Il processo per omicidio contro lo staff medico di Diego Maradona è stato dichiarato nullo, lo hanno affermato oggi, giovedì 29 maggio, i loro avvocati. La morte, nel 2020, della stella del calcio che ha guidato la nazionale argentina alla vittoria della Coppa del Mondo 1986, avvenuta per insufficienza cardiaca durante la convalescenza dopo un intervento chirurgico, ha scosso la nazione. Sette membri del suo team medico sono stati accusati di omicidio colposo in un
processo iniziato l’11 marzo.
Gli imputati hanno negato le accuse di “omicidio volontario con dolo” nel trattamento riservato a Maradona. Rischiano pene detentive dagli otto ai 25 anni.
Inizialmente la data del nuovo processo non era stata annunciata e non erano stati nominati nuovi giudici.
La decisione di giovedì è stata presa dopo che martedì 27 maggio uno dei tre giudici del caso, la giudice Julieta Makintach, si è dimessa a seguito delle accuse di violazione etica. È emerso un video che la mostra apparentemente intervistata da una troupe televisiva nell’ambito di un docufilm nei corridoi del tribunale di Buenos Aires e nel suo ufficio, violando le norme giudiziarie.

“Tutto questo è davvero imbarazzante”, ha detto ai media l’avvocato difensore Miguel Angel Pierri fuori dal tribunale. Martedì, dopo che il pubblico ministero ha mostrato il teaser trailer di un documentario, Julieta Makintach ha dichiarato di non avere altra scelta se non quella di dimettersi dal caso.
Divine Justice, questo il titolo del docufilm, ripercorre le conseguenze della morte di Maradona, avvenuta all’età di 60 anni, fino all’inizio del percorso, con Makintach chiaramente come protagonista principale
Maradona, che guidò l’Argentina alla vittoria della Coppa del Mondo nel 1986 e in Italia il Napoli alla conquista del primo scudetto, è morto il 25 novembre 2020 alla periferia di Buenos Aires in circostanze enigmatiche, pochi giorni dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico per un ematoma formatosi tra il cranio e il cervello.
Nel corso del processo, ora annullato, i responsabili della clinica in cui era ricoverato il campione, avevano informato lo staff dell’ex calciatore che il decorso post operatorio non era possibile fosse fatto al di fuori della struttura ospedaliera. Lo staff del campione non solo non tenne conto dell’invito dei medici trasferendo Maradona in una abitazione privata, ma impedirono a dottori esterni al suo staff di poterlo visitare.

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