Jennie Garth: oltre il mito di Kelly Taylor. Il viaggio verso la rinascita e il coraggio di dire “Scelgo me stessa”
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Nel maggio del 1995, un’intera generazione rimase col fiato sospeso davanti alla televisione. Kelly Taylor, la ragazza d’oro di Beverly Hills 90210, si trovava di fronte a un bivio: scegliere Dylan McKay o Brandon Walsh. La sua risposta — “Scelgo me stessa” — divenne un inno femminista ante litteram. Eppure, per Jennie Garth, quella frase è rimasta un concetto astratto per decenni.
In un’intima intervista rilasciata a People, l’attrice si racconta in occasione dell’uscita della sua nuova autobiografia I Choose Me, svelando come quel dialogo sia diventato, solo oggi, la bussola per superare traumi, rivalità tossiche e la ricerca della propria voce.
Il peso di una fama “alla Beatles”
Entrare nel cast di 90210 non è stato solo un lavoro, ma un uragano che ha travolto una giovane ragazza del Midwest che non sapeva nemmeno cosa fosse Beverly Hills.
Jennie descrive quegli anni come un’esperienza folle, paragonabile a quella dei Beatles, per la quale non esisteva alcuna preparazione. “Era spaventoso e sconosciuto per tutti noi… una questione di sopravvivenza”, racconta a People, ricordando come si sentisse spesso a disagio nel dover interpretare un mondo così lontano dalla sua realtà.
In questo contesto di pressione estrema, i media e la produzione hanno alimentato una narrazione di rivalità tossica tra le protagoniste femminili, in particolare tra lei e Shannen Doherty.


“Eravamo scritte per essere l’una contro l’altra, e questo si traduceva nella percezione del pubblico”, spiega Garth. L’attrice ricorda con amarezza club di fan nati sotto il nome di “I Hate Brenda”, sottolineando come nessuno all’epoca guidasse queste giovani donne attraverso la gestione della fama o offrisse loro supporto terapeutico.
Nonostante le collisioni tra “donne forti”, Jennie oggi esprime profonda gratitudine per Shannen, che le ha insegnato a essere forte e a usare la propria voce.

Luke Perry: il “primo vero amore” tra set e realtà
Uno dei capitoli più toccanti dell’intervista riguarda il legame con il compianto Luke Perry. Per Jennie, Luke è stato il “primo vero amore”, un sentimento che spesso si confondeva con le storie vissute sul set.
“Le linee diventavano sfocate a volte… mi sono permessa di pensare che fosse vero”, confessa l’attrice parlando delle conversazioni intime e dei momenti condivisi tra i loro personaggi.
Sebbene entrambi abbiano poi intrapreso strade diverse, restando grandi amici mentre le loro vite evolvevano, quel legame adolescenziale ha avuto un impatto duraturo sulla sua visione dell’amore.
Al contrario, il rapporto con Jason Priestley è sempre stato limpido: un affetto fraterno che non ha mai valicato i confini dell’amicizia, nonostante la chimica tra i loro personaggi.

La lotta contro l’ansia e il desiderio di “compiacere”
Dietro l’immagine patinata di Kelly Taylor si nascondeva una donna profondamente insicura. Jennie rivela di essersi sottoposta a un intervento di chirurgia estetica al naso all’inizio della carriera e di aver vissuto gran parte della vita cercando di nascondere le proprie emozioni per non risultare “troppo” per gli altri.
Le sfide personali non sono mancate: dal doloroso divorzio da Peter Facinelli — dopo il quale ha affrontato momenti bui legati all’abuso di sostanze e alla depressione — fino alle difficoltà con il suo attuale marito, Dave Abrams.

Jennie racconta a People di aver attraversato un periodo di separazione dovuto anche alle pressioni della fecondazione in vitro. “Volevo davvero dare un bambino a Dave perché lui era giovane… ho provato tutto ciò che era in mio potere, pur pensando dentro di me che forse non volevo davvero un altro figlio”, ammette candidamente.
È stato solo imparando a fidarsi della parola del partner — che non necessitava di un figlio per essere felice — che ha potuto smettere di cercare di compiacere gli altri.
Il risveglio dei 50 anni: forza, coraggio e conoscenza
Il vero punto di svolta è arrivato con il compimento dei 50 anni. Jennie descrive un periodo di smarrimento che l’ha portata a riscoprire quel famoso “Scelgo me stessa” del 1995.
Oggi, l’attrice promuove uno stile di vita basato sull’autocura intenzionale e sulla gratitudine verso i propri traguardi.
La sua missione principale resta la maternità. Ha creato una tradizione notturna con le sue tre figlie — Fiona, Lola e Luca — basata su tre parole chiave: forza, coraggio e conoscenza.
Questo rituale, che consiste nel battere tre volte sulla forchetta prima di dormire, è il suo modo di trasmettere loro quegli strumenti di resilienza che lei ha faticato tanto a trovare.
Oggi Jennie Garth non scappa più dal contatto visivo. Ha imparato che essere emotivi è il suo “superpotere” e invita tutte le donne a mettere in discussione i messaggi negativi nella propria mente.
Il suo messaggio finale, consegnato attraverso le pagine di People, è un invito all’autocompassione: “Sii più gentile con te stessa. Ascolta il tuo istinto. Credi in te stessa”.

