Nancy Brilli a La Confessione: il dolore mai detto, il “miracolo” Manfredi e quella lite con Virzì
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Nancy Brilli, all’anagrafe Nicoletta, nasce a Roma nel 1964 e da allora la sua vita è stata un susseguirsi di successi cinematografici, grandi amori e sfide personali affrontate con una fiera determinazione. Ospite di Peter Gomez nel programma La Confessione, l’attrice si è raccontata, ripercorrendo i momenti più luminosi e le zone d’ombra della sua esistenza, dalla perdita della madre alle difficoltà di salute, fino ai retroscena del cinema italiano.
Un’infanzia segnata dall’assenza e dalla durezza
Il racconto di Nancy Brilli inizia con una ferita profonda: la perdita della madre a soli 10 anni. Un trauma così radicale che l’attrice confessa di aver rimosso ogni singolo ricordo: “Zero, neanche una cosa”.
Persino sotto ipnosi, la figura materna è rimasta un’ombra inafferrabile, un dolore che i medici le hanno consigliato di non forzare ulteriormente.
Cresciuta con una nonna definita “severa, dura e incolta”, Nancy ha vissuto un’adolescenza che ricorda come una “malattia”. In questo contesto di solitudine — con un padre spesso assente — l’attrice ha ammesso di aver praticato l’autolesionismo per lungo tempo.
“Era un modo di oggettivare il dolore interno e visibile, una cosa che puoi controllare”.
L’esordio per necessità e il grande cinema
Il debutto cinematografico avviene a 19 anni nel film Claretta di Pasquale Squitieri. Non fu il “sacro fuoco” dell’arte a spingerla, ma il desiderio di indipendenza economica: le offrirono 5 milioni di lire, una cifra che le permise di andare a vivere da sola.
La carriera decolla rapidamente:
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Nel 1988 viene scelta da Carlo Verdone per il film cult Compagni di scuola.
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Nel 1990 vince un David di Donatello e un Nastro d’Argento per Piccoli equivoci.
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Conquista il pubblico televisivo con fiction come Commesse e Il bello delle donne.
Proprio riguardo a Commesse, Nancy ha rivelato di essere stata convinta a partecipare da Sabrina Ferilli, che la “corteggiò” con fiori e dolcetti per farle superare il pregiudizio dell’epoca secondo cui chi faceva cinema non dovesse fare televisione.
Lo scontro con Virzì e il “nome di paillettes”
Non tutto è stato semplice nel mondo dello spettacolo. L’attrice ha raccontato di una discussione furibonda con il regista Paolo Virzì, che non volle rispettare un contratto già firmato perché la riteneva “troppo appariscente” e troppo legata alle ospitate da Pippo Baudo.
Un pregiudizio legato anche al suo nome d’arte, che qualcuno definì “fatto di paillettes”. “Nancy Brilli è un nome sberluccicoso, ma io non sono un’attrice superficiale”, ha ribadito con fermezza.
Un altro episodio amaro riguarda una funzionaria Rai che le disse che le attrici di oggi “non sono più le belle ragazze di una volta, sono donne vere”, escludendola di fatto dalle fiction della rete per vent’anni.

Gli amori, l’endometriosi e il figlio Francesco
La vita privata di Nancy è stata intensa quanto la sua carriera. Ha ricordato il primo marito, Massimo Ghini, sposato “per allegria” , e la passione travolgente per Ivano Fossati, segnata però da una gelosia estrema che portò a liti furibonde.
Tuttavia, il legame più importante è quello con il figlio Francesco, nato dal matrimonio con Luca Manfredi.
Una nascita che Nancy definisce un miracolo, dato che soffriva di una grave forma di endometriosi che l’aveva resa clinicamente sterile. “Sono riuscita ad avere questo bambino con delle cure, ma soprattutto con l’ormone Manfredi”, ha scherzato con affetto.
La visione politica e il presente
Oggi Nancy Brilli continua a calcare i palchi teatrali — recentemente con lo spettacolo Il padrone — e non ha paura di esprimere opinioni forti.
Ha dichiarato di apprezzare la fierezza di Giorgia Meloni, pur avendo cambiato idea politica più volte nel tempo alla ricerca di un proprio “centro”.
L’intervista si chiude con una dedica commovente al figlio: “Sembro tanto forte, ma tu sai che ho delle incrinature che tu tieni attaccate con il tuo affetto”.
Un ritratto sincero di una donna che ha saputo trasformare le fragilità in una carriera luminosa, culminata nel 2024 con il premio alla carriera alla 81esima Mostra del Cinema di Venezia.
