Lilli Gruber sulle parole di Mentana che ha definito La7 troppo schierata: “E’ una sua opinione il mio interlocutore è l’editore”
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Non poteva mancare la risposta di Lilli Gruber ad Enrico Mentana dopo le ultime esternazioni del direttore del Tg La7 che ha definito l’emittente di Cairo come l’anti-Meloni, troppo schierata da una parte senza prestarsi al confronto con altri schieramenti. Una considerazione che ha alimentato ancora di più le voci di un addio all’emittente da parte del giornalista a fine anno quando il contratto sarà terminato.
Intervistata dal Corriere della Sera in una conversazione con Aldo Cazzullo, Gruber ha fatto una analisi generale del momento politico nazionale e internazionale, la giornalista ha liquidato la questione Mentana con poche parole, non è il direttore del telegiornale il suo diretto interlocutore, ma l’editore: “È solo l’opinione di Mentana. Il mio interlocutore a La7 è l’editore Urbano Cairo”.
Un modo forse un po’ troppo diplomatico per non entrare in conflitto con il suo vicino di trasmissione, è Mentana a dare la linea a Otto e mezzo condotto da Gruber e non poche volte tra i due ci sono state schermate dialettiche per la linea passata in ritardo. “Prendo la linea al 2% di share e la consegno a Gruber all’8%, dovrebbe essere contenta” ha sottolineato più di una volta Mentana a seguito delle proteste della giornalista.
Lilli Gruber: “Vannacci? Slogan vuoti e proposte irrealizzabili”
Chiusa la parentesi Mentana, Lilli Gruber si è pronunciata sull’ascesa del generale Vannacci, dicendo che il fenomeno dell’ampio consenso riflette l’incapacità della classe politica italiana di dare risposte concrete ai bisogni reali dei cittadini: “È il leader di una forza di estrema destra in grande ascesa, se non si danno risposte ai cittadini riemerge la fascinazione dell’uomo della provvidenza, del capo assoluto, del generale al comando. Non è una storia nuova”.
Entrando nello specifico Gruber ha precisato che ad essere rilevanti sono gli slogan pieni di proposte irrealizzabili del generale: “Un mix di slogan vuoti, proposte irrealizzabili e un salto di qualità ideologico con proclami razzisti, xenofobi, discriminatori e sessisti. Che non risolvono nessuno dei problemi concreti degli italiani”.
A chiusura del tema Vannacci, Gruber si è soffermata sul possibile inserimento del generale nella coalizione di centrodestra guidata da Meloni alle prossime elezioni Politiche: “La domanda è se la Meloni, pur di vincere, accetterà di fare l’accordo con l’ex generale. Se accettasse sarebbe una sconfitta assoluta, perché distruggerebbe la sua narrazione di leader conservatrice moderata, europeista, con una visione moderna del futuro”.
Le primarie del centrosinistra e il caso Ranucci
Per quanto riguarda le primarie del centrosinistra, Gruber ha dichiarato che lei non voterà alle primarie ma di essere convinta che qualunque cittadino per poter scegliere abbia il diritto di conoscere i candidati e soprattutto il programma: “Cose che dovevano essere pronte già ieri…” ha sottolineato Gruber
La giornalista è convinta che Silvia Salis, la sindaca di Genova, pur avendo più volte ripetuto che non parteciperà alle primarie abbia voglia di entrare nella politica nazionale: “Ha ripetuto più volte che non intende partecipare alle primarie. Se cambierà idea dovrà spiegarlo in modo convincente. Penso però che possa e voglia diventare una leader nazionale”
Sul caso Ranucci, Gruber ha dichiarato che in tutta la vicenda la vittima è la libertà di stampa: “Nella migliore delle ipotesi penso che Ranucci sia stato naïf, prestando il fianco alla strategia di censura delle destre al governo che non vedevano l’ora di liberarsi di lui. La vera vittima in tutta questa vicenda è la libertà di stampa. In questi quattro anni non ho visto egual ardore etico-morale nei vari scandali che hanno coinvolto le forze al potere”.
E sulla Rai occupata dai partiti Gruber ha detto che avere una Rai senza ingerenze politiche dovrebbe rappresentare la priorità: “Per me, che insieme a tanti colleghi ho fatto per anni una battaglia per liberare la Rai dall’ingerenza indebita dei partiti, resta la priorità. Perché è l’unica possibilità di salvare quello che rimane un patrimonio del Paese”.
Lilli Gruber: “Trump leader internazionale di tutte le destre estreme”
Parlando di politica internazionale, Gruber si è soffermata sul pericoloso avanzare delle destre xenofobe in Europa e parlando poi delle politiche internazionali di Trump in prossimità delle elezioni mid-term statunitensi, la giornalista ha definito il presidente Usa “il più grande agente di caos mondiale”.
“Da Trump possiamo aspettarci di tutto – ha spiegato Gruber – è il grande agente del caos mondiale e il leader internazionale di tutte le destre estreme. Parlare di rischio è riduttivo: Trump ha già minato in profondità le fondamenta della democrazia americana. È arrivato a offrire 5 mila dollari a ogni cittadino in caso di vittoria alle mid-term: una sorta di voto di scambio mafioso. Ma per lui, che sta usando in modo vergognoso la politica per arricchirsi personalmente, è del tutto normale”.
Lilli Gruber, le parole sul femminicidio
Infine, da donna, Gruber si è espressa sul femminicidio, sottolineando che le dà molto fastidio l’ipocrisia sulla materia: “Mi fa rabbia l’ipocrisia di chi si commuove e poi non fa nulla. Di chi nega l’esistenza stessa del femminicidio. Di chi ancora si oppone all’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Di chi difende a parole e con i fatti la cultura del patriarcato, che ha ritrovato nuovo vigore con queste destre arcaiche e reazionarie al potere”.

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