Lampedusa, tragedia in mare: 27 morti nel doppio naufragio
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Una nuova tragedia si è consumata nel Mediterraneo, a circa 14 miglia a sud di Lampedusa, dove due imbarcazioni cariche di migranti si sono rovesciate causando la morte di almeno 27 persone.
Tra le vittime accertate ci sono anche una neonata e tre adolescenti.
Le operazioni di soccorso, rese estremamente difficili dalle condizioni logistiche e dalla vastità dell’area coinvolta, sono ancora in corso. Secondo quanto riferito dalla Guardia Costiera e dall’agenzia ONU per i rifugiati (UNHCR), ci sarebbero ancora tra le 12 e le 17 persone disperse.
Le due barche, partite martedì sera dalla costa libica, presumibilmente da Zawiya, trasportavano complessivamente circa 100 migranti provenienti da Pakistan, Sudan e Somalia.
Un primo allarme è scattato nella tarda mattinata di mercoledì, quando un elicottero della Guardia di Finanza ha avvistato una delle imbarcazioni in evidente difficoltà. All’arrivo dei soccorritori, il barcone era già capovolto e i migranti erano in acqua.
I superstiti hanno riferito che una seconda imbarcazione, con la quale viaggiavano in parallelo, si era già inabissata.
Secondo le testimonianze, una delle due barche ha iniziato a imbarcare acqua durante la traversata. Nel tentativo disperato di mettersi in salvo, i passeggeri avrebbero cercato di salire sull’altro natante, provocandone il ribaltamento.
La scena che si è presentata ai soccorritori è stata drammatica: corpi in mare, naufraghi in stato di shock e una neonata senza vita tra le braccia di un soccorritore.

Al momento sono stati tratti in salvo 60 migranti: 56 uomini e 4 donne. I superstiti sono stati portati a Lampedusa e affidati alle cure del personale medico e delle organizzazioni umanitarie presenti sull’isola.
La tragedia ha suscitato reazioni immediate dal mondo politico. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito la necessità di “prevenire le partenze fin dai Paesi d’origine” e di combattere con fermezza i trafficanti di esseri umani.
La premier Giorgia Meloni ha espresso “sgomento per l’ennesima strage” puntando il dito contro “l’inumano cinismo” delle organizzazioni criminali.
Di tutt’altro tenore le dichiarazioni dell’opposizione: Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra) ha accusato il governo di ostacolare i soccorsi e di rendere più pericolosi questi viaggi disperati.
Dal 1° gennaio 2025, secondo i dati dell’UNHCR, sono già 675 le persone che hanno perso la vita lungo la rotta del Mediterraneo centrale, una delle più pericolose al mondo.
E sempre secondo il Ministero dell’Interno, sono oltre 38.000 i migranti arrivati sulle coste italiane nel 2025.
Il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, ha sottolineato che nonostante le condizioni meteo favorevoli in estate, il rischio di naufragi resta altissimo a causa del sovraffollamento e della precarietà delle imbarcazioni. “Ogni estate è una roulette russa – ha detto – e ogni volta che una barca parte, può essere l’ultima per chi è a bordo”.
Intanto a Lampedusa si contano i morti e si cercano i dispersi, mentre in mare continua il silenzioso lavoro dei soccorritori.
