Luciana Littizzetto a La Volta Buona: tra Fabio Fazio, George Clooney e la nuova vita da Queenager
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Luciana Littizzetto è tornata a raccontarsi con la sua inconfondibile miscela di ironia acuta e profondità, ospite di Caterina Balivo nel salotto de La volta buona.
Presentata come un talento capace di leggere la realtà attraverso una lente dissacrante e mai banale, l’attrice torinese ha ripercorso le tappe di una carriera nata da un sogno che ha presto trovato spazio nel cuore del pubblico italiano.
Dai primi personaggi cuciti addosso durante la gavetta fino all’approdo sul prestigioso palco di Sanremo, Luciana ha dimostrato di sapersi muovere con naturalezza sia accanto a icone come Raffaella Carrà sia nei salotti televisivi più familiari.
Vedersi oggi in quei vecchi filmati le ha scatenato un pizzico di malinconia, ricordando i momenti condivisi con giganti dello spettacolo come Pippo Baudo e le gemelle Kessler.

Il “matrimonio” artistico con Fabio Fazio: 25 anni di punzecchiature
Uno dei pilastri dell’intervista è stato inevitabilmente il rapporto con Fabio Fazio, un sodalizio artistico che dura da ben venticinque anni.
Luciana ha descritto questo legame come quello di una coppia sposata, con la differenza che lei si sente molto più libera di mandarlo “a stendere” rispetto a quanto farebbe la vera moglie del conduttore.
Nonostante la profonda stima professionale per l’intelligenza e la lealtà del collega, la Littizzetto non ha risparmiato critiche scherzose ai suoi difetti.
Lo ha definito un uomo pignolo e “tignoso”, paragonandolo a una mosca che non dà tregua quando si mette in testa qualcosa.
La loro storia è iniziata molto prima dei grandi successi di Che tempo che fa, precisamente al festival Bravo Grazie, dove un giovane Fazio le predisse che la sua vita sarebbe cambiata, pur senza garantire se in meglio o in peggio.
Il gioco del “Tritavolte”: da George Clooney a Can Yaman
Durante la chiacchierata, Luciana si è prestata al gioco del “Tritavolte”, dove doveva scegliere chi tenere e chi “tritare” tra gli uomini della sua vita, reale o immaginaria.
Il primo grande escluso è stato l’attore turco Can Yaman, liquidato con una battuta fulminante sulla sua eccessiva prestanza fisica: Luciana ha ammesso di preferire uomini della sua età, definendo Yaman come “carne rossa” da consumare al massimo una volta al mese.
Anche il mitico George Clooney non è stato risparmiato. Nonostante il celebre abbraccio che ha suscitato l’invidia di mezza Italia, l’attrice ha deciso di “tritarlo” ironicamente proprio nel giorno del suo sessantacinquesimo compleanno, preferendo tenere accanto a sé figure storiche come Fazio o Gigi Marzullo.
Un ricordo speciale è andato a Pippo Baudo e al loro bacio iconico a Sanremo, un momento nato per caso a causa di un microfono rotto e diventato un appuntamento fisso ogni volta che i due si incontravano in scena.

Il tabù della menopausa e il nuovo libro “Il tempo del la la la”
La Littizzetto ha approfittato della vetrina televisiva per presentare il suo nuovo libro, Il tempo del la la la, che vede come protagoniste tre amiche sessantenni: Maura, Ida e Lola.
Attraverso queste figure, l’autrice esplora una fase della vita che lei stessa definisce da “Queenager”, ovvero donne che non sono più teenager ma che conservano lo spirito libero e la voglia di brillare.
Il libro affronta apertamente il tema della menopausa, descrivendone i settantadue sintomi con la consueta ironia. Luciana ha parlato della fastidiosa “brain fog” (la nebbia mentale che fa dimenticare i nomi) e delle improvvise “caldane”, paragonando la sensazione di calore a quella che si prova aprendo un forno, ma senza il piacevole profumo di lasagna.
È un racconto che vuole normalizzare i cambiamenti del corpo, sottolineando come la leggerezza sia la capacità di planare sulle cose dall’alto, senza superficialità.
Affetti privati e desideri per il futuro
Oltre alla carriera, è emerso il lato più intimo di Luciana, quello di madre di tre figli ormai grandi e di figlia devota.
Ha raccontato con tenerezza della festa a sorpresa organizzata per i 93 anni della madre e della quotidianità con la figlia bielorussa che vive ancora con lei.
Guardando al futuro, la sua lista dei desideri è pragmatica e sognatrice al tempo stesso: oltre alla salute per la sua famiglia, Luciana sogna di visitare Venezia con calma per godersi la Biennale d’arte e di perfezionare il suo francese per poter finalmente comunicare senza intoppi con la custode della sua piccola casa in Francia.
Conclude l’intervista dichiarando di preferire la versione di sé “Queenager”, consapevole di aver fatto fatica per arrivare dove si trova ora e decisa a godersi ogni traguardo con la consapevolezza di chi ha imparato molto dalla vita.

