Meryl Streep e Anna Wintour sono parenti: il “legame di sangue” dietro Il Diavolo veste Prada
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Miranda Priestly e la papessa di Vogue non condividono solo il gusto per l’alta moda, ma anche il DNA. La scoperta di Ancestry.com lascia a bocca aperta Meryl Streep: “Questo spiega tutto”.
In un mondo dove il cinema imita la vita e la vita ispira il cinema, a volte la realtà decide di superare la fantasia con un colpo di scena degno di una sceneggiatura da Oscar.
Se pensavate che l’interpretazione magistrale di Meryl Streep nei panni della glaciale Miranda Priestly fosse solo frutto di talento e osservazione, preparatevi a ricredervi: è una questione di famiglia.
Un recente studio condotto dagli esperti di Ancestry.com ha rivelato che Meryl Streep e Anna Wintour, la storica direttrice di Vogue che ha ispirato il personaggio de Il Diavolo veste Prada, sono biologicamente imparentate.
Un legame genetico che aggiunge un livello di profondità del tutto inaspettato a uno dei ruoli più iconici della storia del cinema contemporaneo.

La scoperta: cugine nel nome dello stile
Secondo le ricerche condotte attraverso miliardi di documenti storici e alberi genealogici pubblici, la Streep e la Wintour sono cugine di sesto grado. Il loro legame risale a una coppia di antenati comuni, Thomas Smith ed Elizabeth Kinsey.
La notizia è arrivata alle orecchie della leggendaria attrice proprio mentre si prepara al ritorno nelle sale con l’attesissimo sequel, Il Diavolo veste Prada 2.
La reazione della Streep, rilasciata in esclusiva a Entertainment Weekly, è stata un mix di ironia e stupore: “Beh, QUESTO spiega TUTTO”, ha dichiarato l’attrice, aggiungendo di essere “felicissima” della scoperta. “Come direbbero i nostri antenati, sono entusiasta!”.
Nonostante le loro carriere si siano mosse su binari diversi — una dominando i palcoscenici e i set di tutto il mondo, l’altra dettando legge sulle passerelle internazionali — le due icone condividono molto più di quanto si potesse immaginare.
Nate entrambe nel 1949, a soli cinque mesi di distanza (giugno per Meryl, novembre per Anna), sembrano aver ereditato una determinazione e un carisma che le hanno rese leader indiscusse nei rispettivi campi.

Quando il cinema diventa specchio della realtà
Il legame tra le due non è mai stato un segreto per i fan. Il romanzo del 2003 di Lauren Weisberger, da cui è stato tratto il primo film, è stato scritto basandosi sull’esperienza personale dell’autrice come assistente della Wintour.
Nel 2006, il film divenne un fenomeno globale, grazie anche alla cura maniacale con cui la produzione cercò di replicare l’universo di Vogue.
Durante il 15° anniversario del film, i membri del cast rivelarono che l’ufficio di Miranda Priestly presso la fittizia rivista Runway era stato meticolosamente ricostruito per assomigliare a quello reale della Wintour.
La stessa Anna Wintour dimostrò un notevole senso dell’umorismo presentandosi alla prima proiezione a New York vestita interamente in Prada.
Un gesto che la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna ricorda ancora con divertimento, sottolineando come la Wintour avesse apprezzato il lavoro svolto, nonostante la rappresentazione non proprio lusinghiera del suo “alter ego” cinematografico.

Il Diavolo veste Prada 2: cosa sappiamo del sequel
La scoperta della parentela arriva in un momento d’oro per il franchise. Le riprese de Il Diavolo veste Prada 2 hanno toccato location suggestive, tra cui l’Italia. Meryl Streep tornerà a vestire i panni di Miranda Priestly, affiancata da una ormai affermata Anne Hathaway.
Sebbene EW abbia confermato che Anna Wintour non apparirà fisicamente nel sequel con un cameo, la sua influenza continua a permeare la produzione.
Il regista David Frankel, tornato dietro la macchina da presa, ha promesso un film che esplorerà le nuove dinamiche dell’editoria digitale, un mondo che la stessa Wintour ha dovuto navigare (e dominare) negli ultimi anni, prima di annunciare le sue recenti dimissioni da Vogue.

Un’eredità di potere e talento
Che si tratti di una coincidenza cosmica o di una predisposizione genetica al successo, il legame tra Meryl Streep e Anna Wintour chiude un cerchio iniziato vent’anni fa.
La capacità della Streep di catturare quell’essenza di autorità silenziosa e sguardo tagliente potrebbe davvero affondare le radici in un patrimonio genetico comune.
L’attesa per il sequel, previsto nelle sale per il 1° maggio, è ora alle stelle. I fan non guarderanno più Miranda Priestly allo stesso modo: dietro quel “È tutto” sussurrato con disprezzo, ora sappiamo che batte un cuore che condivide la stessa storia di una delle donne più potenti della moda mondiale.
