietà sono arrivate anche da figure inaspettate, come il sopravvissuto all’Olocausto Stephen Kapos, che ha dichiarato la sua vicinanza al popolo palestinese, la cui lotta per la libertà “non è separata dalla mia, è parte dello stesso grido per l’umanità”.
L’evento ha mostrato come l’arte e la cultura possano diventare un potente strumento di attivismo. Performance registrate appositamente, come quella dei Portishead con la loro classica Roads, e messaggi video di artisti come Billie Eilish, Cillian Murphy e Joaquin Phoenix hanno rafforzato il messaggio di speranza e resistenza.
L’appello a “fare pressione sul proprio governo” e a “chiedere un cessate il fuoco” riecheggiava tra un’esibizione e l’altra, lasciando un’impronta indelebile.
“Together For Palestine” ha dimostrato che quando le voci si uniscono per la giustizia, il loro impatto può superare i confini della musica e dello spettacolo. E con l’annuncio di un prossimo evento, “Gig For Gaza”, curato da Paul Weller, la mobilitazione continua.
