La menopausa vissuta come cambiamento o evento negativo? La consapevolezza, la paura del giudizio, la sessualità, i limiti culturali e sociali
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La menopausa è tuttora un tema di cui si parla superficialmente o che si evita proprio di affrontare eccezion fatta per qualche battuta sulle caldane o sul cambio di umore o sulla difficoltà di prendere sonno, modi per sminuire un periodo della vita e di cambiamento, che spesse volte è vissuta da chi lo vive come un periodo malinconico. Selvaggia Lucarelli ha fatto un’ampia analisi del periodo nella prima puntata dello spin off di Burnout, “L’indicibile”, uno spazio che come ha precisato la blogger “nasce dall’esigenza di parlare di cose che temiamo, di cui ci vergogniamo, il cui nome è addirittura difficile da pronunciare ad alta voce”
Ad affiancare Selvaggia Lucarelli la psicologa Ameya Canovi e la dottoressa Lucia Calò, ginecologa e sessuologa, responsabile del Centro Menopausa dell’Ospedale Macedonio Melloni di Milano. Selvaggia Lucarelli ha introdotto il tema parlando della sua esperienza personale, da quando nel 2024 compiuti i 50 anni è esploso nella sua vita “una sorta di fungo atomico a causa del quale si sono affacciati tutti i sintomi della menopausa, nello stesso tempo è uscito mio figlio di casa”.
La blogger ha sottolineato che con l’uscita di casa del figlio, da una parte si è sentita meno madre, dall’altra ha maturato la consapevolezza di non poter esserlo più: “Non che volessi altri figli, ma il pensiero di non poterne più avere mi ha destabilizzata, da lì mi sono voluta ridisegnare da zero. Avevo un libro primo in classifica, ho aperto una newsletter, sono dimagrita 20 chili ero entusiasta, ma anche malinconica. La manopausa ha spalancato per me una finestra, oggi non sono più centrata su me stessa, ma su una parte di me, più fattiva e un po’ malinconica”.

Il colloquio a tre nel podcast
Di seguito alcuni passaggi del podcast, per la forma integrale vi rimandiamo al medesimo.
Lucia Calò: “Menopausa occupa un terzo della vita” – “La menopausa tra i tre eventi di cambiamento fisico che costellano la vita di una donna è quello più dilatato nel tempo, occupa mediamente un terzo di vita. Bisogna trasformare il cambiamento in positività, in menopausa si può stare bene. Il termine vampata o la sensazione di torcia umana sono solo alcune sensazioni, si potrebbero manifestare anche col gelo o con gli attacchi di panico. Un profondo senso di oppressione sul petto che fa pensare a un malore e ci si spaventa. Vampate a volte figlie dell’alimentazione e dello stile di vita”.
Ameya Canovi: “Importante è la narrazione che viene fatta del periodo” – “E’ importante come viene trasmesso il periodo che si andrà a vivere. La menopausa è spesso raccontata da chi la ha vissuta in maniera ambivalente, c’è chi la vive male e chi invece la vive come una liberazione. Non parlarne e viverla come un tabù non facilita, soprattutto se arriva in maniera naturale, quando si ha la consapevolezza che non si potrà tornare indietro. Poi ci sono gli eventi traumatici, gli interventi, la sospensione delle mestruazioni pilotata, ma li si ha sempre la speranza di poter tornare indietro seppur si stia attraversando un momento difficile subentrano altre difese psicologiche”
Lucia Calò: “Non sempre si ha la consapevolezza” – “Insonnia, riposo alterato, sonno impattante sono i sintomi sulla quasi totalità delle donne. L’attività fisica non riesce a arginare il problema. La dieta e togliere alcuni cibi aiuta perché rallenta il metabolismo, si brucia meno. Non mestruare riduce il dispendio energetico, quindi si aumenta di peso anche mangiando come prima. La secchezza oculare o avere occhi iper-lacrimanti sono segno di menopausa”.
Lucia Calò: “La vita affettiva in menopausa” – “Per quanto riguarda il desiderio sessuale quando c’è assenza ma presenza quando c’è una sollecitazione del partner ci si può lavorare. La vita affettiva può essere minore o superiore, la voglia di libertà manifestarsi in maniera più risoluta e leggera e pensare di più alla sfera sessuale, come anche il non accogliere il fatto di stare vivendo un cambiamento e non aver desiderio di vivere la sessualità. Il movimento deve partire da se stesse non bisogna mendicare consensi per il timore di non sentirsi accettate. Il dialogo col partner è fondamentale, chi sta accanto può non percepire il momento. La menopausa può manifestarsi anche con dolore durante la penetrazione ma se il partner non ne è a conoscenza può recepirlo come un rifiuto.”
Ameya Canovi: “Fine delle mestruazioni per molte un evento tragico vissuto come uno stigma” – “Nella società attuale c’è ancora la visione patriarcale di donna capace di procreare, alcuni uomini usano il termine menopausa per offendere e inquadrare la donna in luoghi comuni, quali essere più suscettibile, acida ecc. Esiste un diffuso ageismo reverse, non accettare il presente per non incorrere nel giudizio altrui. Bisogna accettare il ritmo che cambia, cogliere unicità e complessità del periodo della vita, va bene la malinconia ma non sentirsi sbagliate, il dramma della società odierna è che l’adulto rifiuta di essere adulto c’è una mancata relazione con se stessi, andare oltre lo stereotipo sociale e vivere le proprie fisicità e unicità è la cosa principale”
Lucia Calò: “Il termine menopausa include due parti negative, dell’andropausa non si parla”- “Nella nostra società il faro è puntato solo verso il mondo femminile, lo stesso termine “menopausa” contiene due accezioni negative. E’ uno tsunami che può stravolgere, ma la capacità femminile di reinterpretare e andare oltre è fondamentale”

