Lutto per Nicoletta Romanoff: addio alla nonna Sveva della Gherardesca, l’ultima principessa russa
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La storia del Novecento perde uno dei suoi legami più affascinanti e intimi con il passato imperiale europeo. All’età di novantasei anni si è spenta la contessa e principessa Sveva della Gherardesca Romanov, una figura straordinaria che ha rappresentato l’anello di congiunzione vivente tra la grande aristocrazia italiana e la dinastia dei Romanov. Moglie del principe Nicola Romanovič Romanov, trisnipote dello zar Nicola I di Russia, la principessa ha attraversato quasi un secolo di storia con un’eleganza d’altri tempi. La sua scomparsa, avvenuta domenica trentuno maggio nella storica villa di famiglia a Bolgheri, in provincia di Livorno, chiude definitivamente un’epoca imperiale che oggi diventa leggenda.
Il cordoglio della famiglia e il commosso ricordo della nipote Nicoletta
La notizia del decesso della principessa Sveva Romanov è stata annunciata ufficialmente dalle tre figlie Natalia, Elizaveta e Tatyana. Tra i primi e più toccanti omaggi pubblici spicca quello della nipote, la celebre attrice Nicoletta Romanoff, che ha voluto ricordare la nonna attraverso un intimo messaggio sui canali social.
Le parole dell’attrice dipingono il ritratto di una donna che ha donato e ricevuto un amore immenso, un punto di riferimento insostituibile che adesso si ricongiunge spiritualmente con il marito Nicola, con il fratello gemello Manfredi e con la madre Nicoletta.
I funerali, celebrati nella storica chiesa di Bolgheri, hanno visto la partecipazione dei membri della famiglia imperiale russa in esilio e della nobiltà internazionale.
Dalla Toscana agli Stati Uniti: le illustri origini della contessa della Gherardesca
Nata nel millenovecentotrenta in una delle più antiche e prestigiose famiglie della nobiltà toscana, la principessa vantava origini di immenso spessore storico.
La saga dei conti della Gherardesca affonda le sue radici nel decimo secolo ed è persino celebrata da Dante Alighieri nella Divina Commedia, attraverso la drammatica figura del conte Ugolino, signore di Pisa.
Ma le ascendenze illustri di Sveva non si fermavano all’Europa. Per via della nonna materna, la contessa era anche una discendente diretta di Martin Van Buren, l’ottavo presidente dei Stati Uniti d’America.
Nonostante questo bagaglio di antenati, la principessa trascorse un’infanzia serena nella campagna livornese, crescendo nell’azienda agricola di famiglia dove si producevano vini pregiati.
L’incontro a Roma e il matrimonio reale a Cannes
Il destino di Sveva cambiò per sempre nel 1950 durante una festa a Roma. Fu in quell’occasioni, in casa di amici comuni, che la giovane contessa toscana incontrò il principe Nicola Romanovič Romanov, all’epoca trentenne.
Tra i due nacque un amore profondo e duraturo che li condusse al matrimonio il ventuno gennaio del millenovecentocinquantadue. Le nozze furono celebrate con il suggestivo rito ortodosso nella chiesa dell’Arcangelo Michele a Cannes, pochi giorni dopo l’unione civile avvenuta a Firenze.
Da quel momento, Sveva entrò ufficialmente a far parte della Famiglia Imperiale russa, condividendo con il marito i fasti e le complessità di una dinastia segnata dalla rivoluzione.
La vita a Bolgheri e la leadership della House of Romanov
La coppia ha vissuto una vita ricca e profondamente legata alla terra toscana. Il principe Nicola, figlio del granduca Roman Romanov e della contessa Prascovia Cheremeteva, si stabilì a lungo proprio a Bolgheri, dove si dedicò con passione all’allevamento di bovini di razza chianina e alla viticoltura, fino alla sua scomparsa avvenuta nel settembre del 2014.
Il principe è stato per molti anni una figura centrale per la comunità dei discendenti russi, venendo indicato nel 1942 come capo della House of Romanov e pretendente al trono di Russia.
Poiché la coppia ha avuto tre figlie femmine, la leadership della casata è successivamente passata ad altri rami della linea Mikhailovich.

L’eredità spirituale dell’ultima testimone di un mondo scomparso
Con la morte della principessa Sveva Romanov si chiude un capitolo irripetibile. Scompare una donna che ha saputo incarnare i valori di un’epoca passata, fatta di discrezione, cultura profonda e un’innata nobiltà d’animo che andava ben oltre i titoli nobiliari.
La sua casa di Bolgheri è sempre rimasta aperta per accogliere una numerosa discendenza di nipoti e pronipoti, e i suoi consigli ponderati sono stati una guida costante.
Oggi il mondo delle case reali piange l’ultima testimone di un mondo in cui la storia d’Europa si scriveva attraverso i legami indissolubili tra le grandi famiglie del continente.
