Luca Argentero: “La paternità mi ha cambiato come uomo e come attore, fra 7 anni spero di poter scegliere i lavori da fare e dedicare più tempo alla famiglia”
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Luca Argentero sarà uno dei protagonisti dell’autunno televisivo con la messa in onda della quarta stagione di Doc-Nelle tue mani, una soddisfazione professionale a cui si è aggiunta quella privata e personale della terza paternità. Dopo Nina Speranza e Noè Roberto, l’attore e la moglie Cristina Marino hanno dovuto confermare sui social la cicogna in arrivo, un annuncio che si sono detti costretti a dare in anticipo rispetto a quando volevano, a causa della solida invadenza dei paparazzi di turno.
In una intervista rilasciata al magazine 7 del Corriere della Sera, l’attore ha espresso tutta la sua felicità per il terzo figlio in arrivo sottolineando quanto lui e sua moglie siano entusiasti di cominciare un nuovo capitolo della loro “meravigliosa avventura familiare”.
Argentero nel manifestare la sua grande gioia ha anche ribadito la promessa fatta in passato di mettere sempre la famiglia al primo posto, precisando che senza l’apporto di sua moglie non ci sarebbe mai riuscito: “Prendo tutte le decisioni professionali in funzione della famiglia – ha precisato l’attore –per girare la nuova stagione di Doc, Cristina si è trasferita con me e i bambini da Milano a Roma per sei mesi”
L’attore torinese parlando della paternità ha sottolineato quanto la stessa lo abbia cambiato profondamente sia come uomo che come attore, i suoi affetti sono diventati talmente importanti e primari da influire sulla sua capacità di tornare subito sé stesso dopo avere interpretato un personaggio.
“È come se la paternità mi avesse aperto dei chakra che prima erano chiusi – ha spiegato Argentero- provo livelli di emozione diversi da prima: mi sento più sensibile e più completo. Sul set, non me ne sono accorto in modo repentino, ma piano piano, mi sono sentito più largo, più pesante; mi sembrava di occupare più spazio. Oggi non posso permettermi di portarmi a casa il set: ho due bambini. In passato, mi è capitato di immergermi in Leonardo o in Copperman. Oggi stacco, torno a casa e gioco con le macchinine o con le bamboline”.
Gli inizi al Grande fratello e il primo ciak in Carabinieri
Il percorso nel mondo dello spettacolo di Luca Argentero è cominciato nel 2003 con la partecipazione alla terza edizione del Grande Fratello in cui si classificò al terzo posto. Una carriera che in quasi 25 anni è diventata trasversale al punto da interessare diversi ambiti tra piccolo schermo, grande schermo, teatro ed anche scrittura, suo “Disdici tutti gli impegni” edito da Mondadori.
Una esperienza quella del reality fatta per stessa ammissione dell’attore, guadagnare in fretta tenendo ben saldo nella mente l’obiettivo della laurea in Economia e Commercio: “Funzionò – ha commentato con sincerità Argentero – tutto quello che è successo dopo è arrivato su quell’onda”.
La laurea in effetti dopo l’esperienza nella Casa più spiata d’Italia, Argentero la ha conseguita, ma ha ben presto maturato l’idea di non voler fare il commercialista e tantomeno lavorare nell’ambito finanziario, da lì quasi casualmente l’ingaggio in Carabinieri, all’epoca una delle serie tv più seguite.
“Sapevo che cosa non volevo, che è già qualcosa, ma non sapevo ancora che cosa volessi – ha spiegato l’attore – non volevo finire in giacca e cravatta, chiuso dieci ore al giorno in un ufficio, né scegliere una professione con un coefficiente di responsabilità altissimo. Però non avevo mai pensato di diventare attore. Poi, il primo giorno sul set di ‘Carabinieri’, al primo ciak, ho capito immediatamente che era ciò che volevo fare. Ho pensato: questo è esattamente il mio destino”.
Luca Argentero: “Fra 7 anni potrei dire di no a dei lavori per dedicare più tempo alla famiglia”
Adesso però Luca guardando al futuro lavorativo lo vede in un’ottica un po’ diversa, che risente sempre di quella promessa fatta a sé stesso anni fa di mettere il suo privato e i suoi affetti al primo posto: “Oggi seleziono le persone e i progetti, lavoro meno per avere più tempo per la mia famiglia e per i miei figli. Perché quel tempo non torna. Il progetto di andare in pensione a 55 anni è ancora valido, ma non voglio smettere di recitare, voglio riuscire a lavorare con un ritmo diverso da quello di oggi e, soprattutto, senza essere obbligato da motivi economici”.
Argentero ha precisato che al momento non può scegliere solo progetti che gli piacciono, a volte accetta perché deve lavorare: “Recitare è il mestiere di cui vivo e non sempre scelgo un film solo perché lo desidero: qualche volta, lavoro perché devo lavorare. Nella fase più matura della mia vita vorrei potermi permettere di scegliere davvero: dire dei no, prendersi tempo per la famiglia, partire per un lungo viaggio”.

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