Me contro Te, tra gadget a peso d’oro e polemiche il matrimonio show a Milano davanti a 6mila paganti
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Chiunque abbia figli piccoli o adolescenti sta avendo a che fare o ha avuto a che fare con i Me contro Te, Luì e Sofì, al secolo Luigi Calagna e Sofia Scalia, due ragazzi siciliani che anni fa hanno avuto l’intuizione di investire sul mondo dell’infanzia puntando sul target dai tre ai dieci anni. Attraverso video su YouTube in cui raccontano la loro quotidianità e storie concentrate e carine sono diventati gli idoli di una generazione.
Un esperimento partito quasi per gioco che ben presto si è trasformato in una vera e propria attività imprenditoriale, un fenomeno che ha portato alla realizzazione di film e alla vendita di album di figurine e gadget. Dal 2017 al 2023 i profitti totali avrebbero superato i 34 milioni di euro a fronte di un giro d’affari che spazia tra video, film, merchandising, libri, album musicali e spettacoli.
I bene informati dicono che la coppia abbia investito gran parte degli utili nel settore immobiliare, acquistando ben 37 appartamenti a Milano nel perimetro City Life, Porta Garibaldi, corso Como, Gae Aulenti per una stima totale di 17 milioni di euro i cui affitti producono entrate per oltre 500mila euro all’anno.
Insomma un investimento sui più piccoli che ha portato i suoi frutti, non solo, Selvaggia Lucarelli in un suo articolo sulla coppia uscito nell’inverno del 2025, ha fatto notare che i Me contro Te avrebbero avviato una “svolta passivo-aggressiva” ai loro contenuti con un lancio di un podcast destinato a quel pubblico che quando hanno iniziato cominciava ad andare a scuola e adesso è adolescente.
Insomma una attività che non solo è protesa a catturare l’attenzione di nuovi bambini, ma mira a tenersi stretti gli utenti consolidati nel tempo.
Me contro Te: Il (finto) matrimonio a Milano
Ultima trovata della coppia un matrimonio sul palco dell’Unipol Dome Arena di Milano con tanto di luci pirotecniche, una scenografia da kolossal cinematografico e un celebrante, insomma un vero e proprio show con prezzi che variavano dai 50 ai 100 euro e che potevano lievitare fino a 250 se si voleva fare il meet and greet con gli sposi ovvero incontro e foto insieme.
L’evento era atteso da tempo, varie volte i due hanno rimandato il fatidico sì tanto da far circolare rumor su una probabile rottura, c’è tuttora chi reputa che Calagna e Scalia siano dei “semplici soci” e che l’amore sia finito da tempo, ma come si faceva a deludere chi li segue da anni? Fin dal primo pomeriggio del 5 settembre, la zona intorno all’Arena si è riempita di famiglie con bambini, all’interno del palazzetto sul palco decorato a nozze, un altare e tanti fiori.
Insomma tutto bellissimo ed emozionante per i piccoli fan accorsi in massa per vedere la cerimonia, per loro fortuna ignari che si sia trattato semplicemente di uno show, o meglio le pubblicazioni nella sede del Comune di Milano esistono, ma la celebrazione non è stata assolutamente quella di ieri, a confermarlo è stato lo stesso Comune.
Pertanto i due o devono ancora sposarsi o non hanno alcuna intenzione di farlo e le pubblicazioni sono state fatte per rendere più credibile il tutto.
Me contro Te: Il ricco merchandising e le polemiche
Ma non finisce qui, ovviamente a margine del costoso evento, Scalia e Calagna hanno provveduto alla vendita di un ricco merchandising da indossare durante la cerimonia, dai cerchietti luminosi con il velo venduti a 20 euro, fino alla maglietta del costo di 35 euro fino ai 10 euro di qualche gadget più accessibile. Insomma la coppia tutto il palazzetto non è riuscita a riempirlo, 6mila i biglietti venduti a fronte dei 16mila di capienza dell’impianto, ha quindi cercato di incrementare gli incassi di un evento la cui organizzazione avrà avuto i suoi costi.
Critiche e polemiche sono arrivate proprio per i costi altissimi dell’evento, molte famiglie oltre al costo dei biglietti moltiplicati per numero di figli e accompagnatori, si sono dovute sobbarcare anche le spese di spostamento da altre regioni. Per questi ultimi e per tutti coloro che si sono dovuti mettere le mani in tasca la beffa è arrivata quando a spese sostenute sono venuti a conoscenza che Calagna e Scalia avevano deciso di rendere l’evento fruibile gratuitamente in streaming.

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