“Mia Moglie”: non solo un gioco, ma reato. Dopo la chiusura canali su telegram e whatsapp
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“Mia Moglie”: Dopo la chiusura del gruppo Facebook, la Rete si riorganizza
Il caso del gruppo Facebook “Mia Moglie” ha scosso l’Italia.
Il gruppo, che raccoglieva 32.000 membri, è stato chiuso dopo che è venuto alla luce che i partecipanti pubblicavano foto di donne senza il loro consenso.
Ma nonostante la chiusura, il fenomeno non si è estinto del tutto. Decine di nuovi canali sono nati, soprattutto su Telegram, per cercare di replicare l’illecito.
Tuttavia, il timore di conseguenze legali e la scarsa affluenza di nuovi iscritti stanno scoraggiando i partecipanti.
La voce delle vittime: “Lui si è giustificato dicendo che era solo un gioco”
Il dramma che si nasconde dietro la vicenda è stato raccontato in prima persona da una delle donne coinvolte.
Sulla pagina Facebook Alpha Mom, la vittima ha condiviso la sua esperienza, spiegando di aver scoperto per caso di essere nel gruppo, tramite un amico di sua sorella.
L’uomo, marito della donna e padre dei suoi due figli, si è giustificato sostenendo che si trattasse solo di un gioco.

La donna, sconvolta, ha lasciato la casa coniugale e si è trasferita con i figli dalla madre, affermando di sentirsi “spezzata in due”. La sua storia ha sollevato un’ondata di solidarietà, ma anche qualche commento scettico.
Le indagini della Polizia Postale: “L’ufficio ha lavorato 24 ore per bloccare la pagina”
La Polizia Postale sta indagando sul caso. Come dichiarato al Corriere dalla vicedirettrice Barbara Strappato, sono state ricevute più di mille segnalazioni in poche ore.
Diverse donne si sono riconosciute nelle foto e hanno sporto denuncia, anche se molte altre potrebbero essere ancora ignare di essere state coinvolte.
I reati ipotizzati vanno dalla diffamazione alla diffusione di materiale intimo senza consenso.
La vicedirettrice ha sottolineato la gravità dei fatti e la crudeltà dei commenti, affermando di non aver mai visto nulla di simile in un gruppo social.
