Lisa Kudrow: “In Friends ero la sesta amica, nessuno credeva in me”
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Il successo globale, un Emmy in bacheca e uno stipendio da capogiro non sempre sono sinonimi di gratificazione professionale. Lo sa bene Lisa Kudrow, l’indimenticabile Phoebe Buffay di Friends, che in una serie di recenti e sincere interviste ha gettato luce su un lato d’ombra della sua esperienza nella sitcom più famosa del mondo.
Mentre il pubblico di tutto il globo la amava, l’attrice combatteva contro la sensazione di essere “messa da parte” e sottovalutata proprio da chi avrebbe dovuto promuovere la sua carriera.

“A nessuno importava di me”: il peso di essere la sesta amica
Nonostante sia stata la prima del cast a vincere un Emmy Award nel 1998, Lisa Kudrow ha rivelato che, all’interno della sua stessa agenzia di talenti, la percezione del suo valore era ben diversa da quella dei colleghi Jennifer Aniston, Courteney Cox, Matt LeBlanc, David Schwimmer e del compianto Matthew Perry.
“A nessuno importava di me”, ha dichiarato amaramente l’attrice. “Alcuni membri della mia agenzia mi chiamavano semplicemente ‘la sesta amica’. Non c’era alcuna visione per me, né aspettative sul tipo di carriera che avrei potuto avere”.
Mentre i suoi colleghi venivano sommersi da offerte per grandi produzioni cinematografiche, per la Kudrow il sentimento prevalente nell’industria era che fosse stata semplicemente “fortunata” a trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
La svolta con “Terapia e pallottole” e il mito della “svampita”
La percezione dell’industria iniziò a cambiare solo nel 1999, grazie al ruolo della moglie di uno psichiatra nella commedia cult Analyze This (Terapia e pallottole), recitando accanto a giganti come Robert De Niro e Billy Crystal.
Solo allora agenti e produttori iniziarono a vederla come una potenziale protagonista di commedie romantiche, un’etichetta che però Lisa sentiva stretta, non considerandosi abbastanza “adorabile” per quel genere di ruoli stereotipati.
Kudrow ha anche colto l’occasione per difendere con forza il suo personaggio più iconico. Phoebe Buffay non è mai stata “stupida”.
“Nel 1994, per tutti Phoebe era una svampita. Ma per me essere ‘svampita’ significava semplicemente essere qualcuno che non si atteneva alle regole”, ha spiegato.
Un’interpretazione che ha richiesto anni di studio e persino letture sulla spiritualità per essere pienamente compresa e abitata dall’attrice.

I retroscena delle trattative record e il ritorno di Valerie Cherish
Un altro punto dolente della sua carriera riguarda la famosa rinegoziazione collettiva dei contratti. Il cast di Friends fece storia ottenendo un milione di dollari a episodio, ma circolarono voci secondo cui la Kudrow fosse la mente dietro quella strategia aggressiva.
“Non sono stata assolutamente io la mente del complotto”, ha precisato. Eppure, la sua agenzia usò quella voce come un monito negativo verso altri clienti, quasi a voler punire l’attrice per aver preteso un trattamento equo.
Oggi, a 62 anni, Lisa Kudrow si gode una libertà creativa che Friends le ha garantito indirettamente. Grazie a quel successo, ha potuto produrre progetti di nicchia e di altissimo spessore come Web Therapy e, soprattutto, The Comeback.
La serie HBO, in cui interpreta Valerie Cherish — un’attrice che lotta disperatamente per tornare alla ribalta — è giunta alla sua terza e ultima stagione, chiudendo un cerchio iniziato vent’anni fa.
Nonostante le difficoltà iniziali, il legame con i suoi colleghi di set rimane indissolubile. “Ci volevamo molto bene. Andare a lavorare ogni giorno era un paradiso”, ha ricordato con affetto.
Lisa Kudrow è la prova vivente che si può essere “la sesta amica” agli occhi del marketing, ma la prima per talento e capacità di reinventarsi in un’industria spesso spietata.

