Jared Leto nega le accuse di condotta sessuale illecita: “Mai aggredito nessuno”
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Jared Leto respinge categoricamente le accuse di condotta sessuale illecita raccolte nel documentario della BBC Jared Leto: Hollywood’s Dark Secret. Quattro donne attribuiscono all’attore e frontman dei Thirty Seconds to Mars comportamenti che, se provati, potrebbero avere rilevanza penale.
“Non ho mai aggredito sessualmente nessuno in tutta la mia vita. Queste accuse sono assolutamente e categoricamente false”, ha dichiarato Leto attraverso il proprio ufficio stampa.
L’attore nega quindi ogni addebito, mentre al momento non risultano condanne relative ai fatti raccontati nel documentario.

Il documentario della BBC e le dieci testimonianze
Il documentario raccoglie le storie di dieci donne che affermano di avere incontrato Jared Leto tra il 2002 e il 2016, quando alcune di loro erano ancora adolescenti e l’artista aveva tra i 30 e i 40 anni. Nove avrebbero raccontato pubblicamente la propria esperienza per la prima volta.
Quattro testimonianze descrivono episodi potenzialmente riconducibili a reati sessuali, secondo le leggi applicabili nei luoghi e nei periodi indicati. Le altre riguardano presunti comportamenti inappropriati, conversazioni telefoniche a sfondo sessuale e approcci ritenuti inquietanti.
La BBC sostiene di avere sottoposto diverse ricostruzioni a un lavoro di verifica, parlando con amici e familiari ai quali le donne avrebbero riferito gli episodi all’epoca.
L’emittente dichiara inoltre di avere visionato fotografie, messaggi, email e, in un caso, un accordo di riservatezza mai firmato. Tali elementi possono corroborare alcuni aspetti dei racconti, ma non equivalgono da soli a una pronuncia giudiziaria sulla responsabilità dell’attore.
Nel servizio intervengono anche due uomini che avrebbero lavorato per anni con i Thirty Seconds to Mars. Entrambi descrivono un clima di disagio tra alcuni membri dello staff per le interazioni di Leto con fan molto giovani.
Uno degli ex collaboratori afferma che agenzie di modelle locali venivano contattate per invitare ragazze ai concerti con biglietti VIP e accesso ad aree riservate. Non sostiene tuttavia di avere assistito direttamente agli episodi più gravi denunciati dalle donne.
L’accusa relativa all’incontro in un motel
Una delle intervistate, identificata con il nome di fantasia Isabel, racconta che il primo episodio risalirebbe al 2002. All’epoca aveva 17 anni e lavorava in un negozio di Las Vegas. Secondo la sua versione, dopo avere incontrato Leto e alcuni suoi amici avrebbe accettato di raggiungere l’attore in quello che descrive come un motel degradato.
La donna sostiene che Leto l’avrebbe chiamata nel bagno mentre faceva la doccia, per poi baciarla e afferrarle una mano, usandola per un atto sessuale.
Isabel racconta di essersi sottratta e di avere chiesto di andare via. Soltanto in seguito, cercando informazioni online, avrebbe scoperto che Leto aveva circa trent’anni.
La donna afferma di avere interpretato per molto tempo quell’esperienza come una conseguenza della propria ingenuità. Solo dopo molti anni avrebbe smesso di attribuirsi la colpa di quanto, a suo dire, era accaduto.

