Milo Infante lascia la Rai e passa a Mediaset con un ruolo d’oro
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Il mondo della televisione italiana si prepara a vivere una delle sue rivoluzioni più clamorose degli ultimi anni. Le fondamenta di Viale Mazzini tremano vistosamente di fronte a una notizia che ha subito assunto i contorni del vero e proprio terremoto mediatico. Secondo quanto rivelato in anteprima esclusiva dal sito di Davide Maggio, sul tavolo dell’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, sono giunte le dimissioni ufficiali e irrevocabili di Milo Infante.
Il celebre giornalista e conduttore, nonché figura chiave dei quadri dirigenziali del servizio pubblico, avrebbe deciso di chiudere definitivamente il suo lungo capitolo in Rai per intraprendere una nuova e prestigiosa avventura professionale all’interno di Mediaset.
Un contratto faraonico tra direzione e prima serata
Il passaggio di Infante al colosso televisivo di Cologno Monzese non rappresenta soltanto il trasferimento di un volto noto, ma si configura come una manovra strategica di altissimo livello.
Come svelato da Davide Maggio, l’accordo sancisce l’ingresso del giornalista dalla porta principale dell’azienda guidata da Pier Silvio Berlusconi.
I vertici del Biscione non si sono limitati a proporre a Infante la conduzione di una nuova trasmissione, ma hanno deciso di puntare con decisione sulle sue comprovate capacità manageriali ed editoriali.
Fonti vicine all’azienda confermano che per lui è pronto un ruolo apicale all’interno dell’organigramma aziendale, una posizione di comando che gli permetterà di influenzare in modo significativo la linea editoriale delle reti Mediaset.
Sul fronte prettamente televisivo, l’accordo prevede anche la guida di un nuovo programma in prima serata, con la forte tentazione da parte della direzione di inserirlo anche in una fascia strategica come il pomeriggio di Canale 5.

I retroscena e i motivi della rottura con Viale Mazzini
A determinare questo clamoroso addio sono stati diversi fattori che si sono accumulati nel corso degli ultimi mesi. Da un lato Mediaset ha corteggiato a lungo il giornalista, forte degli straordinari e costanti successi d’ascolto ottenuti in questi anni con Ore 14, il talk show di Rai 2 che ha saputo imporsi come un punto di riferimento assoluto nel pomeriggio televisivo italiano.
Dall’altro lato, a pesare come un macigno sulla decisione finale di Infante, è stato il trattamento ricevuto negli ultimi tempi proprio dal broadcaster di Viale Mazzini.
Nonostante gli eccellenti risultati numerici e l’indiscutibile fedeltà aziendale, il giornalista ha spesso percepito una cronica mancanza di valorizzazione da parte dei vertici Rai.
La ricostruzione offerta da Davide Maggio evidenzia come la goccia che ha fatto traboccare il vaso risalga a un paio di mesi fa, quando la Direzione Approfondimento aveva avviato una trattativa concreta per affidare a Infante la conduzione de La Vita in Diretta, ipotizzando uno spostamento di Alberto Matano a Domenica In.
Questo ambizioso progetto si è tuttavia risolto in un nulla di fatto, lasciando l’amaro in bocca al conduttore milanese. A questa delusione si è aggiunta la gestione problematica di Ore 14.
Il programma pomeridiano di Rai 2 è stato troppo spesso bistrattato dai palinsesti, e la sua stessa riconferma è stata trattata per anni come una concessione provvisoria piuttosto che come una certezza legata al merito. Di fronte a questa situazione di stallo, il richiamo di Cologno Monzese è diventato irresistibile.
Il disperato tentativo di controffensiva della Rai
La notizia delle dimissioni ha colto di sorpresa la Rai, che si è trovata improvvisamente a dover gestire una gravissima perdita interna.
Contattata nelle ore immediatamente successive alla diffusione della notizia, la Direzione Approfondimento di Viale Mazzini ha cercato di gettare acqua sul fuoco, sottolineando pubblicamente l’immenso valore umano e professionale della risorsa Infante e dichiarando l’intenzione di fare qualsiasi tentativo possibile pur di convincerlo a restare.
La sensazione diffusa, tuttavia, è che i giochi siano ormai fatti e che il cammino del giornalista sia già saldamente tracciato verso la Lombardia.
Come cambiano i palinsesti televisivi della prossima stagione
L’uscita di scena di Milo Infante apre inevitabilmente scenari del tutto inediti e costringe i direttori dei palinsesti a una profonda ristrutturazione delle offerte televisive per la prossima stagione.
In casa Rai si libera improvvisamente uno slot d’oro nel pomeriggio di Rai 2, una fascia oraria complessa che Infante era riuscito a trasformare in una gallina dalle uova d’oro in termini di share e fidelizzazione del pubblico.
Mediaset, al contrario, si trova a dover gestire l’inserimento di un peso massimo all’interno delle proprie frequenze. Qualora il nuovo programma di prima serata di Infante dovesse trovare collocazione su Rete 4, la rete deputata all’informazione e all’approfondimento giornalistico del gruppo, si renderà necessaria una redistribuzione delle risorse interne e degli spazi orari, con inevitabili ripercussioni sui colleghi già in organico.
Con questa mossa Mediaset mette a segno il primo, incredibile colpo del telemercato per la stagione televisiva, assicurandosi un professionista completo e poliedrico.
Nato a Milano nel 1968, Infante vanta una carriera trentennale iniziata sulla carta stampata e consolidatasi attraverso la direzione di importanti realtà lombarde come Telelombardia e Antenna 3, prima del lungo e fruttuoso sodalizio con la Rai iniziato nel 2003.
Il suo addio, come ampiamente documentato dal portale di Davide Maggio, lascia un vuoto a nostro avviso difficilmente colmabile a Viale Mazzini e ridisegna in modo radicale i rapporti di forza della televisione generalista italiana.
