Maria Rosaria Boccia rompe il silenzio sul caso Conte-Piantedosi: “Basta accostamenti, situazioni profondamente diverse”
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Da quando è deflagrato il caso Conte-Piantedosi spesse volte si sono fatti accostamenti con la vicenda Boccia-Sangiuliano. Ogni volta in cui abbiamo parlato della presunta relazione tra il ministro degli Interni e la giornalista e scrittrice abbiamo tenuto a sottolineare quanto seppur gli accostamenti siano facili, le vicende tra loro sono profondamente diverse.
Il caso Sangiuliano è nato principalmente da alcune foto e alcuni rumor che vedevano l’allora ministro della Cultura accompagnarsi spesso alla sua assistente, si è trattato di una mera vicenda di gossip che una volta deflagrata ha fatto più vittime che vincitori. La vicenda Conte-Piantedosi non nasce da rumor o indiscrezioni, ma da una rivelazione- confessione di una delle parti interessate.
Situazioni quindi profondamente diverse soprattutto per i retroscena: nella vicenda Sangiuliano, la sua assistente ha rappresentato da subito l’anello debole con la compagine governativa che ha difeso strenuamente il ministro facendo passare per vittima e Boccia per bugiarda e arrivista. Scuse non pervenute neanche dopo un servizio di Report che le ha dato ragione confermando che Sangiuliano le aveva assicurato un incarico gratuito di consulente, che poi era stato strappato.
Per Conte la situazione è completamente diversa, la giornalista sembra uno strumento nelle mani del governo per esautorare Piantedosi, la trentaquattrenne cassinese ha già ricevuto diversi incarichi nel silenzio generale, ha presenziato a eventi, fatto ospitate televisive, condotto programmi radiofonici ed è stata testimonial di progetti importanti. Sembra strano che abbia voluto rendere pubblica una situazione che la avrebbe danneggiata senza sapere preventivamente che sarebbe caduta in piedi.
La lettera di Maria Rosaria Boccia ai direttori dei giornali e dei mezzi di informazione
A fronte di tutto ciò, Maria Rosaria Boccia ha scritto una lettera ai direttori dei giornali e dei mezzi di informazione per chiarire la sua posizione e prendere le distanze da qualsivoglia accostamento con la vicenda che la ha coinvolta:
Al Direttore,
in questi giorni leggo con sorpresa alcuni tentativi di accostare la mia vicenda a quella che coinvolgerebbe la signorina Claudia Conte. Si tratta, tuttavia, di due situazioni profondamente diverse.
Il caso che mi ha riguardata nacque da uno scoop giornalistico. Io rimasi in silenzio per molti giorni e parlai solo successivamente, quando l’allora capo ufficio stampa Andrea Petrella e, in seguito, l’allora Ministro rilasciarono dichiarazioni che ritenevo non veritiere. Intervenni esclusivamente per ristabilire la verità dei fatti. Quella vicenda si concluse con le dimissioni del Ministro.
Nella seconda parte del suo messaggio Boccia entra ancor più nello specifico:
Ricordo inoltre che, a differenza di quanto sta accadendo oggi con il Ministro Piantedosi, difeso e blindato dalla maggioranza e da una parte del sistema mediatico, in quel caso venne riconosciuta l’inadeguatezza con cui la situazione era stata gestita. Anche perché altri collaboratori del Ministero della Cultura contribuirono, con dichiarazioni confuse e spesso contraddittorie, ad alimentare un vero e proprio pasticcio comunicativo.
Dal Viminale, invece, su quanto sta accadendo ora non sta emergendo alcun chiarimento. In quei giorni ho subito un’esposizione mediatica violentissima e una gogna pubblica senza precedenti, affrontata senza mai sottrarmi alle mie responsabilità e senza cercare scorciatoie mediatiche.
Boccia infine sottolinea quanto in un momento come questo sia necessario subentri la trasparenza, riservando anche una stoccata a Claudia Conte:
È quindi doveroso che vengano chiariti con trasparenza tutti gli eventuali rapporti tra la signorina Conte e il Ministero dell’Interno, sia a titolo remunerato sia gratuito. È una questione di correttezza istituzionale prima ancora che di opportunità politica.
Permettetemi, infine, una nota personale. Un anno e mezzo fa la signorina Conte ritenne di potermi giudicare pubblicamente con parole molto dure, senza conoscermi e senza conoscere i fatti, arrivando a definirmi addirittura una ricattatrice.
Io, allora come oggi, ho parlato solo quando era necessario farlo, senza mai offendere né screditare nessuno. Talvolta accade che le accuse rivolte agli altri finiscano per riflettere, più di quanto si creda, chi le pronuncia.
La differenza, forse, sta tutta qui.
Maria Rosaria Boccia
Un chiarimento che l’imprenditrice si augura aiuti a una riflessione sulla diversità delle due situazioni

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