Kylie Jenner, terza denuncia in tre mesi per abusi sul lavoro, la ex chef la accusa: “Mi ha provocato un aborto spontaneo facendomi lavorare 12 ore al giorno”
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Due mesi dopo che due ex governanti hanno citato in giudizio Kylie Jenner, una delle figure di spicco del clan Kardashian per presunta discriminazione, la sua ex chef ha presentato una denuncia raccontando di un ambiente di lavoro ostile, questo è quanto si evince secondo i documenti del tribunale ottenuti da E! News. Nel deposito della Corte Superiore di Los Angeles del 22 giugno, l’ex dipendente ha accusato Jenner presentando più di 20 denunce, tra cui discriminazione e molestie in gravidanza, ritorsioni e licenziamento illecito.
La chef, che è rimasta anonima nel deposito dei documenti, avrebbe lavorato per la magnate di bellezza da novembre 2024 a marzo 2025, affermando di aver avvisato i suoi supervisori, da lei citati come co-imputati, della sua gravidanza a dicembre e di aver “richiesto condizioni di lavoro ragionevoli per proteggere la sua salute e la gravidanza”.
Nonostante le sue richieste la cuoca avrebbe continuato ad essere sottoposta a turni eccessivi di lavoro e a “compiti fisicamente impegnativi e sempre sotto pressione”. La donna avrebbe altresì affermato di essere stata soggetta a “commenti passivo-aggressivi” e ad un trattamento non in linea con il suo stato. In particolare la notte di Capodanno i suoi superiori, da sempre ostili nei suoi confronti, le avrebbero ordinato di “sollevare e trasportare cibo pesante attraverso la strada e in salita, senza aiuto”.
In seguito a uno sforzo del genere la cuoca avrebbe iniziato ad avere vertigini, ad ansimare e a sentirsi soffocare, “dovendo ricorrere all’assistenza del personale di sicurezza, che sarebbe intervenuto fornendole acqua e supporto”.
Il punto di rottura nel febbraio 2025
La chef ha detto di aver raggiunto il suo punto di rottura nel febbraio 2025, mentre incinta di cinque mesi lavorava a una festa di compleanno per uno dei figli di Jenner, entrambi nati quel mese, senza avere “un aiuto adeguato”. “A causa dell’esaurimento e della travolgente tensione fisica, [lei] ebbe un collasso emotivo in bagno durante l’evento”, si legge nel file. “Quella sera – si legge ancora – [lei] ha sperimentato un estremo esaurimento fisico e pesantezza in tutto il corpo a causa del carico di lavoro prolungato e intenso”.
L’ex dipendente ha affermato di essersi svegliata il giorno dopo con un’emorragia, dopo aver avvertito un’estrema stanchezza “a causa del carico di lavoro prolungato e intenso”. Quando è andata al pronto soccorso, secondo i documenti del tribunale, le è stato detto “che non c’era un battito cardiaco rilevabile e che aveva perso il suo bambino non ancora nato”.
Le accuse dei datori di lavoro
La accusa ha affermato che la cuoca avrebbe avvisato i suoi supervisori dell’aborto spontaneo e che nei giorni successivi sarebbe stata “falsamente accusata di aver lasciato la cucina e il frigorifero in disordine” dopo la festa di compleanno.
Secondo i documenti, l’ex dipendente ha accusato il suo supervisore di averla anche rimproverata per aver sofferto di grave depressione e disagio emotivo dopo l’aborto spontaneo. Ha affermato che il suo superiore ha detto: “Smettila, smettila e basta. Stai sconvolgendo Kylie. La stai facendo deprimere”.

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