Matilda De Angelis a Supernova: tra Lidia Poët, l’ossessione per Friends e il “troll” di famiglia
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L’ultima puntata di Supernova, il podcast condotto da Alessandro Cattelan, ha ospitato un’inedita e vulcanica Matilda De Angelis. Tra risate, quiz a tema e momenti di profonda riflessione che l’hanno portata quasi alla commozione, l’attrice si è raccontata a cuore aperto, celebrando l’uscita della terza stagione della serie di successo Lidia Poët su Netflix.
Il successo globale di Lidia Poët e il “paradosso” del doppiaggio
La serie che vede Matilda De Angelis nei panni della prima avvocatessa d’Italia sta riscuotendo un successo travolgente non solo in Italia, ma in tutta Europa e in America Latina.
L’attrice ha confessato il mix di ansia e divertimento nel vedere il proprio lavoro tradotto in decine di lingue.
Nonostante la curiosità di ascoltarsi in portoghese — lingua che definisce dotata di una particolare “sensualità” adatta al personaggio di Lidia — Matilda ha espresso un’opinione netta sul doppiaggio.
Per l’attrice, ascoltarsi con un’altra voce è un’esperienza “aliena”, poiché il doppiaggio, avvenendo in una stanza buia davanti a un microfono, tende a “appiattire” l’atto scenico e il contesto vitale della recitazione originale.
Un’ossessione chiamata Friends
Uno dei momenti più esilaranti dell’intervista è stato il quiz su Friends. Matilda si è definita una fan “atavica” della sit-com, dichiarando di aver visto l’intera serie circa 18 miliardi di volte e di possedere tutti i cofanetti DVD originali.
La sua preparazione è stata impeccabile: ha risposto senza esitazioni a domande tecniche, ricordando il secondo nome di Chandler (Muriel), il numero di matrimoni di Ross (tre) e il nome della barca immaginaria di Joey (Mr. Beaumont).
L’attrice ha inoltre preso posizione nell’eterno dibattito tra Ross e Rachel, ammettendo che, sebbene un tempo fosse “team Ross”, oggi ne trova la gelosia insostenibile, schierandosi dalla parte dell’indipendenza di Rachel.
Un’infanzia controcorrente e il mistero di “Massimo Della Pena”
Matilda ha condiviso aneddoti curiosi sulla sua educazione, descrivendo una famiglia “rifrattaria” al mainstream.
A casa De Angelis, la televisione commerciale era quasi un tabù: canali come Italia 1 erano considerati “il canale del demonio”, con l’unica eccezione concessa per Mai Dire Gol, seguita dal padre quasi come una sconfitta morale.
Invece dei classici Disney, l’attrice è cresciuta con i cartoni d’autore di Enzo d’Alò o con i film disturbanti del cinema francese, come Appuntamento a Belleville.
Tuttavia, il vero colpo di scena riguarda l’attività social del padre. L’attrice ha rivelato che l’uomo, per anni, ha gestito un profilo fake chiamato “Massimo Della Pena” (ispirato a Max Payne).
Con questo account, poi bannato svariate volte, il padre di Matilda si divertiva a insultare i detrattori della figlia e personaggi pubblici come Adinolfi, difendendo l’attrice “a spada tratta” a sua insaputa.
Vulnerabilità e Grazia: il valore della terapia
Verso la fine dell’incontro, il tono si è fatto più intimo. Matilda ha parlato apertamente del suo percorso in terapia, intrapreso da cinque anni per “interrompere la catena” dei traumi generazionali.
Ha riflettuto sulla necessità di guardare ai genitori non solo come tali, ma come esseri umani fallibili e fragili.
“Le nuove generazioni hanno più parole per descrivere i meccanismi psicologici”, ha osservato, invitando a una maggiore indulgenza e “grazia” verso i genitori che non hanno avuto gli stessi strumenti culturali per analizzare se stessi.
Una vulnerabilità che spiega anche il titolo dell’episodio, dove l’emozione si mescola alla risata in un ritratto autentico di una delle attrici più amate del panorama italiano.
