Minerva Salute, critiche alla dottoressa dei social, l’equivoco sulla nomina a “primario”, la denuncia a un collega per un commento sui social, la presunta narrazione distorta per avere visualizzazioni
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Sono diversi giorni che sui social viene commentata o criticata la vicenda di “Minerva Salute” al secolo Solange Fugger, dottoressa conosciutissima sul web, divenuta popolare per essere divenuta a 36 anni il “primario” più giovane d’Italia. Adoperiamo le virgolette in quanto, come tra l’altro precisato dalla medesima, Fugger è responsabile di unità in un pronto soccorso di una clinica privata, un ruolo e un traguardo importanti, che però non avrebbe potuto ancora raggiungere nella sanità pubblica per mancanza di titoli e anzianità di servizio.
Selvaggia Lucarelli, nella sua newsletter “Vale Tutto” ha analizzato l’ascesa e la crisi della dottoressa, ripercorrendone le tappe e sottolineando quanto con il passare del tempo, “Minerva Salute” abbia cominciato a interessarsi più ai like che ai contenuti divulgativi. Secondo la scrittrice e opinionista, Fugger ha cominciato il suo percorso social con le migliori intenzioni per poi diventare succube dell’algoritmo e delle visualizzazioni.
Gli inizi dell’attività social
L’attività social della dottoressa è cominciata alla fine del 2024, allorché quando era ancora gettonista, così si chiamano i medici liberi professionisti in reparto, ha deciso di aprire dei profili social in cui raccontare la sua attività in un pronto soccorso di una clinica privata accreditata. Una idea iniziale buona, come sostiene Lucarelli, per restituire dignità e interesse ad un mestiere delicato e spesso bistrattato. Attraverso un linguaggio semplice e accattivante “Minerva Salute” ha iniziato ad essere molto seguita, nonostante ci siano stati i detrattori che la hanno accusata di megalomania per la scelta del nome.
Uno dei primi video pubblicati da Fugger, ha raccolto quasi 800mila visualizzazioni, a colpire sono stati i toni e la disinvoltura assunti di fronte alla videocamera. Nei contenuti ci sono diversi video in cui mostra vari momenti della sua giornata professionale e i diversi casi che si trova ad affrontare in un pronto soccorso. Uno stile che le ha fatto guadagnare migliaia di follower sui social in pochissimo tempo.
Un successo crescente che è valso alla dottoressa l’interesse di diverse scuole e università, che la hanno contattata per tenere conferenze nelle proprie strutture.

Le segnalazione all’ordine per un collega che la aveva criticata
La prima crepa nella narrazione è avvenuta nel maggio scorso, quando Alberto Molteni, un giovane chirurgo, ha commentato uno dei video in cui Fugger in un suo intervento davanti a una classe di studenti di medicina dice che “Il duro lavoro ripaga sempre, nessuno vi regala niente in questo mondo, i soldi facili non esistono, gli sforzi, i sacrifici ripagano. Non abbiate paura che arriva tutto nella vita se vi impegnate”.
Molteni in verità non ha risposto direttamente a “Minerva Salute”, ma ad un utente che sotto il video della dottoressa ha espresso dubbi su quanto detto da quest’ultima, commentando: “Non è così”, obiezione alla quale Molteni si è limitato a rispondere solo “concordo”. Una risposta che a Fugger non è piaciuta e per la quale rivolgendosi a Molteni ha chiesto perentoriamente di dirle per cosa non concordasse.
Il dottore pacatamente ha risposto attraverso un video, nel quale obiettava a Fugger quel “se vuoi puoi” ritenendola una affermazione poco percorribile nel mondo della medicina, adducendo sue osservazioni a conforto della propria tesi e ringraziando “Minerva Salute” per la riflessione. “Un video dai toni civili e costruttivi. E, volendo, anche molto interessante” ha commentato Selvaggia Lucarelli nella sua newsletter.
A seguito della shit storm subita a causa dei commenti dei sostenitori di Fugger, Molteni ha pubblicato un ulteriore video per precisare che il suo intento era quello di non criticare nessuno tantomeno di attaccare la dottoressa, ma di rifuggire l’idea di non poter esprimere un proprio pensiero solo per il fatto che l’interlocutore avesse molti follower.
La storia sembrava essere finita lì fino a quando Molteni ha pubblicato un video in cui raccontava sorpreso, di aver ricevuto una pec dall’Ordine dei medici nella quale lo si convocava per una audizione a seguito della segnalazione di una collega che lo aveva accusato di condotte non deontologiche e averla esposta a critiche mettendo in discussione la sua figura professionale. Molteni nel video non ha fatto il nome di “Minerva Salute”, le verifiche le ha fatte Selvaggia Lucarelli e si tratta della dottoressa.
Un fastidio non indifferente per il chirurgo che per una semplice ed educata confutazione sui social si è ritrovato a dover preparare una memoria difensiva e pagare un avvocato. La commissione alla fine ha appurato non esserci stata alcuna violazione della condotta deontologica da parte di Molteni e la segnalazione è stata archiviata. Una vicenda che come scrive Lucarelli: “racconta molto, e per la prima volta, della suscettibilità (e anche della sua determinazione nell’appellarsi al potere se messa in discussione) di Minerva, i cui atteggiamenti arroganti degli ultimi giorni non arrivano quindi come fulmini a ciel sereno”.
Le critiche per essersi definita “primario”
Come detto, il nome di Solange Fugger è balzato alle cronache la scorsa estate per essere diventata la responsabile di una unità operativa nel pronto soccorso di una clinica privata, un ruolo che è stato interpretato dai giornali come “primario”. Quasi tutte le testate nel luglio scorso hanno scritto della dottoressa come il “più giovane primario d’Italia”.
