Ilaria Sula: giudizio immediato per Samson e la madre
#image_title
Il caso del brutale omicidio di Ilaria Sula, studentessa universitaria di 22 anni originaria di Terni, si avvia verso il processo con rito immediato.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Antonella Minunni, ha accolto la richiesta della Procura capitolina, disponendo il giudizio immediato per Mark Antony Samson, 23 anni, reo confesso del femminicidio avvenuto lo scorso marzo nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, Samson ha ucciso l’ex fidanzata con tre coltellate al collo, occultando poi il corpo in una valigia abbandonata in un dirupo nella zona di Capranica Prenestina, a circa 40 km da Roma.
La giovane era scomparsa il 25 marzo e ritrovata senza vita il 2 aprile. L’autopsia ha confermato la morte per shock emorragico, causato dalle ferite da arma bianca.

Tra gli elementi che hanno portato alla richiesta di rito immediato, figura un messaggio inquietante trovato nel cellulare di Samson: “O torna con me o la uccido”.
Questo, insieme ad altri indizi, ha rafforzato l’ipotesi della premeditazione. Il gip ha sottolineato nell’ordinanza come il giovane abbia mostrato “forte autocontrollo e lucidità” anche dopo il delitto, fingendo normalità e inviando messaggi dal telefono della vittima per simulare che fosse ancora viva.
La prima udienza è fissata per il 12 novembre nell’aula bunker di Rebibbia, davanti alla Terza sezione della Corte d’Assise.
Samson dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dal legame affettivo e dall’occultamento di cadavere.

Parallelamente, anche la madre del giovane, Nors Manlapaz, è stata rinviata a giudizio con rito immediato. La sua posizione è stata stralciata e il processo si svolgerà separatamente, con prima udienza il 10 dicembre davanti al giudice monocratico.
La donna è accusata di concorso in occultamento di cadavere, aggravato dal nesso teleologico: avrebbe aiutato il figlio a ripulire la scena del crimine e a disfarsi del corpo.
Il caso ha scosso profondamente l’opinione pubblica e la comunità accademica. Alla Sapienza, dove Ilaria studiava Statistica, è stata affissa una targa commemorativa.
Il padre della vittima, Flamur Sula, ha dichiarato: “Quelle persone hanno fatto troppo male alla mia famiglia. Spero sia fatta giustizia. Ilaria aveva una vita davanti”.
Il processo si preannuncia delicato e carico di tensione, con l’Italia ancora una volta costretta a fare i conti con l’orrore del femminicidio.

