“Michael”: il biopic controverso sul “Re del Pop” arriva nel 2026
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Dopo mesi di voci, rinvii e dibattiti accesi, il primo, attesissimo trailer di Michael, il film biografico sul Re del Pop Michael Jackson, è finalmente stato svelato.
La pellicola, con un budget stimato di 155 milioni di dollari, si preannuncia come un kolossal cinematografico, ma anche come un progetto estremamente controverso a causa della complessa e discussa vita del cantante.
L’uscita nelle sale, inizialmente prevista per il 2025, è stata posticipata ad aprile 2026 in seguito a riprese aggiuntive e possibili complicazioni, sebbene il trailer sembri confermare l’uscita come un unico lungometraggio e non diviso in due parti come si era vociferato.

Un cast di stelle e un nipote d’eccezione
Il cuore del progetto risiede nella scelta dell’attore protagonista: il ruolo di Michael Jackson è stato affidato a Jaafar Jackson, nipote nella vita reale del cantante (figlio del fratello Jermaine), al suo debutto sul grande schermo.
Una mossa che i produttori sperano possa aggiungere autenticità e un tocco personale alla narrazione. Dalle prime immagini del trailer, Jaafar ha dimostrato una somiglianza e un’abilità nel replicare i passi di danza iconici, come il moonwalk e la coreografia di “Thriller”, che hanno lasciato il pubblico impressionato.
Il cast vanta anche altri nomi di rilievo:
- Colman Domingo (candidato all’Oscar per Rustin) interpreterà il patriarca Joe Jackson.
- Nia Long vestirà i panni della matriarca Katherine Jackson.
- Miles Teller sarà John Branca, l’avvocato e manager cruciale per la carriera solista di Michael.
- Kat Graham nel ruolo di Diana Ross e Kendrick Sampson in quello di Quincy Jones.
- Juliano Krue Valdi, di 9 anni, interpreterà il giovane Michael nei Jackson 5.
La produzione ha anche reclutato un cast per interpretare gli altri membri dei Jackson 5, tra cui Jamal R. Henderson e Jayden Harville come Jermaine, e Joseph David-Jones e Nathaniel Logan McIntyre come Jackie, promettendo di coprire l’intera parabola artistica del cantante.

Dietro la macchina da presa
Alla regia troviamo Antoine Fuqua, noto per titoli d’azione e thriller come Training Day e The Equalizer. Fuqua, che ha un profondo legame con la musica avendo iniziato la sua carriera con i video musicali, ha espresso la sua ammirazione per Michael Jackson, definendo l’opportunità di raccontare la sua storia come “irresistibile”.
La sceneggiatura è stata affidata a John Logan, candidato all’Oscar per Il Gladiatore, The Aviator e Hugo Cabret.
A produrre il film è Graham King, già produttore del biopic da record Bohemian Rhapsody, in collaborazione con gli co-esecutori testamentari del patrimonio di Jackson, John Branca e John McClain.
Questa affiliazione al patrimonio, sebbene garantisca l’uso della musica originale, ha sollevato interrogativi sulla potenziale parzialità del racconto.

L’elefante nella stanza: “Umanizzare ma non sanificare”
La vita di Michael Jackson è inestricabilmente legata alle accuse di abusi sessuali su minori, riemerse con forza nel documentario del 2019 Leaving Neverland. Il produttore Graham King ha dichiarato che il suo intento è quello di “umanizzare ma non di sterilizzare” la figura di Jackson, presentando una storia “avvincente e imparziale”.
Tuttavia, le prime reazioni alla sceneggiatura non sono state positive. Dan Reed, il regista di Leaving Neverland, ha criticato la bozza definendola “sorprendentemente falsa” e accusandola di dipingere Jackson solo in momenti di altruismo con i bambini, minimizzando o ignorando le accuse.
A rendere il quadro ancora più complesso è la posizione della famiglia. Nonostante l’entusiasmo di alcuni membri, come la madre Katherine, la figlia Paris Jackson ha negato su Instagram qualsiasi coinvolgimento o sostegno diretto al progetto, pur riconoscendo che il film “asseconda una parte molto specifica del fandom di mio padre che vive ancora nella fantasia”.
Con un debutto fissato per l’aprile 2026, “Michael” si posiziona come uno dei film più attesi e potenzialmente divisivi del decennio.
Resta da vedere se il regista Fuqua e lo sceneggiatore Logan riusciranno a bilanciare l’indubbio genio creativo del Re del Pop con le zone d’ombra della sua vita, offrendo al pubblico un ritratto realmente onesto.