La stessa Solange ospite nel podcast BSMT di Gazzoli ha chiarito la sua reale posizione, spiegando la differenza tra il suo ruolo e quello di direttore di una UOC (Unità Operativa Complessa): “Per essere un primario – ha detto Solange a BSMT– terminologia un po’ desueta, adesso si chiamano direttori, per essere un direttore di una UOC, unità operativa complessa, quello è un ruolo relegato all’ospedale pubblico, e per accedere devi fare un concorso, per titoli, e devi avere un tot anni di determinata esperienza, nel pubblico, cosa che io non ho”.
Nello stesso appuntamento la dottoressa ha spiegato che per diventare direttore UOC bisogna aver fatto un percorso e aver acquisito titoli: “Io non sono direttore UOC (Unità Operativa Complessa, ndr), io sono una responsabile che ha le stesse responsabilità di un direttore UOC ma cambia il modo in cui ci diventi (…) il titolone del giornale ha creato dubbi, ma semplicemente perché non si conosce la terminologia, è una questione semantica”.
A fronte di tutto ciò Selvaggia Lucarelli nella sua newsletter si è posta una domanda: “E quindi, riassumendo: il termine “primario” non si utilizza più, Solange non è un primario perché non lavora in una struttura complessa di un ospedale pubblico, perché non ha gli anni di esperienza richiesti per diventarlo, perché non ha fatto un concorso, e sarebbe una “questione semantica”, come dice lei? E perché lei condivide articoli sulla sua pagina che la definiscono “primaria più giovane d’Italia” e si fa chiamare così nelle interviste?”

La presunta divulgazione di dati sensibili
Dopo la divulgazione della notizia sulla “primaria più giovane d’Italia” l’esposizione sui social di “Minerva Salute” è aumentata considerevolmente suscitando anche perplessità sui contenuti pubblicati. La dottoressa ha pubblicato per scopi divulgativi e scientifici casi clinici affrontati nel suo lavoro. In uno dei video pubblicati, Minerva espone in maniera dettagliata la storia di una donna con mononucleosi, divulgandone i risultati di analisi del sangue e tac.
Fugger ha risposto alle critiche precisando che i dettagli divulgati sono stati alterati proprio per tutelare la privacy della paziente, spesso però come scrive Lucarelli “i racconti dei casi clinici sono talmente particolari – il racconto di una meningite fulminante, un caso di tubercolosi – da rendere quasi impossibile che i pazienti non possano riconoscersi. Sarà anche tutto corretto, come dice Fugger, ma forse oltre che di deontologia è una questione di opportunità”.
La dottoressa è stata anche criticata per aver usato dei titoli per i suoi video apparentemente per attirare curiosità e aumentare le visualizzazioni. Un video intitolato “Pizza e Birra? Mai più” avrebbe suscitato la preoccupazione tra i follower, una correlazione fuorviante per attirare più persone a guardare il video. In realtà la pizza e la birra sono solo gli alimenti che il paziente cardiologico ha mangiato prima di sentirsi male, ma il malore non è assolutamente correlato al pasto.
L’ultima polemica
L’ultima polemica risale a due giorni fa allorché Minerva Salute in un video ha spiegato che i gettonisti proprio nel loro ruolo di liberi professionisti non hanno diritto alla malattia e che in caso di impossibilità a lavorare sono costretti a trovarsi da soli un sostituto e che se quest’ultimo non si trova sono pochi i colleghi coscienziosi e responsabili che si recano sul posto di lavoro anche con la febbre alta come è solita fare lei.
In un vecchio video la stessa Fugger ha documentato la sua giornata in pronto soccorso con la febbre alta. Secondo Minerva Salute la maggior parte dei gettonisti sono degli irresponsabili in quanto rimangono a casa anche per un “mal di dito”, aggiungendo che coloro che hanno realmente la vocazione sono “delle mosche bianchissime”. A fronte di tutto ciò molti colleghi si sono arrabbiati e hanno pubblicato a loro volta dei video per sottolineare quanto la narrazione della dottoressa non fosse veritiera.
I colleghi hanno precisato che non spetta ai gettonisti trovare un sostituto in caso di malattia, ma al responsabile di unità e che il diritto alla malattia lo hanno anche i gettonisti anche se non è retribuito. Tra l’altro hanno sottolineato che andare a lavorare in pronto soccorso con la febbre è da irresponsabili, ma soprattutto raccontare sui social che i colleghi che lavorano coscienziosamente sono mosche bianchissime è un messaggio terribile.
I video della dottoressa hanno cominciato a riempirsi di commenti critici anche da parte dei suoi stessi follower. Solange ha cominciato a rispondere in maniera scomposta, accusando i colleghi di attaccarla per farsi pubblicità. A un medico che le ha elencato i motivi per cui il suo video sui gettonisti era sbagliato, Solange ha risposto: “Prenditi un bicchiere d’acqua, perché hai finito la saliva”. Insomma gesti di nervosismo lontani da come sui social sono abituati a conoscerla.
Alla fine della sua newsletter Selvaggia Lucarelli si è prodotta in una dissertazione che mette a fuoco il problema di come si vuole apparire sui social e di chi si è realmente: “Questa storia non parla di Minerva Salute che ha smarrito il fuoco iniziale -ha scritto l’opinionista- ma di un ecosistema che trasforma anche gli intenti più nobili in performance, like, follower e crea ‘mostri’ di ego che diventano scivolosi non solo per sé stessi, ma pure per le comunità, in questo caso quella medica, che si desiderava rappresentare al meglio. Il problema non è cadere – è inevitabile, quando si gioca costantemente sotto i riflettori – ma non accorgersi più della distanza tra ciò che si è e ciò che si racconta di essere”.
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