L’ex socio accusa Chiara Ferragni: “Voleva sembrare buona, ma era interessata solo a far soldi”
#image_title
Per il Pandoro Gate è stata celebrata il 25 novembre scorso, l’udienza del processo di primo grado, nel quale Chiara Ferragni e il suo braccio destro, Fabio Maria Damato sono accusati di truffa aggravata e per i quali la Procura ha chiesto una condanna di un anno e otto mesi di reclusione ciascuno. L’imprenditrice digitale si è detta tranquilla e fiduciosa e ha ricominciato a proporre i suoi prodotti on line in Spagna.
Nella puntata di FarWest andata in onda venerdì 5 dicembre ci sono state ulteriori rivelazioni su Chiara Ferragni. A parlare è stato l’ex socio dell’imprenditrice, l’imprenditore pugliese, Pasquale Morgese. Quest’ultimo ha commentato la gestione della società Fenice Srl, di cui era socio insieme a Ferragni e Paolo Barletta e della quale deteneva fino a qualche tempo fa il 27,5%, fino all’esplosione del “Pandoro Gate”.
Adesso i rapporti tra Morgese e Ferragni si sono raffreddati fino a diventare quasi inesistenti, il tutto dovuto, a detta dell’imprenditore, alla mancata cessione delle quote da lui rilevate dall’ex fidanzato di Chiara, Riccardo Pozzoli, da quel momento l’influencer e il suo staff hanno da sempre cercato di metterlo in minoranza fino a estrometterlo dal Consiglio d’Amministrazione della società.
Morgese ha raccontato che Ferragni gli chiese di rilevare le quote di Pozzoli, lui accettò, ma dopo averlo fatto, l’imprenditrice digitale gli chiese di regalargliele. A quel punto Morgese chiese quantomeno di essere rimborsato di quanto investito, ma Chiara scoppiò a piangere perché pensava che gliele avrebbe regalate.

L’avvento di Fabio Maria Damato
Ma non finisce qui, l’ex socio ha parlato anche di un mood diverso di fare impresa con l’avvento di Fabio Maria Damato nel Consiglio d’Amministrazione dell’azienda. Secondo la ricostruzione fatta da Morgese a FarWest, Damato, che Chiara Ferragni ha sempre definito “il mio braccio destro e sinistro”, “puntava a imporsi – ha raccontato Morgese- come il numero uno dopo Chiara”. L’imprenditore pugliese ha detto che da quel momento “Il brand smise di essere un bambino da crescere per diventare una macchina per generare ricavi”
“Pensavano solo all’accrescimento economico, a discapito di tutto” ha aggiunto Morgese, per poi chiosare: “Hanno spinto fino al Pandoro Gate”. Secondo l’imprenditore l’operazione Pandoro non avrebbe portato a Chiara Ferragni un accrescimento economico “ma l’errore è stato voler dimostrare di essere buona a tutti i costi”.
La deflagrazione del caso “Pandoro”
Quando il caso è deflagrato Morgese ha avuto la conferma di quanto l’arroganza di Ferragni e Damato avesse portato solo danni a tutti: “Ho pensato ‘siamo fritti, hanno sbagliato tutto‘ – ha commentato Morgese – È il risultato di un’arroganza durata anni”

About The Author