La serata dopo il concerto di Londra
Un’altra testimonianza riguarda un concerto dei Thirty Seconds to Mars tenuto alla O2 Arena di Londra nel 2013. Alex, allora modella diciannovenne, racconta che la propria agenzia era stata invitata allo spettacolo e che, successivamente, un assistente di Leto le avrebbe proposto di partecipare a un after-party.
La donna sostiene di avere detto all’artista di avere 17 anni, pur essendo maggiorenne, perché sentiva il bisogno di proteggersi. Secondo il suo racconto, Leto avrebbe risposto che “l’età è solo un numero” e avrebbe fatto riferimento al fatto che si trovavano in Europa.
Alex afferma di essere stata poi incoraggiata a raggiungere un altro albergo. Una volta entrata nella stanza, si sarebbe accorta che Leto era solo. La donna racconta di avere chiesto un caricabatterie o del denaro per rientrare a casa e di avere ricevuto una risposta negativa.
Quando avrebbe prospettato la possibilità di dormire su una chaise longue, Leto le avrebbe rivolto ripetutamente una minaccia sessualmente esplicita.
Alex dice di avere lasciato immediatamente la camera e di avere raccontato l’accaduto a un’amica tramite messaggio. Oggi ritiene che il suo arrivo nella stanza fosse stato preparato in anticipo.
Il rapporto raccontato da una diciassettenne in California
Clara, altro nome di fantasia, sostiene di avere conosciuto Leto nel backstage di un concerto nel 2006. Aveva 17 anni, mentre l’artista ne aveva 34. Un collaboratore del musicista le avrebbe chiesto il numero di telefono e avrebbe facilitato il successivo incontro.
La donna afferma di avere avuto il suo primo rapporto sessuale con Leto nella casa californiana dell’attore. Secondo il suo racconto, prima dell’incontro avrebbero discusso dell’età del consenso nello Stato e Leto avrebbe minimizzato la questione.
In California, i rapporti sessuali con una persona di età inferiore ai 18 anni possono configurare un reato, anche se la qualificazione giuridica concreta dipende dalle circostanze e dalla normativa applicabile al momento dei fatti.
Clara sostiene di essere tornata a casa dell’attore altre volte e afferma di avere compreso solo crescendo quanto fosse squilibrata la dinamica tra un uomo adulto e un’adolescente.

Le telefonate sessualmente esplicite e l’NDA
Un’altra donna, indicata come Etta, racconta di avere incontrato Leto nel 2014 in un’agenzia di modelle di Los Angeles, quando aveva 16 anni.
Secondo la testimonianza, l’attore si sarebbe interessato alle sue ambizioni professionali e le avrebbe chiesto un indirizzo email per invitare lei e la madre a una festa legata agli Oscar.
I contatti avrebbero presto assunto un contenuto sessuale. Etta afferma che Leto, consapevole della sua età, le avrebbe posto domande intime ed esplicite, accennando almeno una volta alla possibilità di avere un rapporto con lei. La donna descrive ripetute telefonate che l’avrebbero fatta sentire nervosa e a disagio.
Sostiene inoltre di essere stata contattata da un uomo chiamato “Christian”, che le avrebbe proposto di realizzare materiale pornografico dicendole che la minore età non rappresentava un problema.
Etta ipotizza che potesse trattarsi dello stesso Leto sotto falsa identità, ma questa rimane una sua supposizione e non un fatto dimostrato.
Nel 2016, secondo il suo racconto, le sarebbe stato inviato un accordo di riservatezza, che decise di non firmare.
La BBC afferma di aver visionato il documento e i relativi scambi di messaggi ed email. Altre donne intervistate sostengono di avere ricevuto telefonate analoghe quando erano molto giovani.
L’episodio raccontato da una fan quattordicenne
Taylor afferma invece di avere incontrato Leto insieme alla madre durante una sessione di autografi nel 2005, quando aveva 14 anni. La ragazza avrebbe teso la maglietta che indossava affinché il musicista la firmasse.
Secondo la sua versione, Leto avrebbe scelto di apporre l’autografo in corrispondenza del seno, accompagnandolo con un commento osceno.
La donna racconta inoltre che una guardia del corpo avrebbe ricevuto l’ordine di accompagnarla nel backstage. Sua madre sarebbe intervenuta contestando il comportamento dell’artista, che avrebbe ripetuto il commento.
Taylor afferma che quell’esperienza influenzò profondamente il suo rapporto con i concerti, al punto da convincerla a non frequentarli più.
Questa testimonianza non contiene un’accusa di aggressione fisica, ma viene presentata nel documentario come parte di un presunto schema di approcci rivolti a ragazze adolescenti.
Le accuse circolate negli anni e la posizione di Leto
Le contestazioni relative al comportamento di Jared Leto non sono nuove. Racconti e voci sono circolati online per anni. La BBC afferma di avere individuato oltre 120 segnalazioni pubblicate in rete, alcune risalenti indietro nel tempo.
Una nuova ondata di accuse sarebbe iniziata dopo la testimonianza pubblica della DJ di Los Angeles Allie Teilz, che ha sostenuto di essere stata aggredita dall’attore quando aveva 17 anni.
Le sue dichiarazioni hanno spinto altre donne a condividere esperienze simili. Un’inchiesta della testata statunitense Air Mail aveva successivamente raccolto le accuse di nove donne, già allora negate dal rappresentante dell’attore.
Leto, premio Oscar nel 2014 per Dallas Buyers Club e protagonista di film come Fight Club, Blade Runner 2049 e Suicide Squad, continua dunque a respingere ogni addebito.
