Laura Morante, il film su Grazia Deledda, le critiche alla zia Elsa, la stoccata a Nanni Moretti ed il nome dell’attore peggiore con cui ha lavorato
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Laura Morante al Riviera International Film Festival di Sestri Levante non si è limitata soltanto a presentare Quasi Grazia, il film di Peter Marcias che la vede interpretare il ruolo della grande scrittrice Grazia Deledda, nelle sale dal prossimo 14 maggio, l’attrice ha parlato del rapporto con la zia Elsa Morante, tra le più famose scrittrici italiane, di quella che sembra una rottura ormai irreparabile con Nanni Moretti, del peggiore attore con cui ha lavorato e di sua madre, una donna fuori dal comune.
“Potrei scrivere un romanzo su di lei – ha detto l’attrice a proposito della mamma – era una donna completamente fuori dagli schemi, quasi disadattata, ma in senso meraviglioso. Vedeva il mondo alla rovescia. Si indignava quando si facevano regali ai figli promossi. Secondo lei era indecente. Diceva che il regalo andava fatto a chi era stato bocciato, perché il promosso aveva già avuto la sua ricompensa”.
Grazia Deledda, una donna che ruppe gli schemi contro un mondo maschile dominante
L’attrice ha parlato del personaggio che interpreterà nel film, una donna che alla sua epoca ha rotto gli schemi in una società che inquadrava le donne solo come mogli e madri, dedicandosi alla scrittura, mettendosi contro la sua famiglia. Laura Morante appare nella parte centrale del film, dalla consegna del Nobel alla scrittrice nel 1927 a Stoccolma.
“Conoscevo pochissimo Deledda, avevo solo qualche ricordo sparso delle letture scolastiche – ha spiegato Morante durante la presentazione del film – la mia prima preoccupazione era l’accento sardo, ma la donna che interpreto lo aveva ormai perso dopo essersi trasferita dalla Sardegna a Roma” Trattandosi di un biopic, nel film Grazia Deledda è interpretata anche da Irene Maiorino e Ivana Monti in momenti temporali diversi della vita della scrittrice.
Morante oltre sottolineare quanto Deledda sia stata una donna che ha rotto gli schemi, ha dichiarato che tuttora il mondo intellettuale è a trazione maschile: “Allora c’era un mondo maschile dominante e in parte lo è ancora, soprattutto quello intellettuale. Grazia Deledda era una donna sarda, nata in un ambiente affascinante, ma culturalmente arretrato. La sua scelta fu un atto coraggioso: si trovò contro la società, contro la sua famiglia e persino contro una parte di sé, i suoi dubbi e le sue paure”.
Le critiche a Elsa Morante
Davanti a un folto pubblico accorso per la presentazione del film nella piazza centrale di Sestri Levante, Laura Morante ha parlato di sua zia Elsa Morante, indimenticata autrice de La Storia o L’Isola di Arturo per citare alcuni iconici capolavori della scrittrice. I ricordi dell’attrice per la zia scrittrice però non sono tra i migliori.
“Al di là del suo valore letterario immenso, mia zia aveva un carattere difficile ed era spietata nei giudizi. A volte si divertiva persino a umiliare le persone – ha raccontato Morante, che poi ha affondato il colpo –Non era simpatica. Almeno per me. Da bambina ero taciturna e timida. Una volta mi invitò a stare qualche giorno da lei a Roma. L’idea mi terrorizzava. Per fortuna ero sonnambula: dopo quattro giorni mi rimandò a casa. Fu la mia salvezza”.
La stoccata a Nanni Moretti e l’ostruzionismo dei produttori all’inizio della carriera
Morante ha parlato dell’ostruzionismo ricevuto dai produttori a inizio carriera: “Sono sempre stata osteggiata dai produttori, sia come attrice che come regista. Per realizzare il mio primo film ho impiegato sette anni e sono dovuta andare in Francia. Per Bianca dissero addirittura: ‘Prendete chiunque, basta che non sia lei’. Forse dipende dal mio carattere: sono un po’ orso, anarchica e non sono mai stata brava ad accattivarmi i potenti”.
L’attrice ne ha avute anche per Nanni Moretti, non ha più visto l’attore e regista dopo “La stanza del figlio”, un rapporto spezzato e tuttora mai ricomposto nonostante siano passati 25 anni: “È stato affettuoso e anche un mostro. Dopo La stanza del figlio il nostro rapporto si è incrinato. Non ne ho mai capito il perché”.
Il peggiore attore con cui ha lavorato
Infine Laura Morante ha rivelato l’attore peggiore con cui ha lavorato, si tratta di Harvey Keitel: “Durante le riprese del film (Farewell to Fools, ndr) si rifiutava di dire le battute se non era inquadrato in primo piano. Era un concentrato di egocentrismo e aveva una forte mania di protagonismo. Magari oggi è cambiato”

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