L’ultimo ballo dell’Imperatore: Roma saluta Valentino Garavani tra lacrime, rose bianche e celebrità
#image_title
Il mondo della moda e del cinema si è stretto attorno a Giancarlo Giammetti e Bruce Hoeksema nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per l’addio a Valentino. Da Anne Hathaway a Donatella Versace, ecco il racconto di una giornata sospesa nella bellezza.
Roma si è fermata per l’ultimo, solenne saluto a Valentino Garavani. Venerdì 23 gennaio la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, nel cuore di Piazza della Repubblica, è diventata il centro del mondo per un’ora, accogliendo il feretro dell’”Imperatore” della moda, scomparso lunedì all’età di 93 anni.
Non è stato solo un funerale, ma l’ultimo atto di una vita dedicata alla ricerca ossessiva e generosa della perfezione.
Un parterre di stelle e l’emozione di Anne Hathaway
Mentre le note della Lacrimosa di Mozart risuonavano sotto le alte volte della basilica, un tappeto di fiori bianchi — il colore prediletto dallo stilista insieme al suo iconico “Rosso Valentino” — accoglieva i nomi più influenti del pianeta.
Tra i primi ad arrivare, visibilmente scossa, l’attrice Anne Hathaway. Accompagnata dal marito Adam Shulman, la star de Il diavolo veste Prada non ha trattenuto le lacrime. Il legame tra la Hathaway e Garavani era profondo, quasi filiale: fu proprio Valentino a disegnare il suo abito da sposa nel 2012.
“È stato uno straordinario onore essere stata amata e accudita da lui”, ha dichiarato l’attrice. “Era un titano, ma per me era l’amico caro che mandava fiori al mio compleanno.”

Il gotha della moda unito nel dolore
La prima fila rifletteva la grandezza dell’uomo e del marchio. Accanto ai compagni di una vita, Giancarlo Giammetti e Bruce Hoeksema, sedevano i pilastri del fashion system mondiale.
Anna Wintour, protetta dai suoi inseparabili occhiali scuri, ha reso omaggio al genio italiano, seguita da Donatella Versace, legata a Valentino da un’amicizia storica nata nei momenti più bui: “Fu il primo a correre da me quando morì mio fratello Gianni”, ha ricordato Donatella con voce rotta.


Presenti anche Tom Ford, Alessandro Michele (attuale direttore creativo della Maison), Brunello Cucinelli, e figure del jet set internazionale come Liz Hurley, Olivia Palermo e Natalia Vodianova con il marito Antoine Arnault.

Il ricordo dei compagni: “Grazie per avermi insegnato la bellezza”
Il momento più toccante della cerimonia, officiata da Padre Pietro Guerini, è stato il ricordo dei due uomini che hanno condiviso il privato dello stilista.
Giancarlo Giammetti, socio e compagno storico, ha parlato di un sogno iniziato da ragazzi: “Ci siamo conosciuti da bambini, abbiamo sognato le stesse cose e le abbiamo realizzate. Mi ha insegnato cos’è la bellezza.”
Subito dopo, Bruce Hoeksema ha offerto un addio sussurrato, quasi privato nonostante la folla: “Non ti dico addio, ma grazie per aver camminato con me”.
Parole che hanno scatenato una commozione profonda tra i banchi, dove sedevano anche i fratelli Sean e Anthony Sax, figli di Carlos Souza, che Valentino amava come figli e che sono indicati come i possibili eredi della sua fortuna.

L’ultimo viaggio verso il Cimitero Flaminio
Mentre il feretro lasciava la Basilica sulle note de Il nostro concerto di Umberto Bindi e dell’aria O mio babbino caro di Puccini, un lungo applauso della folla radunata all’esterno ha squarciato il silenzio di Piazza della Repubblica.
Un cartello scritto a mano tra la gente comune riassumeva il sentimento collettivo: “Tutto il mondo piange Valentino. Abbiamo perso il fiore più bello”.
Le spoglie di Valentino riposeranno ora nel Cimitero Flaminio, in una tomba monumentale circondata da vetrate e giardini, un luogo dove la bellezza che ha tanto cercato in vita continuerà a circondarlo per sempre.
Con lui se ne va l’ultimo grande testimone di un’epoca in cui la moda non era solo business, ma pura arte e sogno.
