Lo sfogo di Elena Sofia Ricci: “Fiction in onda alle 22? È scandaloso e irrispettoso per chi lavora dietro le quinte”
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Il mondo della televisione italiana si trova ad affrontare una profonda crisi strutturale che va ben oltre i meri dati d’ascolto o la qualità dei prodotti offerti al pubblico. A sollevare il velo su una gestione dei palinsesti ormai considerata insostenibile è stata una delle attrici più amate e rispettate del panorama nazionale, Elena Sofia Ricci.
Durante l’Italian Global Series a Rimini, l’interprete si è resa protagonista di uno sfogo appassionato e privo di filtri, puntando il dito contro la tendenza sempre più marcata dei network televisivi a posticipare l’inizio della prima serata.
La messa in onda delle serie televisive e delle fiction di punta a orari proibitivi, spesso non prima delle ore ventidue, rappresenta secondo l’attrice un danno enorme non solo per i telespettatori, ma soprattutto per la dignità professionale di centinaia di lavoratori che operano dietro le telecamere.
Il caos dei palinsesti e la dittatura dello share
Il nocciolo della questione sollevata dall’attrice risiede nel progressivo e apparentemente inarrestabile slittamento dell’orario di inizio del prime time della televisione generalista.
Se un tempo la prima serata cominciava rigorosamente alle venti e trenta, nel corso degli ultimi decenni l’orario si è progressivamente spostato alle ventuno, poi alle ventuno e quindici, fino ad arrivare alle soglie della seconda serata vera e propria.
Questo fenomeno, guidato principalmente dalle logiche commerciali e dai programmi di access prime time che si prolungano per catturare quanti più spettatori possibili, finisce per penalizzare drasticamente la serialità televisiva.
La Ricci ha espresso chiaramente il proprio dissenso per questa situazione, sottolineando come sia giunto il momento di dire basta a logiche che svalutano il prodotto audiovisivo italiano e allontanano il pubblico tradizionale.

Dietro le quinte: i sacrifici invisibili della troupe
Dietro la facciata scintillante delle produzioni di successo, come la serie che vede l’attrice interpretare il celebre personaggio di Teresa Battaglia, si nasconde un microcosmo fatto di impegni logoranti e turni massacranti.
Il fulcro della critica mossa da Elena Sofia Ricci non si limita infatti a una rivendicazione di natura artistica o legata alla visibilità personale, ma si estende a una ferma difesa dei diritti dei lavoratori dello spettacolo.
Un set televisivo è una macchina complessa che si regge sullo sforzo coordinato di registi, truccatori, parrucchieri, fonici, macchinisti e intere troupe che affrontano quotidianamente turni di straordinario in condizioni ambientali spesso proibitive.
L’attrice ha ricordato con enfasi come queste persone si trovino a operare a temperature estreme, passando dai quarantadue gradi delle riprese estive ai quattordici gradi sotto zero delle location montane invernali.
Il valore del lavoro calpestato dalla tarda serata
Questa filiera produttiva, che l’attrice definisce con profonda ammirazione come un gruppo di professionisti che danno il massimo dietro le quinte, viene sistematicamente ignorata nel momento in cui il frutto del loro sacrificio viene trattato alla stregua di un mero riempitivo di palinsesto.
Mandare in onda una fiction in tarda serata significa non soltanto accorciare la finestra di massima visibilità di un prodotto, ma anche calpestare simbolicamente i mesi di fatica spesi da professionisti che meriterebbero una vetrina adeguata e rispettosa.
Lo slittamento notturno riduce inevitabilmente il potenziale di share e costringe il pubblico, specialmente quello composto da famiglie o da persone che la mattina seguente devono svegliarsi presto, a rinunciare alla visione diretta o a frammentarla attraverso i servizi di streaming.
Un appello al buon senso dei vertici televisivi
La radice di questo cortocircuito editoriale risiede nella spietata concorrenza tra i due principali player della televisione italiana, ovvero Rai e Mediaset.
La guerra degli ascolti e la necessità di massimizzare il dato complessivo dello share spingono i canali a posticipare i programmi di punta per evitare lo scontro frontale immediato o per capitalizzare il traino dei blocchi pubblicitari e dei programmi contenitore.
Elena Sofia Ricci ha rivolto un appello esplicito ai vertici delle emittenti televisivi, chiedendo un patto di buon senso e un accordo strategico che possa porre fine a questa spirale autodistruttiva.
Secondo l’interpretazione dell’attrice, non è possibile che a pagare il prezzo di una competizione industriale così esasperata debbano essere gli stessi artisti e le maestranze che confezionano i programmi.

Il paradosso della serialità italiana
Il paradosso della situazione attuale è che la serialità televisiva italiana dimostra regolarmente di saper raggiungere numeri straordinari in termini di ascolti quando viene messa nelle condizioni ideali per farlo.
Tuttavia, costringere una narrazione complessa e di alta qualità a iniziare quando una fetta consistente della popolazione è già pronta per andare a dormire significa sabotare consapevolmente il proprio stesso patrimonio industriale.
La Ricci ha evidenziato come l’ecosistema televisivo rischi di implodere se i decisori politici e i direttori di palinsesto continueranno a dare priorità esclusiva alle metriche commerciali immediate a scapito del rispetto umano e professionale dovuto alla filiera dello spettacolo
Le dichiarazioni emerse durante l’evento di Rimini evidenziano una sfasatura strutturale tra le esigenze della produzione radiotelevisiva e le attuali strategie di programmazione in Italia.
Il dibattito sull’orario d’inizio del prime time non riguarda solo la fruibilità da parte del pubblico, ma tocca direttamente l’organizzazione del lavoro e la valorizzazione degli investimenti industriali nel comparto audiovisivo.
Trovare un equilibrio tra la massimizzazione dei ricavi pubblicitari dell’access prime time e la tutela dei prodotti di serialità rappresenta una delle sfide principali per i manager televisivi.
Nei prossimi mesi si vedrà se le emittenti generaliste valuteranno correzioni strategiche ai palinsesti o se le attuali logiche di ottimizzazione dello share continueranno a prevalere sulle tempistiche tradizionali di messa in onda.
