Il Volo ospite di Alessandro Cattelan: 17 anni di successi, il “peso” del Bel canto e il futuro del trio
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Dimenticate l’immagine ingessata dei tre “tenorini” che hanno conquistato il mondo. Nell’ultima puntata del podcast Supernova, ospiti di Alessandro Cattelan, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble ( Il Volo) si sono raccontati, tra battute fulminanti, riflessioni sulla maturità e qualche gambero volante.
Con 17 anni di carriera alle spalle — un “matrimonio lavorativo” iniziato a soli 14 anni — il trio ha dimostrato che dietro le armonie perfette c’è un legame fatto di compromessi, crescita personale e una consapevolezza artistica tutta nuova.
La “colpa” di cantare il Bel Canto in Italia
Uno dei punti più intensi dell’intervista ha riguardato il paradosso del loro successo. Se all’estero sono trattati come divinità e simboli della cultura italiana, in patria la percezione è spesso diversa. Gianluca Ginoble non ha usato mezzi termini: “In Italia, in qualche modo, è stato anche perculato cantare il bel canto all’estero”.
Il trio ha discusso di come questo genere venga spesso etichettato come “vecchio” o come un virtuosismo sterile.
Eppure, per loro, è un’esigenza viscerale. “Cantiamo questo genere musicale perché in qualche modo lo sentiamo nostro e ci fa star bene”, hanno ribadito, sottolineando come la forza della melodia italiana riesca ad abbattere barriere linguistiche in Giappone o in America, dove il Bel Canto è visto come un patrimonio dell’umanità irraggiungibile.
Ignazio papà e la vita “on the road”
Il tempo passa per tutti, e oggi Il Volo non è più solo un gruppo di ragazzi che girano il mondo.
Ignazio Boschetto ha condiviso l’emozione (e lo stress) della recente paternità. Partire per un tour che toccherà Messico, America Latina e Stati Uniti non è più facile come una volta: “Disabituarmi del fatto di svegliarmi alle 5 di mattina o addormentare il piccolo a non farlo per un mese… quello potrebbe essere l’unico lato positivo”, ha scherzato Ignazio, riferendosi alle notti insonni.
Nonostante la fatica dei voli di 12 ore e la nostalgia di casa, il senso del dovere verso i fan resta la priorità.
Una vita fatta di hotel e aeroporti che, però, ha forgiato il loro carattere: se un tempo conoscevano a memoria ogni data del tour, oggi Piero ammette con onestà di sapere solo dove sarà il primo concerto (Città del Messico) e l’ultimo (Cile).

Microfoni rubati e incontri papali: gli aneddoti mai raccontati
Tra i momenti più esilaranti, spicca il racconto di Piero Barone a un concerto dei Guns N’ Roses a Las Vegas.
A soli 17 anni, Piero è riuscito a recuperare il microfono lanciato sul pubblico da Axl Rose e, per non farselo sottrarre dai fan inferociti, lo ha nascosto… nelle mutande, scappando poi fuori dal locale sulle spalle di un collaboratore.
Non sono mancati i racconti degli incontri con i grandi della Terra, dai “papi” (Francesco e Ratzinger) a star come Rihanna e Lady Gaga. Memorabile la gaffe con Papa Francesco, al quale hanno chiesto un selfie con un semplice e spontaneo “Salve, Santità!”, rompendo ogni protocollo cerimoniale.
Il futuro: progetti solisti o addio?
Il clima si è fatto più serio quando si è parlato del futuro del gruppo.
Dopo 17 anni, i tre leader hanno imparato a delegare e a riconoscere i propri limiti. Tuttavia, la porta verso sperimentazioni individuali non è chiusa.
“Penso possa portare solo del bene al gruppo se è qualcosa di qualità”, ha spiegato il trio, mettendo però in guardia i fan dai titoli sensazionalistici dei social: un progetto parallelo non significa necessariamente la fine de Il Volo.
La “pillola” finale lanciata da Gianluca ha però lasciato il pubblico con il fiato sospeso: l’evento “Tutti per Uno” all’Arena di Verona, giunto alla sua quarta edizione, potrebbe essere l’ultimo.
Un segnale di cambiamento nell’aria per un gruppo che non smette mai di evolversi.
